L’improvvisazione: pensieri semiseri e sparsi sulla scrittura

L’improvvisazione sa di noi

Tra gli elenchi delle cose da fare, tra i fogli volanti degli appunti, fra le righe di una email in cui racconti qualcosa di te o del tuo lavoro, dietro ai sorrisi sui social network, gli how to e i commenti, tra una parola e l’altra di un post su un blog, girato l’angolo dell’ispirazione, fissata una strategia, ci scappa sempre un imprevisto a cui rispondi con un po’ di improvvisazione.

L’improvvisazione è un guizzo. Un pezzetto di te che non avevi ancora scoperto, non c’era prima, nemmeno nella tua testa, ma eccolo che si materializza nero su bianco e con stile, come se fosse sempre stato lì.

Perché improvvisare scrivendo?

Immagina di dover fare un regalo ad una persona. Mentre lo scegli la prima cosa che ti sta a cuore è che sia qualcosa di gradito. La seconda è che il ricevente resti a bocca aperta. Vuoi lo stesso effetto, lo vuoi da chi ti legge?

Allora di tanto in tanto improvvisa.  Mentre prepari le slide per uno speech, la tua nuova brochure, le parole giuste da inserire nel tuo sito cerca quello che io chiamo l’effetto wow.

L’improvvisazione è prima di tutto ascolto

Per l’effetto wow sono i non detti la cosa fondamentale. E per leggere tra i non detti serve una buona dose di empatia, disponibilità, presenza, ascolto. Quanto conosci il tuo lettore? Quanto conosci il tuo target? Quali espressioni (facciali sì) vuoi suscitare in lui? Quali informazioni vuoi che gli restino appiccicate? Immaginalo. Immaginalo mentre è concentrato al 100% su quello che gli stai raccontando.

Ora metti via il blocco degli appunti pieno di preconcetti, schemi prestabiliti, abitudini a certe parole che “suonano bene”, ma fanno tanto: l’ho già sentito. Spegni le immagini che hai in testa, quelle scontate, e cerca un nuovo punto di vista, mettiti nei panni del tuo target, del tuo lettore. Rispondi alle domande che ti farebbe se fosse lì. Segui l’istinto e cerca l’effetto wow, quello in cui drizza le antenne. Portalo lì fissando delle parole nuove, cambiando registro, forma, tono e colore: inventa una storia nuova (anche se poi nuova non è). Improvvisa. Risposte, idee, bisogni.

Come cambia la sua faccia? Cambia come uno che è totalmente concentrato su di te. Per un dettaglio. Per un secondo.

Dai voce alla tua penna

Sta a te essere la sorpresa, se il traguardo che ti sta a cuore è un bel finale. Cambia per un momento direzione alla tua penna. Stupisciti: di tanto in tanto, improvvisa.

  1. Non puoi improvvisare se non sai esattamente cosa stai facendo. Quindi di cosa stiamo parlando?
  2. Devi crederci anche tu agli elefanti che volano.
  3. Difendi il tuo titolo di campione del gioco del silenzio: fai parlare gli altri.
  4. Tu chiamale se vuoi emozioni: dagli un colore, un taglio e una messa in piega.
  5. Concentrati sui dettagli, il resto è già sotto gli occhi di tutti.
  6. Se c’è una fine c’è anche un inizio, cercali.
  7. I gesti sono portatori sani di tante parole, ora dimmi: cosa vedi?
  8. Parla del tempo: ti aiuterà a dimenticare i non so e i non sono capace.
  9. Nemmeno se infili il pigiama puoi improvvisare il sonno, per questo c’è il magnesio, usalo.
  10. Non più ottico, ma spacciatore di lenti | per improvvisare occhi contenti, | perché le pupille abituate a copiare | inventino i mondi sui quali guardare – De André, dov’è il tuo spacciatore di fiducia?

Simona Sciancalepore

Se mi chiedete che cosa faccio, di solito rispondo scrivo. Scrivo perché Jo March scriveva e anche a me veniva facile. Leggo anche, perché, secondo me, la scrittura la fa chi la legge: è così che contamino la mia. Revisiono tanto. Tante cose non mie, per lavoro. Rileggo, leggo ad alta voce, cancello e riscrivo. Scrivo anche quando non scrivo. Lì partono la musica, le immagini e ovviamente i titoli di coda.

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2 commenti su “L’improvvisazione: pensieri semiseri e sparsi sulla scrittura”

  1. Hai ragione Simona, improvvisare è come ammettere un errore. L’errore forse lo hai visto solo tu, il tuo sorriso lo hanno visto in tanti: tutti si sentono a loro agio. Dopo tre secondi alzi gli occhi dal programma e trovi uno sguardo complice.
    Anche io amo scrivere, ma forse di più incontrare.
    Grazie buona giornata!
    :)Kat

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