Tornare al lavoro con energia

Tornare al lavoro dopo la pausa estiva: tre suggerimenti per ritrovare l’energia per costruire un autunno di successo.

Dov’è finita l’energia che avevamo in vacanza?

Il rientro è sempre faticoso, anche se amiamo il nostro lavoro: il corpo deve cambiare ritmo e deve farlo in fretta perché ne va della nostra efficienza.

Questo cambiamento  rappresenta a tutti gli effetti un evento stressogeno e il nostro corpo potrebbe rispondere in molti modi diversi: mancanza di energia, modifica dell’appetito, sonnolenza diurna, fatica a prendere sonno la sera, ansia, tachicardia, nervosismo… (hai altro da aggiungere all’elenco?).

Come avere le energie per costruire un autunno di successo? Ecco le prime tre cose da fare

MANGIARE BENE PER LAVORARE BENE

In questo momento di cambiamento di ritmo (attenzione, siamo anche prossimi al cambio di stagione) la nostra alimentazione deve essere curata. Che non vuol dire limitata, anzi, significa proprio prestare attenzione alla scelta degli alimenti che portiamo sulla tavola. I nutrienti amici sono soprattutto quelli che entrano nel ciclo di produzione energetica della cellula (per “essere sicuri” che quello che mangiamo si trasformi davvero in energia), quelli che supportano la costruzione dei muscoli. Parliamo quindi di minerali come il magnesio, vitamine del gruppo B, proteine e carboidrati complessi o a lenta assimilazione.

  • Cereali integrali: Contengono una buona dose di vitamina B utile per il metabolismo energetico. Inoltre, forniscono zuccheri a lenta assimilazione. Questo evita bruschi sbalzi glicemici e riduce il rischio di abbiocco pomeridiano
  • Verdure a foglia verde scuro, mandorle semi di zucca e semi di girasole: utili per il contenuto di magnesio
  • Energie subito disponibili: non ricorrere ai dolci confezionati ma piuttosto scegliere datteri, fichi, banane, albicocche secche

IMPARARE AD ADDORMENTARSI

Dormire è spesso un privilegio da vacanza. Ma non c’è niente di più sbagliato che sottovalutare l’aspetto sonno, soprattutto quando siamo alle prese con il rientro e con la mancanza di energie. No, tranquilla, non voglio giustificare la mattinata spesa sotto le lenzuola ma solo darti qualche consiglio affinché il tuo sonno sia davvero ristoratore.

  • Smettere di lavorare al PC o al Tablet almeno un’ora prima di dormire
  • Scegliere, almeno per la prima settimana, un orario il più possibile fisso sia per mettersi a letto che per la sveglia: 11pm-6am per esempio. Cercare di dare al corpo orari costanti aiuta la regolazione ormonale e la distensione del sistema nervoso
  • Mangiare almeno 3 ore prima di coricarsi
  • Fare esercizio fisico entro le 8pm
  • Consumare pasta o cereali la sera può aiutare a conciliare il sonno (se non avete problemi di peso)

UTILIZZARE LA PAURA COME FONTE DI ENERGIA (paura di non farcela, dei troppi impegni, del futuro, di non avere successo)

Ritornare al lavoro può suscitare mille emozioni diverse: un po’ di nervosismo, paura di non farcela, timore di affrontare i nuovi impegni, paura di non ottenere i risultati sperati. Mille sono le sfumature emozionali che possiamo provare ma una cosa è certa: non dobbiamo far finta che ciò che proviamo non esista. La cosa migliore sarebbe lasciar fluire la paura e rimanere in ascolto. Se blocchiamo questa emozione è come se bloccassimo delle energie al nostro interno. In questo momento, invece, abbiamo bisogno di recuperare tutte le energie possibili e incanalarle nella giusta direzione.
Prova questo semplice esercizio. Stenditi sul letto per 5 minuti e ascolta cosa questa paura ha da dirti. Dove localizzi questa emozione nel tuo corpo? Prende lo stomaco, taglia il respiro o ti fa battere forte il cuore? Esattamente che paura è? Una paura concreta (es. un colloquio, il timore che il progetto che devi consegnare non vada bene o che il corso che hai ideato non abbia iscritti?), una paura vaga (una strana sensazione di timore sul tuo futuro da imprenditrice che non sai bene definire?), o una paura derivante dalla mancanza di fiducia in te stessa?
Ascoltati e segna la tua paura: conoscerla è il primo modo per superarla.
Un aiuto nella gestione energetica delle emozioni può arrivare anche dai fiori di Bach.

  • Mimulus: per le paure concrete, quelle a cui si può dare un nome
  • Aspen: per le paure vaghe e non ben definite
  • Larch: per le persone che hanno poca fiducia nella propria capacità di avere successo

Prima di crucciarti perché fai fatica a carburare, domandati se le tue abitudini non stiano aggravando la situazione e prova a migliorarle iniziando da una di queste.

Ambra Caramatti

Scrivo e mi occupo di benessere naturale, alimentazione e movimento. Supporto chi lavora nel campo del benessere o delle discipline olistiche a trasformare la propria passione in un progetto concreto. Adoro sorridere, i gatti e gli Stati Uniti.

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6 commenti su “Tornare al lavoro con energia”

  1. Molto delicato questo post. Già così mi sento meglio. Non so se posso chiedere informazioni in merito alla Melissa.E’ una tisana che mi fa sentire molto bene, ma vorrei capire se è più un effetto psicologico o se davvero è potente. 🙂

    • Ciao Mamma Logopedista, grazie e… certo che puoi chiedere della melissa (ma anche di altro, se serve). le proprietà benefiche della melissa sono dovute principalmente all’olio essenziale in essa contenuto che conferisce alla pianta proprietà calmanti del sistema nervoso e rilassanti della muscolatura. Per questo la melissa è ottima sia per chi è nervoso (e magari fatica a dormire) ma anche per chi soffre di somatizzazioni a carico della testa (mal di testa) dello stomaco o dell’intestino. Il suo effetto non è per nulla placebo o psicologico. pensa che molti medicinali derivano da piante o “mimano”l’effetto che alcune componenti della pianta hanno sul nostro corpo. “Naturale” non è sinonimo di innocuo e non fa “sempre bene”. Alcune piante hanno anche controindicazioni o effetti collaterali. Detto questo, buona tisana rilassante e, se vuoi cambiare sapore senza perdere le proprietà puoi anche provare il tiglio o la passiflora. 🙂

  2. Grazie per i consigli Ambra !
    riguardo ai fiori di Bach, ne ho fatto uso tempo fa ricordo che la signora che ha scelto i fiori per me lo ha fatto con uso del pendolino,la seduta era durata piu di mezz’ora tra pressoterapia e dialogo, c’era magia e parlando di vibrazione la sensazione che tutto avesse un senso era molto concreta. Ora trovi Fiori di Back in luoghi dove, secondo me, non dovrebbero esserci, farmacie, supermercati, puro marketing.
    Per esempio la descrizione dei tre fiori suggeriti, a mio avviso potrebbero stare in un solo fiore..insomma scusate la polemica e’ che a volte mi sembra proprio profano l’atteggiamento di chi ti vende i fiori di Back con una brochure, sono situazioni delicate no? 🙂
    un piccolo sfogo, buona domenica a tutte!

    • Ciao Laura, grazie per il commento e per aver condiviso la tua preziosa esperienza. I Fiori Di Bach nascono proprio dal lavoro di Edward Bach che sperimentò gli stati emotivi negativi che voleva trattare e quindi individuò la singola pianta che era in grado di migliorarli. Bach pensava che ciascuno di noi potesse essere in grado di scegliere il fiore giusto per la propria personalità ed esigenza specifica e che potesse prenderlo senza l’ausilio di una consulenza professionale o tecnica speciale ma semplicemente conoscendo il fiore e le sue proprietà e conoscendo se stesso e gli stati d’animo da affrontare.

      Nella mia visione per la scelta dei fiori di Bach un consulente professionale può, però, essere di aiuto perché non tutti hanno voglia di studiare le proprietà dei fiori e/o di conoscerne le sinergie e non tutti riescono a capire cosa una determinata emozione è in grado di dire loro.

      Io personalmente adotto fedelmente le indicazioni di Bach e NON lavoro con pendolino o vibrazioni ma semplicemente con il dialogo: per individuare il fiore giusto serve la voglia di parlare delle proprie emozioni, capacità di ascolto ed empatia. Se invece si vuole provare in autonomia consiglio la lettura di questo libro scritto proprio da Bach http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-dodici-guaritori.php

      Quindi, per riassumere, Bach avrebbe detto: benvenuta la diffusione dei fiori (anche in farmacia) purché preparati secondo le Sue indicazioni e purché accompagnate da conoscenza dei rimedi e capacità di ascolto di se stessi.

      Quello che mi piace un po’ meno e che davvero considero uso commerciale sono le miscele preconfezionate a seconda del disturbo da trattare (es miscela per l’insonnia). Questo perché le emozioni che accompagnano uno stesso disturbo sono diverse per ciascuno di noi. Es. io posso soffrire di insonnia perché temo il colloquio che avrò il giorno successivo (e allora potrei valutare l’assunzione di. Mimulus) oppure perché ho troppi pensieri che si affollano nella mente e si rincorrono senza sosta (es. valuterei white Chestnut)

      Con riguardo invece all’articolo, per esigenze di spazio e lettura ho dato una breve descrizione di ogni fiore così come sintetizzata nel sito del Bach Centre (Ente ufficiale per la diffusione dell’utilizzo corretto dei Fiori di Bach) ma se clicchi sul nome di ogni fiore si apre in automatico una scheda più esaustiva creata proprio dal Bach Centre
      Qualora una persona si riconoscesse in tutti e tre i fiori descritti non dovrebbe fare altro che farsi preparare (o preparare) una miscela contenente tutti e 3 i fiori.

      Spero che la mia risposta ti sia stata utile e grazie per avermi dato l’opportunità di chiarire. Buona settimana 🙂

  3. Certo Ambra, grazie per l’approfondimento, sicuramente apprezzato dalle lettrici, me inclusa.

    Sono assolutamente d’accordo riguardo alle miscele preconfezionate ed era proprio questo l’oggetto del mio disappunto! 🙂
    Conosco l’origine dei fiori di Bach proprio grazie alla signora del pendolino, nonostante la scelta di un approccio quasi esoterico, la sua conoscenza in campo era piu che accertata.
    Curioso che mi parli del white Chestnut, era proprio quello che non mancava mai nella mia pozione 🙂
    buonanotte e grazie ancora per i consigli preziosi!

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