Perché ti serve una newsletter

Perché serve una newsletter

Se pensi che la newsletter sia una cosa simpatica ma tutto sommato superflua per la tua attività, ripensaci. Ci sono un sacco di motivi per cui ti serve.

La newsletter è quella mail che mandi periodicamente agli iscritti alla tua lista. Sicuramente sei iscritta a qualche newsletter anche tu: un giorno hai inserito nome e e-mail in un modulo, hai dovuto confermare l’iscrizione et voilà: le mail hanno iniziato ad arrivare. Se hai gmail, magari finiscono nel folder Promozioni, però ci sono. Alcune le apri sempre (io ho le mie 4-5 newsletter del cuore), altre ogni tanto, molte non le apri mai ma ti sei dimenticata di cancellarti dalla lista.

Secondo te a cosa serve la newsletter? A mantenere un dialogo con le persone interessate a quello che fai? Sì. Ma è anche un potente strumento di branding e marketing. Vediamo perché:

  1. la newsletter ti permette di intercettare le persone che, per vari motivi, vogliono seguirti. Di queste persone tu hai l’indirizzo mail: quindi, sai chi sono. Se una persona passa dal tuo sito e se ne va, tu come fai a sapere chi era? Non puoi. Puoi sperare che torni, o ti scriva/contatti lei. Se invece le proponi di iscriversi alla tua newsletter, l’hai agganciata. Quindi: non aspettare che i clienti ti cerchino, chiedi loro un contatto. La newsletter è un ottimo modo per farlo, soprattutto se prometti loro qualcosa;
  2. quel qualcosa in gergo si chiama “freebie”: chi si iscrive riceve qualcosa da te. A seconda di quello che fai, può trattarsi di un PDF, un template, uno sconto sui tuoi prodotti, un corso on line… Ci sono molte possibilità, ma fai in modo che sia qualcosa che invoglia a iscriversi. Per due motivi: la tua lista si riempirà più in fretta, e potrai già dimostrare alle persone che ti seguono che cosa sai fare, gratis. Quindi il tuo opt-in deve essere davvero soddisfacente. E’ il primo passo per trasformare seguaci contenti in clienti fedeli;
  3. per gestire le tue newsletter devi usare una piattaforma e-mail marketing. Ce ne sono tante ma io ti consiglio Mailchimp perché la uso con successo da anni ed è gratuita fino a quando non arrivi a 2.000 iscritti (credimi, hai tempo). Il vantaggio di usare Mailchimp e simili è che hai tutto un dietro le quinte da studiare per capire quanto e se piacciono le tue newsletter. Puoi vedere la percentuale di apertura (sopra il 30% sei a cavallo), ma anche vedere singolarmente chi ha aperto la mail più volte, su quali link ha cliccato eccetera. Insomma puoi vedere davvero che cosa fanno e a cosa si interessano i tuoi clienti ideali. Con dati reali;
  4. con la newsletter puoi premiare chi ti segue con offerte speciali, dietro le quinte, anticipazioni, beta tests e altre cose riservate solo a loro. Chiunque ti abbia accordato la fiducia e continui a seguirti si merita un trattamento speciale (un po’ come succede a te quando vai nel tuo bar preferito). Quindi, almeno 2 volte all’anno pensa a qualcosa solo per gli iscritti. Puoi anche lanciare prima qualche teaser (“in arrivo un’offerta solo per chi è iscritto alla newsletter”): così vedrai aumentare le iscrizioni;
  5. infine due parole sulla frequenza: quanto spesso scrivere una newsletter? Non c’è una regola fissa, però diciamo che una volta al mese è il minimo sindacale. Due volte al mese è una media che vedo di frequente. Una volta alla settimana vale solo se hai dei contenuti molto ricchi (vedi Marie Forleo e la sua Marie Tv settimanale) ma rischia di stancare presto. Verifica le percentuali di apertura per capire se raddrizzare il tiro.
Nei commenti mi piacerebbe sapere se hai una newsletter e come la usi, ossia che cosa comunichi agli iscritti. Se non ce l’hai: ti ho fatto cambiare idea?

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

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20 commenti su “Perché ti serve una newsletter”

  1. Ciao Gioia, condivido pienamente i tuoi suggerimenti. Anche io invio periodicamente una news letter ai miei contatti ed uso mailchimp. La mia prima n.l.è stata nel 2011, avevo 338 contatti e ha avuto il 58,8% di aperture e il 19,5% di click. Sicuramente l’effetto sorpresa ha fatto la sua parte, allora.
    Ad oggi i miei destinatari sono circa 540 (tra chi si toglie e chi si mette ogni mese varia il numero) la percentuale di apertura è del 25%. Senza news letter la mia attività sarebbe un po’ mozza. Ci sono clienti che non sento da anni e poi improvvisamente rispondono alla news letter e tornano per fare il nuovo corso che ho creato oppure vogliono tornare a trovarmi.
    Non sono molti i miei colleghi che utilizzano la news letter, la ritengo invece un ottimo modo per aggiornare i miei clienti sulla mia attività, senza disturbare, e soprattutto lasciare che passino gli anni senza permettere all’imbarazzo di rimandare la chiamata del “ritorno da te”.

  2. Sara, sono contentissima di questa tua testimonianza perché quello della newsletter è un mio pallino. Credo che serva moltissimo, e che faccia la differenza. Per il mio business la fa: i miei corsi si riempiono per metà grazie alle sole iscritte alla newsletter; ci sono iniziative che non pubblicizzo al di fuori della newsletter e che partono da sole. Mi piacerebbe vederne di più anche tra le imprenditrici italiane, e soprattutto che ne scoprissero i tanti vantaggi. Io nel mio piccolo faccio pressing. E tornerò sull’argomento molto presto.

  3. Per me è tutto un pò troppo caotico, ci sono le pagine FaceBook, le cerchie di Google, le news su blogger.. gestire anche la miling list non so quanto sia utile.. vedo tanta dispersione e confusione, ma forse di pende da me che sono ancora agli inizi. L’idea di fare qualcosa per gli iscritti mi piace, ma potrei rigirarla ai fallowers, non credi?

    • La differenza fondamentale, Nicoletta, è la continuità che la newsletter ti assicura, più tutti i dati che puoi acquisire guardando l’andamento delle tue newsletter: se una iscritta clicca 6 volte su un mio link o apre 10 volte la stessa newsletter (capita!) so che è interessata a quello che sto offrendo. E il più delle volte, si iscrive, quindi è una conferma. Posso anche mandarle una mail mirata. Insomma, la newsletter è uno strumento marketing molto più raffinato dei social.

        • Ciao Gioia, anch’io ho una NL che parte solo quando ho qualcosa da dire. Ha un OR del 76% quindi sono contenta, ma è così alto perché elimino chi non la apre più di 3 volte di fila, dato che sono vicina ai 2K iscritti ed è un target di nicchia. Non voglio pagare inutilmente.

          L’obiettivo dell’email marketing a mio avviso deve essere più furbo che “vendere” o “avere visite”

          La persona che si iscrive sa già chi sei: azienda, accademia, ecommerce, brand, magazine, etc. Lo sa, inutile stare a ripeterglielo o a riempirlo di link che portano al sito principale. Soprattutto inutile mettere delle “esche” che continuano sul sito. Le trovo disdicevoli: “Che mi sono iscritta a fare se mi propini contenuti pubblici visibili a tutti? Pussa via”.
          I blogger che fanno le proprie newsletter piene di link verso post del blog senza niente di nuovo non mi sembrano per niente furbe.

          Quindi obiettivo n° 1: dare contenuti utili, interessanti, che facciano che quei minuti passati a leggerla valgano la pena.

          Obiettivo n° 2: che la condividano perché più ragazze sappiano che esiste il mio lavoro e che abbiano voglia di partecipare ad uno dei workshop gratuiti.

          Obiettivo n°3: quando ci sono, fornire le date dei workshop gratuiti.

          Poi però ho analizzato bene cosa leggo e a quali rimango iscritta e perché, e ho stilato queste necessità:

          1. Ceci n’est pas un titre.

          2. Buongiorno Principessa!

          3. Candy Graphics: you know I love details.

          4. Mettiti qui vicino a me e ti racconto un segreto.

          5. Invece questo se te lo racconto è perché mi è successo.

          6. Non ti voglio vendere niente, non è fantastico?

          7. Anzi, ho preparato delle cose solo per te.

          8. Voglio vederti felice.

          9. Puoi chiedermi di cosa vuoi che parli la prossima volta.

          10. Se ti vuoi disiscrivere clicca pure qui.

          Seguendo questi 10 punti ad ogni uscita, sono certa che verrà aperta, letta con piacere, sarà stata utile e le iscritte aspetteranno contente un’altra uscita.

          • Molto bello il tuo decalogo, Spora. E anche la buona pratica di tenerti strette solo le fedelissime (che comunque sono quasi 2k, mica poche!). Anche io penso che la newsletter debba contenere delle chicche e che non serva solo a vendere e a riproporre cose che si trovano altrove. Anche se alcune di quelle che seguo (e che mi piacciono) lo fanno: e in quel caso la newsletter è un reminder di quello che mi sono persa non andando sul loro sito. Poi mi piacciono le offerte o le anteprime solo per le iscritte (cosa che faccio anche io). In ogni caso il tuo commento mi conferma che c’è tanto da dire – e da condividere – sull’argomento. Io qui su questo spazio continuerò a farlo: lottiamo per un mondo di newsletter curate e gradite. Ciao e grazie!

  4. Il sito della Bottega ha una newsletter attiva dal 2012, la utilizziamo per segnalare gli eventi a cui partecipiamo, i workshop, i nuovi prodotti in negozio, le comunicazioni di servizio (cambiamenti di orario di apertura, chiusure estive ecc.), Ha 81 iscritti, la media di apertura è del 34,9%, valori compresi tra il 21% e il 53%. Immagino però che 81 iscritti siano pochi per cantare vittoria.
    Purtroppo non riesco ad utilizzarla quanto vorrei, sono ben lontana da un messaggio al mese

    • Paola: suppongo sia un problema di tempo, e non di argomenti, quello che ti impedisce di mandare una mail o più al mese. La newsletter è un investimento, ti permette di fidelizzare i clienti e fare loro offerte riservate: se li informi di questa possibilità, il numero è destinato a salire. Invitali anche a inoltrare agli amici interessati la tua newsletter: è un modo per allargare il giro. Uno sconto all’inscrizione, poi, invoglia sempre ed è un ottimo “cadeau”.

  5. Mi piacerebbe come idea, ma come raggiungo i miei contatti? Mi spiego, ho un negozio Etsy e la pagina Fb, ma di quest’ultima non credo di avere il target azzeccato.
    L’unica cosa che posso fare è comunicare la mia nuova newsletter su Fb e vedere se qualcuno si iscrive giusto? 😉

    • Se non hai un tuo sito, puoi mettere il link sia su etsy che su FB, ovviamente spiegando perché è utile iscriversi e cosa otterranno le persone facendolo.

  6. Ho i feed rss … vanno bene lo stesso come newsletter? E poi chiedo, per avvisare dei miei nuovi articoli disponibili nello shop Etsy devo creare un post per avvisare chi mi segue sul sito. E’ utile il post? Oppure potrei mandare solo la newsletter per avvisare dei nuovi articoli?
    Sono contorta … aiuto!! 😀

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