La facoltà di scegliere

Nel mio gioco della felicità, personale e lavorativa, dico sempre che ‘per cambiare bisogna cambiare’.
Adesso che sto diventando vecchia, ancora di più credo di essermi un po’ salvata da sola, grazie alle mie scelte.

Fare tanti errori è la parte bella della vita, ma solo se ogni errore diventa un punto di forza, e non un’energia distruttiva che ci immobilizza.

Ho sbagliato, sbaglio: mi guardo allo specchio e mi riconosco in ogni ruga o in ogni espressione buffa o corrucciata. So leggere nei miei occhi tutto il dolore e la fatica di questi 38 anni passati a vivere freneticamente, e so esattamente dove e quando ho sbagliato, o dove e quando ho fatto bene. In ogni caso, ho abolito i sensi di colpa: cerco di porre rimedio agli errori commessi, se posso; per gli errori irrimediabili non mi struggo: ormai è andata così, inutile morire prima di essere morti davvero.

Forse la mia intuizione migliore è aver saputo scegliere.

Fin da piccolissima, ho sempre saputo che avrei avuto la vita che volevo. Anzi: la vita che mi spettava di diritto. Quella felicità semplice, estremamente POP, che spetterebbe a chiunque. E me la sono presa. Che se dovessi raccontare per filo e per segno quanto mi è costata, forse smetterei di crederci persino io.

Ma insomma: a un certo punto è nostra responsabilità, essere felici.

Per quanto sfortunata sia stata l’infanzia, ad un certo punto si diventa grandi, e non si può vivere cercando di trovare un colpevole a cui affidare la responsabilità di ciò che siamo diventati.

Facciamo, per convenzione, che a 25 anni si diventa grandi? E quindi: dai tuoi 25 anni ad oggi, cosa hai fatto per la tua vita? Hai studiato con tutte le tue forze? hai coltivato un paio di occhiaie profonde e una ruga verticale sulla fronte? Hai trovato un compagno o una compagna da amare e che ti ami? Hai avuto il lavoro che volevi?

Ad un certo punto, devi scegliere.

Fare delle scelte implica prendersi la responsabilità di se stessi.

Scegliere di amare qualcuno che ci rispetti profondamente, invece di invischiarci in malate storie romantiche in cui non facciamo che auto distruggerci.

Scegliere di studiare con passione ciò che amiamo davvero conoscere, e non smettere mai di imparare, ad ogni costo.

Scegliere il lavoro che vogliamo e sappiamo fare, e pretenderlo con tutte noi stesse, e lottare sporcandosi le mani, pur di averlo.

Scegliere la propria anima, scegliere chi vogliamo diventare, scegliere il Bene (o anche il Male), ma farlo consapevolmente e provare stupore e ammirazione per la vita che ci esplode dentro, e ringraziare ogni mattina di essere ancora in grado di camminare o respirare o fare l’amore o scattare una fotografia o scrivere.

Scegliere se stessi, e anche scegliere le persone con cui vogliamo passare il nostro tempo.

La vita può toglierti ogni cosa: la salute, gli affetti, il lavoro, la casa. Ma non può toglierti la facoltà di scegliere, mai.
In ogni situazione, anche la più disperata possibile, potrai sempre scegliere che tipo di persona vuoi essere, e come affrontare i problemi, e se essere felice di quello che ti rimane.

Scegliere è libertà: un incredibile, straordinario, esplosivo atto di rivoluzione.

Il cambiamento che devi a te stessa.

Barbara Damiano

Barbara è blogger di professione, ma negli anni precedenti ha lavorato come formatrice, organizzatrice di eventi e consulente di marketing. Le sue competenze professionali, e una spiccata grafomania, hanno contribuito alla creazione del Network di Mammafelice, unione di blog dedicati al mondo mamma, donna e bambino. Ama le ballerine fucsia ed è la mamma di Dafne.

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8 commenti su “La facoltà di scegliere”

  1. Di questo bel post, incoraggiante e che mi farà pensare tutto il pomeriggio, mi ha colpito soprattutto la frase “so esattamente dove e quando ho sbagliato, o dove e quando ho fatto bene.”
    Forse perché io invece sono tuttora molto più confusa e incerta rispetto ai miei sbagli.
    Chissà se puoi svelarci il tuo segreto per distinguerli senza alcun dubbio?

    🙂
    Grazie

  2. Le tue parole mi hanno colpito nel profondo perchè sono anche le mie, da sempre, anche se non le avevo ancora dette ad alta voce … mi ritengo una persona fortunata, ma forse non è fortuna, è la mia capacità e il desiderio di perseguire i miei scopi, anche contro la corrente che mi trascinava via. Essere sempre me stessa, catturare le occasioni, rischiare, vivere con passione… e sopratutto la cosa più importante, perseguire la felicità! C’è una cosa nella costituzione americana che ho sempre amato e che dovrebbe entrare di rigore anche nella nostra ” “A tutti gli uomini è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità”.
    Parole che ciascuno di noi dovrebbe scolpirsi nel cuore

    • Infatti io mi sento molto americana 🙂
      La fortuna esiste, eccome. Incide parecchio su alcune cose, come la salute, il paese in cui nasci, la famiglia in cui cresci… Ma io resto fortemente convinta che ognuno possa cambiare la sua storia, se usa tutte le sue forze.

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