Etsy o A Little Market? Confronto tra le due piattaforme

A fine giugno del 2014 Etsy ha acquisito A Little Market, (ALM) gettando i venditori italiani nella confusione: cosa sarebbe successo a chi aveva i negozi su entrambe le piattaforme? E cosa a chi li aveva solo su l’una o l’altra?

A quasi un anno di distanza, poco è cambiato: le due piattaforme continuano a voler offrire a tutti i creatori e ai propri clienti un’esperienza unica, mantenendo le condizioni di vendita differenti e lo spirito che contraddistingue le due comunità.

L’idea è quella di accelerare lo sviluppo di A Little Market e allo stesso tempo far crescere la notorietà di Etsy, lavorando maggiormente sul posizionamento locale, con l’obiettivo futuro di creare un ponte tra le due community di creatori per far scaturire ulteriori occasioni condivise sia di formazione e collaborazione.

Cosa vuol dire questo dal punto di vista di un creativo che deve scegliere la piattaforma per vendere online? Il nostro consiglio è di avere ben presente le potenzialità del proprio prodotto, sapere quale sia il target che si vuole raggiungere e, su queste basi, scegliere la piattaforma più adatta al proprio brand.

ALM è aperto solo all’Italia, tutto il sito è in italiano e così il suo pubblico; se non sai l’inglese e il mercato estero ti spaventa, vuoi testare il tuo prodotto su un mercato più ristretto prima di lanciarlo su quello mondiale, o vuoi perseguire il tuo ideale di incrementare l’economia locale, allora ALM probabilmente è la piattaforma che fa per te.

Etsy invece è un tuffo nell’oceano: immenso, difficile ma che può darti, se sai nuotare, grandi risultati. Su Etsy puoi vendere in tutto il mondo, con la possibilità di rivolgerti a mercati attivissimi nell’acquisto online come quello americano o inglese o australiano; se non riesci a trovare il tuo target in Italia, quasi sicuramente su Etsy lo troverai, dato che ha quasi 20 milioni di compratori attivi.

Niente ti impedisce di aprire su entrambe le piattaforme: molti creativi lo fanno già.

Tieni però presente che andranno gestite in maniera diversa a causa del loro differente posizionamento nel mercato e che dovrai quindi lavorare di più per utilizzare al meglio entrambe.

Etsy:

Costi: $ 0.20 USD ad inserzione (durata 4 mesi) + 3,5% trattenuto sulle vendite (spedizioni escluse);

Servizi: supporto molto veloce (in inglese), articoli blog e webinar di educazione per i seller (in inglese);

Vantaggi: community molto attiva e importantissima per la formazione e la promozione, mercato mondiale, costi bassi, visibilità presso blogger, magazine e negozi che fanno scouting da tutto il mondo, interfaccia intuitiva, grafica del portale molto bella;

Svantaggi: concorrenza spietata, difficoltà ad emergere, ad oggi non esiste un ufficio italiano che si uccupi di PR, investimento in Italia nullo.

A Little Market:

Costi: iscrizione gratuita,  inserzioni gratuite e che non scadono, 5% trattenuto sulle vendite sopra i 10€, 0,50 cent sotto i 10€;

Servizi: creazione di look book , promozione dei negozi ALM presso le riviste italiane e nei blog più legati all’handmade e al design, rete di rappresentanti regionali molto attiva;

Vantaggi: inserzioni che non scadono, posizionamento locale, investimento in Italia, affiancare in modo più personale e continuativo il creatore con percorsi formativi on line ed off line, assistenza costante in italiano;

Svantaggi: apertura del mercato più limitata, difficoltà a vendere a causa della diffidenza degli italiani a comprare handmade e online, adatta a determinati tipi di prodotti piuttosto che altri.

Altri elementi di cui dovresti tenere conto nella scelta della piattaforma sono:

  • La veste grafica e la qualità degli altri negozi presenti: sono adatti a fare da cornice al tuo prodotto? Il tuo prodotto all’interno della piattaforma risalterebbe o ne sarebbe penalizzato?
  • La concorrenza: quanti negozi vendono creazioni comparabili alle tue (stessa tipologia e fascia di prezzo)? Quanto vendono? C’è spazio per il tuo prodotto?
  • Il tipo di prodotto che vendi e le tue competenze: sei in grado di gestire degli ordini internazionali? Sapresti gestire dei clienti stranieri scrivendo in inglese? I tuoi prodotti sono soggetti a restrizioni per l’esportazione? Infatti nel caso di materiali particolari come pellami, legno e semi o di gioielli, vintage, cosmetici e prodotti commestibili vigono delle restrizioni per l’esportazione per cui bisogna informarsi bene.

Ti  abbiamo dato tutte le informazioni per scegliere, ora è il tuo turno: dove vendi e perché? Come ti trovi? Raccontacelo nei commenti!

51 commenti su “Etsy o A Little Market? Confronto tra le due piattaforme”

  1. Ottimo articolo!
    Sposterei l’elemento grafico tra svantaggi/svantaggi. Mi spiego meglio: secondo me, l’elemento grafico di Etsy è accativante/moderno/elegante e quello di ALM è infantile/provinciale/caslingo.

    • Buongiorno Caridad,
      i nostri geek stanno lavorando molto sulla nuova veste grafica di A little Market!
      L’homepage ha già subito evidenti miglioramenti che la rendono più snella e minimal e sono stati davvero ben accolti!
      Prova a fare un giro nel sito per vedere che ne pensi.
      E’ uno dei nostri obiettivi nel piano d’azione di quest’anno!

  2. È bello scoprire nuove opportunità per far conoscere o ri-conoscere il fatto a mano in Italia. Mi accodo un po’ al commento di prima: la combo rosa/celeste non ispira serietà, magari un filo meno saturi renderebbero meglio l’idea, sostituirei “favoriti” (che sa tanto di traduzione dall’inglese) con preferiti e darei una guardata anche a “Scoprire il concetto” “connettersi” e “iscriversi” (tutto il sito parla a un TU perché lì c’è l’infinito? ).♥♥ Ciò detto sono già sulla pagina di registrazione ♥♥

    • Valeria le vostre segnalazioni e\o proposte di miglioramento sono sempre ben accette!
      Siete voi creatori il nostro motore! Stiamo lavorando su questo filone con i nostri rappresentanti regionali che, ogni due settimane ci sottopongono le loro richieste, idee, proposte per migliorare ed aggiornare il sito quindi ben vemga ogni ulteriore miglioria proposta! Si cresce sul campo!
      Sono molto curiosa di scoprire quale sia il tuo shop: scrivimi in pvt a sara@alittlemarket.it

  3. Secondo me un’altra differenza è anche, e soprattutto, la clientela delle due puattaforme. Faccio un esempio: su Etsy le mie illustrazioni digitali stampabili in pdf sembrano andare bene, mentre qui in Italia il concetto di acquistare un file digitale è ancora snobbato.

  4. io sto notando una cosa che può essere anche abbastanza simpatica. Tralasciando i pro e i contro dei siti (ho iniziato con Etsy e poi sono approdata su Alm e tutt’ora gestisco 2 negozi)… trovo sia davvero simpatico il fatto di poter parlare quasi “face to face” con una dei gestori/responsabili/chiamatelacomevolete (non mi sovviene il termine) della piattaforma di e-commerce.
    Il fatto di poter quasi “disegnare” secondo le proprie esigenze il sito, il fatto che chiedano un aiuto a noi, è un qualcosa che con Etsy non si può fare. A me piace assà 🙂

    • Ciao, in realtà anche Etsy ha un rapporto molto stretto con la community, forse il problema è che non ci siano degli admin che si occupino della community italiana, e quindi siano sentiti dagli utenti di qui un po’ più irraggiungibili che in altri paesi. Però se vai nei forum generali o in quelli gestiti dagli admin ti accorgerai che è possibile dialogare con loro e richiedere modifiche e miglioramenti. Considera che Etsy in italiano è nato dall’esigenza della community italiana, lo abbiamo chiesto e hanno fatto in modo di farcelo tradurre 😉 inoltre gli admin sono venuti molte volte in Italia, certo è che negli ultimi tempi la strategia è di comunicare con chi gestisce i team, che poi a loro volta comunicano con gli utenti, dando l’impressione di ‘distanza’. Speriamo che questo cambi presto! 🙂

  5. Personalmente io e il mio compagno gestiamo degli shop su entrambe le piattaforme e nonostante le vendite siano state maggiori su Etsy, su alm si ha la sensazione di essere una parte importante di un progetto e di una famiglia che ha voglia di crescere e migliorarsi. Abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di conoscere il team che c’è dietro questa realtà al meeting organizzato da alm a Roma e siamo rimasti davvero colpiti dalla disponibilità e dalla partecipazione di tutte le persone che lavorano per permettere a tanti creatori come noi di dare espressione alla propria creatività e di migliorarsi accompagnati passo passo per mano e quasi coccolati, mentre con Etsy indubbiamente è più facile affacciarsi al mercato globale, ma necessitano conoscenze maggiori ed una consapevolezza di cosa e come fare che senza capacità di base risultano molto più ardue, il risultato può essere quello di sentirsi come gocce nell’oceano.

    • Ciao Angela, infatti è quello che abbiamo detto nell’articolo, Etsy richiede sicuramente più impegno e, data la vastità del sito, ci sono meno opportunità di essere ‘accompagnati’, mentre invece c’è modo di ‘autogestirsi’ nei team, in modo che si possa fare il viaggio insieme ad altri venditori e non da soli. Il bello è che ognuno può scegliere la piattaforma più adatta alle proprie esigenze, anche in periodi diversi del proprio percorso!

  6. Per me la scelta di Etsy rispetto a ALM è obbligata a causa di quel che faccio. Ho visitato giusto ora ALM e non c’è nulla sulle case di bambola, credo non sia il canale adatto a quel che faccio e lo capisco. Siamo pochissimi in Italia ad avere la passione per le case di bambola, però un po’ mi dispiace. Condivido volentieri questo articolo, sarà molto utile a tante creative che chiedono continuamente informazioni sulle piattaforme e-commerce e spesso se ce ne siano in italiano.

  7. Ottimo articolo, anche io gestisco gli shop su entrambe le piattaforme e la mia scelta è stata dettata principalmente dalla voglia di raggiungere clienti internazionali con Etsy e italiani con Alm e all’inizio effettivamente è stato così. Oggi anche su Etsy almeno la metà delle vendite provengono dall’Italia, e penso che il cambiamento sia avvenuto da quando Etsy è anche nella nostra lingua. Mi trovo benissimo anche su Alm,lo trovo molto familiare e carino, molto più “rassicurante” per chi si avvicina all’acquisto on-line per la prima volta. Sono ancora parecchie le cose da migliorare, prima tra tutte ,secondo me, è la sezione dedicata alle spedizioni, aggiungendo la possibilità da parte dell’acquirente di scegliere un tipo o un’altro di spedizione. Complimenti invece per la sezione “fatturazione e statistiche”

  8. Volevo solo chiedervi una precisazione. Proprio ieri sera ho letto le condizioni di vendita di A Little Market perché vorrei aprire un negozio anche lì, oltre che su Etsy; ed ho trovato scritto abbastanza chiaramente che quello che vendi sulla loro piattaforma non può essere venduto su nessun’altra. Ora mi chiedo e vi chiedo: possono vendre lo stesso oggetto sia su Etsy che su A little market, visto che in fondo sono la stessa cosa? Grazie, siete gentilissime e i vostri articoli sono veramente di supporto e aiuto per me. Buona giornata

  9. Bell’articolo ma ora mi trovo doppiamente in difficoltà. Abito in Svizzera, posso gestire conversazioni in italiano, francese e tedesco e miro al mercato nazionale ( ovviamente non disdegno andare oltre). Scarto quindi ALM che nasce per vendere in Italia, ma come gestisco esty senza la conoscenza dell’inglese?

    • Ciao Giovanna, Su Etsy puoi creare il negozio nella tua lingua madre e poi tradurlo nelle lingue che parli, poi impostare le spedizioni solo in determinati paesi. Certo, ti tagli via una bella fetta di mercato! Magari come obiettivo futuro potresti fissare di imparare giusto l’inglese base che ti serve per gestire i clienti 🙂

      • Prima di tutto grazie per la tua risposta. La mia è una scelta meditata. In Svizzera abbiamo 4 lingue, capirai che è una bella sfida volerne usare almeno 3 bene. Mi occupo di cucito creativo, non ho una grossa produzione e riesco in genere a vendere tutto nella mia regione. Voglio aprirmi alla Svizzera tedesca e francese, perché questo mi permette di abbattere i costi postali ( qui nessuno esige una raccomandata, i pacchi sono tutti tracciabili a livello nazionale e questo incide molto sul costo), secondo perché lo Svizzero ama ed è disposto a spendere per l’ handmade specie se è un prodotto interno. Come artigiano, lavorando con le mani, la produzione non può a livelli quantitativi coprire mercati molto ampi, ben diverso chi per esempio fa illustrazione e vende articoli magari creati in serie con le proprie immagini. Non so se sono riuscita a spiegarti il mio pensiero.

  10. bellissimo articolo…grazie…anche perchè ci ho capito qualcosa in più sulla piattaforma a littel market…personalmente vorrei provare ad aprire un negozio online su entrambe le piattaforme…ma per quanto riguarda etsy mi chiedo come faccio a introdurre anche la traduzione in inglese?… quando vado per scrivere le descrizioni ecc me lo fa fare in italiano..non c’è una seconda sezione che mi porta a tradurre..sbaglio ad aprire negozio direttamente su etsy italiano? si fa con quello classico? spero di essermi spiegata bene.. attendo ansiosamente una vostra risposta..

    • Ciao Costa! puoi attivare le traduzioni in inglese o in altre lingue andando nel pannello di controllo e nella sezione “Info e aspetto”, poi nella tab “Traduzioni”. una volta che avrai scelto inglese, per ogni sezione del negozio (profilo del negozio, annuncio, policy, ecc.) e per ogni listing ti comparirà l’opzione per aggiungere l’inglese. spero di essere stata chiara! 🙂
      grazie e buon lavoro!

  11. ALM mi sembra più europea come piattaforma rispetto ad Etsy, che personalmente non mi ha mai fatto impazzire né come tipologia di merce in vendita né come estetica o per la vastità esagerata di proposte, ultimamente Etsy mi sembra troppo orientato verso il target americano “di provincia” non so come spiegare, magari è solo una mia impressione, alm è sicuramente più contemporaneo e carino, però noto che in Italia le vendite sono davvero poche rispetto alla Francia, secondo voi come mai?

      • grazie per la risposta, in Francia vedo che vendono moltissimo però, una cosa che non mi piace molto di ALM è l’impossibilità di replicare ai commenti di recensione, potrebbe capitare di subire recensioni ingiuste senza possibilità di spiegazioni, dovrebbero dare questa opportunità come su altri siti
        saluti

  12. Trovo molto fattibile ALM ,mi piacerebbe provarlo dato che non ho mai aperto un negozio online . C’è bisogno di aprire una partita iva?

    • ciao Floriana, scusa il ritardo nella risposta! La partita iva di solito non ti viene richiesta per aprire i negozi online ma può essere necessaria per vendere. ti consiglio di sentire un commercialista in proposito, perché la situazione varia da persona a persona.

  13. Salve, volevo chiederle ma per aprire un negozio in ALM non può bastare avere il conto pay pal?
    in cosa consiste il conto ALM e volevo chiederle anche se il conto ALM deve può essere collegato alla carta pay pal che si utilizza già in Etsy?…la ringrazio per la sua risposta, Giusy

  14. Grazie a Sara mi hanno rimborsato l’importo pagato in breve tempo! Quindi annullo il mio commento precedente con recensione negativa!

  15. Ottimo articolo. Aggiungo un altro quesito: tra A little market e Dawanda?
    Sono agli inizi e prima di scegliere Etsy preferisco iniziare da queste due piattaforme… ma non so decidere.
    Grazie mille!

  16. Ciao,
    io avevo aperto un negozio su A Little Market, è ho avuto la fortuna di vendere il giorno dopo aver postato l’articolo un vestito dipinto a mano.
    Ma poi più niente , Delusa chiusa il negozio .
    Ora vorrei riprovare .
    Prima domanda per “riaprire ” il negozio è sufficiente carichi una creazione ?
    Per quanto riguarda Etsy mi avete già risposto.
    Grazie
    eleonora

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