Ma esattamente cos’è che fai?

businesscardAlzi la mano chi non si è sentita fare almeno una volta questa domanda allo scorso pranzo di Natale. Ok. Mi rendo conto che è scocciante quasi quanto: “E un bambino, ci state pensando?”, ma almeno la prima è una domanda utile, perché è molto probabile che te la sentirai porre anche da qualche potenziale cliente (l’altra spero di no). E quindi forse è il caso di lavorare un po’ alla risposta, quella in cui dichiari spavalda il tuo job title.

Parto da me, perché proprio di recente ho deciso di cambiarlo. Prima era: “life coach & map maker” (versione lunga); oppure “life coach” (versione breve). In entrambi i casi, seguiva un silenzio imbarazzato, e/o risatine, a volte un “eeeh?”. Subito dopo, la domanda che dà il titolo a questo post.

Adesso il termine coach è più conosciuto, ma si sta inflazionando parecchio, che è il rischio opposto: se tutti hanno lo stesso titolo professionale, pur facendo cose molto diverse tra loro, quel titolo diventa vuoto, e quindi ti tocca di nuovo spiegare esattamente cosa fai.

Se ti trovi in una di queste due situazioni (titolo troppo criptico/titolo “lo fa pure mio cugino”), forse dovresti cambiare titolo. A meno che tu non voglia passare pomeriggi interi a spiegare cosa fai. Io, no grazie.

Qualche consiglio spiccio:

  1. L’inglese non è obbligatorio. Anzi a volte è davvero un po’ farlocco. Il mio motto è: “Se non puoi dirlo in italiano, allora non esiste”.
  2. Come lo spiegheresti a un bambino di 7 anni? Ecco, usa parole come quelle.
  3. A meno che tu non sia un chirurgo cardiovascolare, della tua specializzazione non frega niente a nessuno. Non dirmi per cosa hai studiato, ma cosa fai in concreto.
  4. Usa pure delle metafore sei vuoi, ma comprensibili ai più.
  5. L’ironia è una grande risorsa, e in molti casi ti fa ricordare. Quindi: bingo.

Ecco la nuova versione (mia): “coltivatrice di successi”. Sì, fa ridere, per fortuna. E se poi mi chiedono delucidazioni, spiego “aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo”. Posso avere un amen?

Ps: Cerchi ispirazione? Parti da questi consigli di Alex Franzen (ma poi traducili in italiano)

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

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17 commenti su “Ma esattamente cos’è che fai?”

  1. Ultimamente quando mi viene posta la cruciale domanda rispondo che di mestiere faccio l’accordatrice di persone: come si farebbe con uno strumento musicale cerco le dissonanze e le riporto all’armonia, alla giusta intonazione, che per un essere vivente equivale a ritrovare benessere. Mi guardano un po’ straniti ma capiscono, e sono piu’ attenti nei confronti delle modalita’ che utilizzo, piu’ interessati agli strumenti. Cosi’ l’approccio e’ piu’ semplice, piu’ efficace (anche in termini di passaparola), e si alza il livello di attenzione rispetto alla propria professione quel tanto che basta per fare anche cultura e divulgazione.
    Ps: gli strumenti suddetti sono il tuina, la medicina tradizionale cinese, la voce e il suono delle campane tibetane, trovare i giusti modi per spiegare senza incorrere in dannosi etichettamenti e’ indispensabile. 🙂

    • Paola: molto interessante! Sia quello che fai, sia come lo dici. E poi l’accordo qui ha un doppio significato, musicale ed emotivo. Quindi mi sembra un titolo efficace e che stimola la discussione in modo creativo. Rimane impresso, ed evoca qualcosa, un’immagine, una sensazione. Ben fatto, la Franzen sarebbe fiera di te.

      • Grazie Gioia, e grazie per il lavoro che fate, per la condivisione che mi aiuta a tenere la rotta e a correggere il tiro quando mi assalgono dubbi e perplessita’ che sempre arrivano con riuscitissimo effetto sorpresa, come i venti quando si va per mare.
        Sto per lanciarmi nell’avventura blog (io che mai ho avuto uno di quegli intriganti diari con lucchetto e copertina cartonata) e vedremo come me la cavo, perche’ e’ proprio sulle immagini (evocate con le parole e non solo mostrate) che vorrei raccontare di me e del mio lavoro.
        Vi terro’ informate, voi tenetemi d’occhio 😉

  2. Ciao! Ti leggo da un po’ e sto trovando i tuoi consigli davvero utili, sopratutto per una come me che sta cercando di costruirsi una professione dal nulla attraverso il blog. Grazie!
    Fiorella

  3. Siete diventate il mio giornale quotidiano…
    non c’è mattina che non mi svegli e che trovi non interessante un vostro post!!!
    Da ognuno di essi trovo l’input per migliorare il mio lavoro….infatti ieri cara Gioia dopo essermi iscritta alla tua newsletter mi sono letta, anzi divorata le tue 60 domande coach!!
    Grazie
    Francesca

    • Aaah Francesca che bello! Sono contenta che siamo un appuntamento quotidiano, e magari con notizie più ottimiste dei giornali… L’idea è proprio quella di fornire a chi legge spunti utili e aiutarla a passare all’azione. Spero che anche le domande/risposte ti abbiano acceso delle lampadine. Go girl!

  4. AMEN e lo ripeterei per tante volte ancora!
    Sono sulla via dell’indipendentismo; il mio settore è la calligrafia, un pò creativa.
    Dopo il “Come un magazine”, che si applicava a “cosa fa il tuo blog”, questo sarà un ulteriore mattone nelle fondamenta della mia vita 2.0 che sto costruendo anche grazie a te e a tutte voi di C+B.
    Grazie Gioia!

  5. Evviva Cecilia,
    e che bello il tuo settore! Sono sicura che troverai il modo per creare un tuo mondo interessante e utile per chi ti segue. Tienici informate!

    Gioia

  6. Io sono una Content(a) Manager. Se non sai cosa vuol dire puoi facilmente dedurne il mio stato d’animo principale e il mio ruolo aziendale.

  7. Amen.
    Laurence
    (per ora io sono ancora ferma a “doula”… e poi perifrase più o meno chilometrica in base alla persona che ho di fronte e/o in base al mio umore della giornata)

    • Grazie, sista.
      Ah, doula, proprio come la nostra digital doula Francesca Marano! Secondo me è un titolo molto fortunato, ma il buon umore aiuta sempre.

  8. A Natale, a capodanno, alla befana, in vacanza…
    Insegno computer …troppo generico lo fa anche mio figlio è bravo lui col computer è ingeGnere!
    ed insieme molto limitante …ma spieghi anche cosa si fa con internet?
    se poi si aggiunge che non mi limito ad insegnare…

    Così visto che sono in piena fase “rebranding totale” (voglio cambiare anche nome e url del sito ) sto cercando anche un titolo che sia chiaro e immediato …che avrei anche trovato …se vivessi in paesi anglofoni ma che qui non va bene!
    …e sto impazendo di ricerche e brainstorming
    Tu quanto ci hai messo per trasformare life coach and map maker in coltivatrice di successi (bellissimo!)?
    Giornate di rimuginamenti e poi tac la scintilla o che?
    🙂

    • Ciao Nadia! Appoggio il rebranding perché secondo me, fisiologicamente, ogni 3-4 anni ci vuole. Non so come sia il tuo titolo in inglese, ma è proprio intraducibile in italiano?
      Per fare il passaggio io ci ho messo un paio d’anni, nel senso che prima “life coach & map maker” andava benissimo, ma adesso, con una nuova mission, no. Come ho fatto? Sono partita dalla mia nuova mission, mi sono chiarita su come effettivamente aiutavo gli altri, facendo cosa, e poi ho cercato professioni che metaforicamente rappresentassero quella modalità. Coltivare si fa con calma, premura e attenzione, e poi il successo richiede tempo, ritmi giusti, terreno fertile… ecco, la metafora della coltivatrice è venuta fuori così!

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