User experience: perché ti riguarda

Intanto perché sei sicuramente una user da un sacco di parti: in banca, sul sito di shopping on line, in gelateria. In tutti questi posti, e altri ancora, la tua pazienza può venire messa alla prova da situazioni poco friendly: un solo impiegato attivo agli sportelli; la tua taglia mancante di quel vestito perfetto, scoperta all’ultimo; cioccolato appena fatto troppo morbido che tracima di lato.

Insomma farsi due o tre riflessioni sulla user experience serve a ridurre al minimo la frustrazione, ossia quella condizione umana per cui dopo aver imprecato Odino il potenziale cliente se ne va, o il cliente decide che non tornerà più, non importa quante mail amorevoli gli manderai in seguito.

Parliamo di user experience e parliamo del tuo sito. Vacci su con occhi nuovi, oppure arruola allo scopo la vicina di casa.

Quanto tempo mi ci vuole a capire cosa fai? Più di 3 minuti? Addio. Nessuno perde 3 minuti su qualcosa che non capisce, a meno che non ci siano dei gattini! (no, non mettere i gattini sul tuo sito).

Ho capito cosa fai, e guarda un po’ mi interessa. Adesso vado a vedermi i tuoi prezzi così capisco se me lo posso permettere. Non ci sono i prezzi? Addio. Il 10%, forse, degli interessati, ti manderà una mail per chiederti quanto costi. E nemmeno sai quanti di quelli si possono permettere i tuoi servizi. Quindi: colossale perdita di tempo per entrambi.

Ho capito cosa fai, per ora non compro niente, ma quasi quasi mi iscrivo alla tua newsletter. Non hai una newsletter? Ok, allora mi hai persa per sempre: nemmeno sai che sono passata dal tuo sito. Addio. Ce l’hai ma non mi regali niente se mi iscrivo? Devo davvero pensare che tu sia fighissima per iscrivermi [attenzione: la parola fighissima d’ora in poi è bandita fino a nuovo ordine. E’ in overbooking]. Quindi: mettimi un teaser, un regalo, fammi capire quanto sei brava PRIMA di vendermi qualcosa.

Cerco i tuoi contatti, magari ti voglio scrivere per dirti che c’è un errore di battitura in homepage: quanto è facile trovarli? Mi ci porta il menù: tutto ok. Devo saltare da una pagina all’altra: guarda, lasciamo perdere. Peccato per quel “epserta” a caratteri cubitali.

Un’ultima parola su logo, palette, immagini, foto e grafica. Come li hai scelti? “Perché mi piacciono”? Risposta sbagliata. O meglio, sì, ok, va bene se ti piacciono anche, ma il loro scopo è creare un’immagine coerente e piacevole per lo user del tuo sito.

Il tuo sito non deve piacere a te: deve piacere a chi lo usa. Ossia essere leggibile, chiaro, semplice e professionale. Se proprio non puoi fare a meno dei pupazzetti di Star Wars, apriti un tumblr.

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

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6 commenti su “User experience: perché ti riguarda”

  1. Urca! Proprio un giorno fa ho usato la parola “f***” per definire la mia maestra pubblicizzando il suo articolo sul BusinessPlan Creativo…ora non potrò più usarla per quanto? dodici mesi? di più? comunque grazie per l’e-book 😉 ricevuto il messaggio e metterò in pratica! Grazie per queste “chicche”!

  2. Bell’ articolo, utile … Mi rendo conto che far fare il sito ad un’ esperto non è sempre una garanzia.
    Il mio sito per gli amici è bellissimo; a me piace, ma c’è qualcosa che non mi convince … per mio padre è poco leggibile, mia madre non lo capisce …
    Aiuto! Chi devo arruolare per avere un giudizio serio?

    • Ciao Elisa! Far fare il sito a un’esperta è utile soprattutto per la parte grafica, ma i contenuti devono essere i tuoi. E quindi: chi lo deve capire? Il tuo target. Se è chiaro e leggibile/navigabile per il tuo cliente ideale, allora tutto ok. Se non sai chi è il tuo target trovi un post specifico in questa rubrica.
      Buon lavoro!

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