Lavorare da casa: un esercizio di equilibrio

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Cara Bea,

come ogni anno, nella lista dei buoni propositi, oltre ai chili da smaltire dopo le feste c’era anche occuparmi più e meglio della casa. Mi spiego: pur essendo abbastanza ordinata per natura, lavorando in proprio mi trovo spesso a districarmi fra le faccende domestiche e i progetti lavorativi con la sensazione di non riuscire a fare davvero al meglio né l’una né l’altra cosa.

Se comincio a lavorare presto al mattino, ignorando le tazze della colazione, ho il pensiero fisso nel lavello della cucina: se invece decido di dare la precedenza alle tazze, mi ritrovo a pulire anche il gas, le piastrelle, raccogliere la differenziata e lavare il pavimento perché “già che ci sono faccio anche questo: in fondo ci metto due minuti”. Invece finisce che ci perdo più di un’ora, ritrovandomi in ritardo sul programma della mattina e di conseguenza su quello dell’intera giornata. E ovviamente, per tutto il tempo, ho in testa le cose che sto trascurando mentre pulisco/cucino/faccio la spesa etc. 

Il mio compagno mi aiuta come può, ma spesso sono io che mi faccio carico della maggior parte delle faccende domestiche, un po’ perché ci metto di meno – sì, lo so che non dovrei dirlo, ma è la verità! – e un po’ perché mi sento anche in colpa, visto che, ad oggi, è lui a guadagnare di più. Insomma, mi sembra che, essendo comunque a casa tutto il giorno tutti i giorni, mi basterebbe organizzarmi meglio.

Mi chiedo come fanno le altre donne in proprio: se sono davvero ordinate molto più di me, se delegano tutto ad una donna delle pulizie, se hanno dei partner super capaci anche nelle faccende domestiche…

C’è un metodo infallibile per tenere a posto la casa senza vivere assillata dal senso di colpa perché rubo tempo al mio lavoro, e viceversa?

Grazie mille!

Cara Cenerentola,

di metodi infallibili nella mia vita ne ho visti proprio pochi! Soprattutto quando si va a toccare un ambito personale come la gestione del lavoro in proprio e della casa.  Come si diceva giustamente qui: la risposta è dentro di te, ed è l’unica possibile!

Ma se proprio mi sforzo di trovare una parola magica, l’unica che mi viene in mente è: collaborazione.

Non per niente “colf” è la crasi di due parole, collaboratrice + familiare.

E sì, una colf può davvero cambiarti la vita. Te lo dico perché non ce l’ho, ma mi piacerebbe tantissimo!

Parto dal presupposto però che in questo momento, forse, sia una spesa che non riesci a far rientrare nel budget: magari anche solo perché stai risparmiando per altro, non perché tu sia davvero una Cenerentola senza cocchio né scarpetta.

E qui c’è poco da fare: l’unico con cui puoi collaborare in quella che chiameremo “operazione Mastro Lindo” è proprio il tuo partner. Impara a tacitare la vocetta interiore della signorina Perfettini! Anche se sei più veloce a fare i lavori di casa, devi dare la possibilità a chi vive con te di farli a modo suo. E magari anche di sveltirsi, con l’esperienza – il che è molto probabile che accada.

Parliamo tanto di parità e poi spesso ci mettiamo i paletti da sole: ma forse il problema è proprio che tu non ti senti del tutto legittimata a dividere equamente la gestione della casa perché ti sembra che il tuo lavoro valga meno di quello del tuo compagno, dal momento che, economicamente, portate a fine mese cifre diverse. Ribalta la prospettiva: stai avendo la possibilità di crescere professionalmente, non sarebbe sciocco sprecarla perché sei più focalizzata sulle patate da sbucciare che non sul progetto che stai scrivendo? Poi, fra sei mesi o un anno, puoi fare un check per verificare quanto, dando davvero la precedenza al tuo lavoro, sei cresciuta – in termini monetari e di competenza. Ed eventualmente aggiustare il tiro e implementare la pulizia vetri: può darsi che tu abbia trovato un modo migliore e più veloce per portare a termine i tuoi compiti professionali.

Insomma, devi anche un po’ collaborare meglio con te stessa, non credi? Mettere d’accordo la casalinga con la manager creativa, farle dialogare, scendere a compromessi. Trovare il famoso equilibrio, prima dentro di te – che cosa vuoi veramente fare, che cosa è davvero importante per te – e poi fuori.

Nessuno verrà a farti la prova guanto bianco sui davanzali, ma, anche fosse, così come si prende la briga di esaminarti la casa può anche accollarsi l’onere di pulirtela! Ovviamente sto scherzando, ma, se hai una mamma, una suocera o un amico particolarmente votati alla causa puoi anche chiedere una mano. Magari, in cambio, potresti finalmente insegnare ai tuoi a usare lo smartphone, dedicandogli un pomeriggio, o preparare  al tuo amico il foglio excel per il bilancio di casa di cui sai che ha bisogno. Scambio di competenze, perché no? Ma spesso, fra amici e in famiglia, basta anche solo un grazie di cuore e due chiacchiere davanti a una bella tazza di cioccolata calda.

Nel bar più carino che conosci, sia chiaro: dopo tutta questa fatica non vorrai mica ritrovarti a dover lavare le tazze?

Collaborazione e Buona intesa (anche fra te e te): prova a usare queste C+B, e facci sapere come è andata!

Baci, abbracci e una spruzzatina di Chante Clair!

 

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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8 commenti su “Lavorare da casa: un esercizio di equilibrio”

  1. Ciao Cenerentola, l’equilibrio di cui parla Beatrice è assolutamente necessario, ma mi permetto di segnalarti il “Professional Organizer”, una figura professionale che aiuta le persone ad ottimizzare tempi e spazi! Siccome io lo faccio di professione non voglio farmi “pubblicità indiretta”, ma se vuoi approfondire cercami su networkmamas: ho anche un prodotto gratuito che magari ti può dare la spinta giusta per iniziare!

  2. Non è con commento sponsorizzato.
    io ho trovato un valido aiuto, soprattutto psicologico, nell’irobot. Modello iperbasic sotto i 300€. Lavoro fuori casa e lui funge da aspirapolvere quando non ci sono. Quando torno posso saltare questo passaggio e dedicarmi ad altro. Ese pure non faccio un bel niente, lui il suo ll’ha fatto. E addio ai sensi di colpa 🙂

    • Cara Laura, in effetti essere mamma è un’incognita da aggiungere al’equazione! La cosa più importante è non farci la guerra da sole: accettare i nostri limiti senza sentirci in colpa e imparare a chiedere aiuto quando serve. Volerci bene anche se siamo imperfette: sei d’accordo?

  3. Ciao Cenerentola, ciao Beatrina, vi ringrazio per gli articoli, le osservazioni, gli stati d’animo espressi e le soluzioni offerte. Anche io lavorando da casa, mi divido tra una telefonata, una email ed un sugo o una spolveratina alla mobilia..i vetri faccio finta di non vederli (sorriso grande). Questo “modus operandi”, altro non fa, che allungare i tempi dedicati al lavoro e perpetuarlo nel tempo affatica e non porta a grandi risultati.
    Ho preso consapevolezza, ho capito che al marito o compagno non puoi chiedere più di tanto perchè automaticamente diventi come la moglie dei comici di Zelig.
    Però..però.. si può operare su se stessi, piano piano….cambiamenti piccoli, altrimenti poi il senso di colpa urla… ma se si riesce a capire che, ogni tanto, possiamo urlare noi più forte, la colpa che di solito vince, alla presenza di un nostro atteggiamento diverso , si fa più piccola.
    e poi, finalmente….si pulirà casa quando effettivamente sporca!!!!
    Per un sorriso….https://www.youtube.com/watch?v=VserpFoQj-A

    • Bellissimo Marianita, Migone è un mito per me 🙂 hai centrato in pieno il punto: fare la pace con noi stesse. E ignorare i vetri con grandi sorrisi, se può aiutare a sentirci meglio! Un abbraccio.

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