Casa vs. Bottega

A te che metti un memo anche per fare pipì, che lasci lo smartphone dentro la lavatrice e dimentichi tuo figlio all’asilo. Per tutte quelle volte che ti sei chiesta perché non hai aperto l’inflazionato chiringuito sulla spiaggia…

proprio a te voglio dire che la risposta non l’ho ancora trovata, ma la domanda forse sì.

Ho capito che non devo chiedermi: lavoro o non lavoro? Per carità, lavorare era già scritto nel mio destino.

La vera domanda è: COME lavorare?

Casa o ufficio?

Freelance o part time?

Per amore della scienza ho provato tutto e spero che la mia esperienza da cavia possa essere un buon motivo per non farti accantonare questo post nella categoria “tempo perso”.

Metti una mattina l’idraulico.

E non parlo di quella figura mitologica con la salopette mezza sbottonata e i muscoli in bella vista. Parlo di omini di mezza età, insostituibili quando una maledetta perdita ha trasformato il bagno in un’unica, grande Jacuzzi. Ovviamente, quella mattina devi assolutamente chiudere un lavoro importante e non potevi sapere che ti saresti ritrovata nella laguna veneziana.

Allora pensi che tanto tu lavorerai nel tuo angolino e, certo, tu e l’omino calvo, non vi intralcerete. Alla terza trapanata e all’ennesima martellata, pensi che la tua giornata sarà più complicata del previsto. Provi a girarti verso il tuo collega per chiedergli se può darti una mano… ma trovi solo la cassettiera, con un’espressione non molto accomodante.

CASA VS BOTTEGA 0-1

Never Ending meeting

Sei in ufficio. Giornata sonnolenta. Un po’ di mail arretrate, poche telefonate. Pensi già che oggi riuscirai addirittura a entrare dal cancello dell’asilo in orario. Manca meno di mezz’ora e ti chiamano per una riunione veloce, giusto il tempo di definire un paio di cose. Ma si sa, a volte è meglio iniziare un lavoro da zero che dedicarsi alle rifiniture. Così ti ritrovi a ticchettare le dita sul tavolo, buttare l’occhio all’orologio e pensare fortissimamente al dono dell’ubiquità. In questo caso, purtroppo, non puoi dire: torno subito!

CASA VS BOTTEGA 1-1

Il collega che nessuno vorrebbe

Come il primo bacio, il collega stronzo non si dimentica mai. Tutti ne abbiamo uno in mente. È quello che riesce a rovinarti la giornata quando ancora devi accendere il computer. Di lui ti dà fastidio come lavora, come parla e anche come respira. Daresti parte dello stipendio perché te lo togliessero di torno, ma forse non prendi abbastanza, infatti è ancora lì a darti fastidio. Ci devi spartire lo spazio, il tempo e pure l’aria e questo ti ha fatto interrogare più volte su quali siano i lavori più solitari del mondo.

CASA VS BOTTEGA 2-1

Guardando questo risultato, si può pensare che il mio suggerimento sia di lasciare subito il posto di lavoro. Ma non è così semplice: non ho ancora analizzato un punto fondamentale.

Perché, se l’indipendenza non ha prezzo, l’affitto purtroppo, ce l’ha eccome.

E a volte, mettersi in proprio, può voler dire lavorare tanto e incassare poco.

L’ho detto subito: non ho ancora trovato la quadratura del cerchio, ma non mi stanco mai di cercare. Di inventarmi, di mescolare qua e là esperienze diverse senza essere troppo choosy (Ex Ministro Fornero ndr), ma un po’ anche sì, ché la sottile linea tra disponibilità, voglia di fare e sfruttamento è sempre dietro l’angolo.

Così continuo ad amare quello che faccio, in tutte le forme in cui riesco a farlo.

E penso: vuoi vedere che la risposta è dentro di me? E magari è quella giusta!

Annalisa La Camera

Vivo e lavoro a Milano. Sono copywriter da una decina di anni e mamma da due. Ho sempre fatto la creativa per vivere... adesso la devo fare per sopravvivere. A chi? A un marmocchietto che prosciuga tutta la mia fantasia! Sono sempre alla ricerca di un equilibrio: tra donna e mamma, casa e lavoro, biberon e aperitivi. Ma da quando mi hanno detto che la perfezione non esiste, sto molto meglio.

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