La borsa della freelance socievole

Ormai te ne sarai accorta, essere freelance è una carriera solitaria. La buona notizia è che proprio per questo esistono innumerevoli occasioni di socialità nel settore: conferenze, convegni, BarCamp, chi più ne ha più ne metta! Oggi a Marina Romea per esempio parte l’iconico Freelancecamp (noi abbiamo spedito Enrica a seguirlo), quindi è il giorno ideale per sbirciare nella borsa della freelance che va alla conferenza!

Tanto per cominciare la borsa da conferenza è comoda da trasportare (te la dovrai portare appresso per più di 10 ore), lavabile (con ogni probabilità finirai per appoggiarla per terra), capiente ma semi-rigida (per evitare di rovesciare il contenuto a terra).

cpiub | La borsa della freelance sociale

Dentro ci deve stare tutto ciò che ti permetterà di trarre il massimo dalla giornata di networking.

Prima di tutto ci sono gli strumenti per seguire gli interventi:

  • uno smartphone per rimanere connessa al lavoro e fare foto;
  • cuffie microfonate per isolarti con un po’ di musica rilassante nei momenti morti o quando ti senti sopraffatta dalla folla, ma anche per fare qualche telefonata in relativa privacy;
  • un pad o un portatile per scrivere con più agio su Twitter o scorrere la posta;
  • caricabatterie con cavi, ma anche una batteria extra portatile nel caso che le prese di corrente siano tutte occupate;
  • un blocco da appunti o un quaderno e almeno un paio di penne (lo sai, una smette sempre di scrivere sul più bello) per prendere appunti vecchia maniera mentre dedichi i tuoi device a live tweeting e fotografie.

Oltre che per imparare, però, sei all’evento anche per conoscere colleghi e potenziali partner, clienti o fornitori. Lascia spazio nella borsa anche per gli accessori della tua immagine pubblica:

  • una bustina per il trucco. Anche se non ti trucchi e acconci mai, un pettine, un idratante viso, un buon correttore per coprire le occhiaie, un mascara e un burrocacao o lucidalabbra ti faranno apparire in ordine e ti daranno maggiore sicurezza;
  • una crema per le mani dovresti averla sempre con te, a maggior ragione in questo caso, visto che stringersi la mano quando si incontra qualcuno per la prima volta è ancora un gesto apprezzato;
  • una busta piena di splendidi biglietti da visita coi tuoi dati aggiornati per lasciare un ricordo tangibile.

Infine ci sono tutti gli indispensabili per sopravvivere a lunghe giornate in giro:

  • una bottiglia o una borraccia d’acqua;
  • lavamani senz’acqua e fazzoletti di carta, che la lunghezza della fila per il bagno è sempre inversamente proporzionale alla quantità di carta igienica presente;
  • d’estate occhiali da sole (da togliere SEMPRE quando entri al chiuso o parli con qualcuno) e crema solare a protezione alta, d’inverno una pashmina per proteggerti dalle correnti d’aria;
  • un cachet per il mal di testa e bustine di magnesio per i cali di pressione;
  • un portafoglio minimale, con i documenti d’identità indispensabili, una carta di credito, qualche banconota e un po’ di spiccioli (se devi parcheggiare);
  • una busta trasparente con la zip per conservare scontrini e fatture (nei tempi morti puoi approfittarne per fotografare il tutto con il tuo smartphone e archiviare le spese su Evernote per rendere la contabilità al rientro più semplice).

Cosa ne dici? Se sei un’habituée degli eventi ti riconosci in questa borsa? Raccontaci cosa c’è nella tua o fotografala su Instagram usando l’hashtag #cpiub. E se vai a Marina Romea ricordati di passare a salutare Enrica!

3 commenti su “La borsa della freelance socievole”

  1. Questa borsa è a dir poco perfetta!!
    E devo ammettere che ho tutte queste cose nella mia borsa, ma essendo una Super Tata mi permetto di consigliare altre piccole cose (alle babysitter o mamma) che faranno la differenza quando sarete al parco e vi rendereanno uniche:
    -una cannuccia lunga (tipo quelle dell’estathè) per tutte le volte che i succhi di frutta decidono di ingoiare quella in dotazione.
    -una bustina con cucchiaino e forchetta di plastica (sono leggere, usa e getta e possono servire per yogurt e gelati improvvisati)
    -uno scotch (c’è sempre qualcuno che ne ha bisogno e tu devi averlo!!)
    -una mini agenda settimanale in cui segnare appuntamenti, appunti e numeri
    -un paio di lenti a contatto di riserva
    -un bicchierino pighevole e richiudibile
    e per finire una cosa che detesto:
    -un lecca lecca………
    a mali estremi estremi rimedi.
    Sei in un posto affollatto e silenzioso (es. in Chiesa) e il bimbo non ne vuole sapere di smettere di fare tutti i versi degli animali a squarciagola?
    Il lecca lecca funziona come il ciuccio!! ^_^

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      • L’ho imparato a mie spese.
        Ero sull’altare a tenere i bimbi delle elementari.
        Sull’altare di fianco al prete per intenderci…. e mi figlia ha iniziato a fare le smorfie e i ruggiti del leone al prete… 🙁 Non riuscivo a dirle “No, qui non si può”, quindi son dovuta scappare in disparte perchè non riuscivo a smettere di ridere!!
        L’ho trovata talmente naturale e ingenua che mi son goduta tutta la sua buffezza!!

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