Una brutta giornata

Capita: una brutta giornata semplicemente capita

Certe volte scopro di essermi privata troppo a lungo del lusso della disperazione: piangere, fare una piccola sceneggiata, sbuffare, dire le parolacce e buttare a terra qualcosa come i bambini, per il gusto di rompere qualcosa di perfetto.

È faticosa, la vita. Forse è per questo che mi piace. Anche se ammetto di aver desiderato tanto, soprattutto da giovane, una dose esagerata di serenità e di pace. Ma in realtà, alla fine, continua a piacermi quando finalmente piango. Mi merito di piangere. Mi merito di essere debole quando ne ho voglia. Merito di sedere a gambe e braccia incrociate sul pavimento per protestare verso qualcosa di indefinitamente ingiusto, per il solo gusto di protestare.

La felicità non è solo la cura: è anche la malattia

C’è stato un tempo in cui il dolore mi sembrava quasi un dovere. Ero un’adolescente con grandi sbalzi d’umore: un giorno alle stelle, un giorno chiusa nella stanzetta ad odiare il mondo – o me stessa.
C’è chi continua a vivere così per tutta la vita, anche da adulto, e un po’ ci gode (lo so perché ci godevo anche io). Stare male è come stare sotto una coperta calda piena di certezze: in qualche assurdo modo, la sofferenza ti protegge da ulteriore sofferenza. Mentre la felicità ti espone in modo totale a tutte le tue fragilità.

Quello che penso è che adesso, a 40 anni, il dolore sia una brutta giornata, non un brutto secolo. Se me la sono cavata fino a qui, in qualche modo – anche non benissimo, ma comunque restando in piedi, incollata con il nastro adesivo in tutti i miei pezzetti – ecco, se sono arrivata alla mia età, forse so già che continuerò a cavarmela, prima o poi, in qualche altro assurdo modo.

È già successo. Succederà ancora.
Per questo mi sforzo di pensare che io non sono il mio problema.

Un problema è solo una brutta giornata.

Ed è impossibile che tutti i giorni faccia così brutto, persino nella City.

Barbara Damiano

Barbara è blogger di professione, ma negli anni precedenti ha lavorato come formatrice, organizzatrice di eventi e consulente di marketing. Le sue competenze professionali, e una spiccata grafomania, hanno contribuito alla creazione del Network di Mammafelice, unione di blog dedicati al mondo mamma, donna e bambino. Ama le ballerine fucsia ed è la mamma di Dafne.

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8 commenti su “Una brutta giornata”

  1. Sembra tu stia descrivendo me!
    Sono in un periodo un po’ di delusioni o forse nervosismo represso perché da quando hoi messo su famiglia non mi ero più concessa il lusso di ascoltarmi. Adesso mi ritrovo che ho tutto il desiderabile ma mi sneto infelice.
    Mi sto impegnando ad ascoltarmi, ma non è facile cambiare tutte le certezze accumulate negli ultimi 10 anni.

  2. Hai proprio ragione, Barbara. Un giorno che, come tutti gli altri giorni, passa. come passano quelli felici…solo che quelli difficili magari sono un po’ più lenti!
    complimenti a tutte voi per C+B !

  3. Posso condividere quello che sto imparando dalla depressione: il dolore è inevitabile, fa parte della vita, fa parte di noi, esattamente come la felicità. Siamo un misto di cose belle e cose meno belle, il trucco è trovare l’armonia. E soprattutto non vietarci da soli nessuna sensazione: per quanto strano possa sembrare, se fanno parte di noi sono tutte buone. Anche il dolore e la rabbia.
    Non possiamo e non dobbiamo evitarle: è meglio accoglierle, viverle… E lo puoi fare in serenità se hai gli strumenti per “affrontare” questi momenti. E generalmente sono già dentro di noi, nel caso della depressione, beh, alcuni strumenti e alcuni dolori non fanno parte di te, e allora chiedi aiuto per trovare gli strumenti per affrontarlo.

    • Last but not least: sono momenti, anche quelli di dolore. Finiscono anche quelli. E si passa ad altro.

      Hai detto una grande verità Barbara!

  4. Quello che mi risulta sempre difficile e’ rimettermi di nuovo sulla giusta careggiata con la giusta dose di energia e ottimismo, Grazie Barbara proprio quello che volevo leggere oggi!

  5. Bello questo post. Ci ho messo un po’ a capire che non si poteva stare sempre bene e che le giornate difficili passano prima se, anziché rimuginare sul nostro malessere, ce ne prendiamo cura. Prenderci cura di noi, come faremmo con un’amica speciale che passa un brutto momento, con comprensione e dolcezza ma senza crogiolarsi nella sofferenza. Semplicemente, volendoci bene.

  6. Concordo su tutto. Io sto imparando a godermi anche il tormento. Sebbene a volte sia straziante, è tutta vita.
    Buona brutta e bella giornata a tutti
    Barbara B.

  7. Oggi è la mia brutta giornata, e per fortuna sono incappata in questo articolo. Sono nel pieno della fatica di farlo passare, ma credo che grazie a voi riuscirò meglio.

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