Di cosa parlare nel tuo blog

Il blog è uno dei tuoi migliori alleati per rafforzare il tuo personal branding

Partiamo dall’idea che il tuo blog sia inserito nel sito della tua attività: se hai un blog segreto sui Puffi, va benissimo, anzi io ti incoraggio a scriverlo, ci mancherebbe. Però NON ti incoraggio a linkarlo sul tuo sito, a meno che non ti occupi di fumetti e affini. (Ma quindi non posso nemmeno dire che mi piacciono i Puffi? Sì puoi, magari un accenno nell’about page, e poi sei in buona compagnia, ma se ti occupi di fondi europei ci sono alte possibilità che io non sia venuta sul tuo sito per essere intrattenuta sui Puffi: occhio alla bounce rate).

E quindi ipotizziamo che sul tuo sito tu abbia un blog. È obbligatorio? No. Anzi: se non hai il tempo di seguirlo è deleterio. Un sito con un blog non aggiornato da mesi mi fa pensare due cose: 1. La proprietaria è sciatta. 2. La proprietaria è morta. Due scenari che non mi fanno impazzire dalla voglia di lavorare con te. Quindi se non riesci ad aggiornarlo con regolarità (diciamo una volta settimana?) meglio proprio non averlo, il blog.

Se invece ce la fai, il secondo punto è: di cosa parlare. Se sei una di quelle che aspetta l’ispirazione last-minute attenta: rischi di saltare vari appuntamenti o di parlare di cose random che non c’entrano nulla con quello che fai. Invece una seria programmazione editoriale ti serve proprio per fare fronte ai momenti poco ispirati: ti prepari una lista di 10 titoli e voilà, quando hai bisogno non devi nemmeno spremerti le meningi.

Ok, quindi a questo punto arriviamo a capire di cosa parlare nel blog: in sintesi, quello che scrivi deve essere coerente con quello che fai (sì, coerente è la parola magica qui), avere ossia un’attinenza con la tua attività, e il motivo è semplice: se intercetti le persone interessate a quello che dici, è facile che siano le stesse persone interessate a comprare da te. Se invece scrivi un post sui Barbapapà (si capisce che ho dei bambini piccoli in casa?) e poi vendi organizzazione matrimoni secondo me non ci siamo.

Ma allora devo scrivere post noiosi e istituzionali? No. Devi scrivere post coinvolgenti, ossia che suscitino emozioni in chi legge, e lo invoglino a continuare a seguirti. E cosa rende un post coinvolgente? Una storia. Sì: puoi partire da una storia (tua, di altri, letta su un giornale) e poi collegarci l’argomento di cui vuoi trattare. Ad esempio: “quella volta che mi sono trovata all’estero e mi hanno rubato il portafoglio” va benissimo se poi mi parli di organizzare al meglio la tua borsa e sei una professional organizer. Oppure mi racconti di Yves Saint Laurent e della sua musa Catherine Deneuve per spiegarmi in che modo avere una “musa” può aiutarmi a sbloccare la mia creatività.

Ok, quindi siamo a posto? Non proprio. Devi anche stare attenta a non sbrodolare il tuo post, perché ormai molta gente ti legge sullo smartphone o altri device con il mini schermo, e nessuno ha voglia di scrollare per ore. Quindi: sii concisa, qui su C+B cerchiamo di non andare oltre le 800 parole (controlla pure: questo post è di 602).

Ecco qualche esempio di blog post che si legge volentieri perché è Coerente, Coinvolgente e Conciso (la Regola delle 3 C, copyright me stessa).

Ok, ora voglio sapere di te: qual è il tuo post più riuscito in questo senso?

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

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12 commenti su “Di cosa parlare nel tuo blog”

  1. Bello, chiaro e conciso.
    E poi nel penultimo post parlavo proprio di Ives Saint Laurent…. (e della sua casa a Marrakech, non della sua Musa…) quindi, forse sono sulla strada giusta!!
    Utilissima l’idea dei titoli, e della programmazione.
    GRAZIEEEE
    Simo

    • grazie a te Simona: in effetti anche il mio post deve rispettare le sue stesse regole. 🙂 Direi che quello di YSL è un segno: continua così! Buona programmazione.

  2. Sulla coerenza spero di esserci, sul coinvolgimento non so, sulla concisione mi sa che no! Forse conviene spezzare il post in due, quando diventa lungo?

    • Coerenza: brava! Coinvolgimento: pensa di scrivere per la tua migliore amica. Concisione: yes, meglio 2 post, ma non più di 2, e a distanza di una settimana.

  3. Ottimi consigli! Da qualche mese quello che era per me un blog personale si sta espandendo grazie al contributo di alcuni amici (una redazione fatta in casa oserei dire) e capisco davvero quanto l’organizzazione sia importante! Mi piacerebbe avere un tuo consiglio così a freddo sul lavoro che stiamo facendo, a volte ti serve un giudizio nn amico per capire le potenzialità o le pecche di quello che fai 🙂 lascio indirizzo del blog e mail 🙂
    theenchantedboudoir.blogspot.it
    teb.fashionblog@gmail.com
    Grazie!

  4. Giusto oggi 587 parole ma ho ancora molto da imparare! Infinitamente grazie per la tua saggezza condivisa, La regola delle 3 C è fantastica 😉

  5. Ciao e grazie per i consigli preziosi che avete dato in questo post!
    Se posso, faccio una piccola domandina, se posso eh! Bhe la faccio! Il mio blog dovrebbe essere si appoggio al mio etsy, qui casco sulla C della coerenza, ma sistemerò! I visitatori del mio etsy sono per lo più stranieri, dovrei scrivere il blog solo in inglese o sforzarmi sul bilingue (per me difficile da gestire) ? Tenendo conto che ovviamente il meglio della mia spumeggiante personalità esce grazie alla mia madrelingua, l’italiano. Grazie mille ! (Ho superato le 800 parole anche solo con questo commento).

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