Lavorare in pigiama si può!

Oggi a C+B infrangiamo il tabù fondamentale di chi lavora da casa, e lo facciamo dimostrandoti che (con i giusti accorgimenti) lavorare in pigiama è non solo possibile, ma forse persino auspicabile. Scettica? Leggi fino in fondo, poi possiamo parlarne nei commenti.

Cominciamo dalla teoria. Sai quando ti dicono che la regola numero uno del lavorare da casa è non farlo in pigiama? Be’ prima di tutto sia tu che io sappiamo che succede comunque. Non ne andiamo fiere, ma succede. Ci sono mattine grigie d’inverno in cui, se non hai figli, addirittura cominci la giornata lavorativa direttamente da dentro il letto, con portatile, radiosveglia che lancia notizie deprimenti e una tazza di caffè (che si rovescerà immancabilmente sul copripiumino appena cambiato).

Poi c’è il fatto che in realtà quello che la regola vuol dire è di non rimanere col pigiama con cui hai dormito, magari con la faccia ancora sporca di sonno.

Ma se invece indossare un pigiama pulito e curato fosse il modo migliore per sentirti a tuo agio e concentrarti meglio sul lavoro da fare?

L’illuminazione l’ho avuta leggendo un articolo che mi ha aperto orizzonti nuovi e regalato una nuova abitudine: combinare top carini e pantaloni da pigiama eleganti e puliti!

Il fatto è che se siedi a una scrivania, o anche se ti dondoli attivamente su una fitness ball, pantaloni di taglio elegante e gonne affusolate sono una tortura. Così, nella mia ricerca dell’outfit da ufficio migliore, ho provato la strada del maxi dress, ma si infila sotto le ruote della poltroncina con conseguenze irreparabili per il vestito, la poltroncina e la concentrazione. I vestitini di ASOS che costituiscono la mia divisa lavorativa usuale si spiegazzano tutti e mi scoccia essere già disordinata se poi devo uscire per un appuntamento. I pantaloni da danza jazz sono morbidi, non orridi come una qualsiasi tuta, ma poi finisce che ci esco e l’effetto desperatehousewifeconlafelpadiciniglia è dietro l’angolo.

Al contrario, un paio di pantaloni da pigiama in seta o di cotone, portati con una blusa o un maglione girocollo e con le ballerine, mi fanno sentire in ordine, fin elegante (come sanno essere eleganti quelle modelle nei servizi di lingerie per l’inverno che trovi nei numeri di ottobre delle riviste femminili) ma soprattutto comoda e sicura di me. La combinazione perfetta per stimolare la creatività e portare a casa una giornata di lavoro produttivo!

Così da oggi la nuova regola è: lavorare in pigiama con un pigiama da modella!

Se vuoi provare anche tu, ecco una lista di pezzi carini, disponibili online e che non ti massacrano il budget.

divisa in pigiama di C+B

A maglietta scollo a barca con ricamo di Oysho (non più disponibile)
B camicia a righe di Oysho (non più disponibile)
1 pantaloni incrociati a righe di Zara Home (non più disponibile)
2 pantaloni fantasia di Zara Home (non più disponibile)
3 pantaloni del pigiama Cobalt di Vero Moda, su ASOS (non più disponibili)

Commenti aperti qui sotto per raccontarci come se provi questa nuova divisa e come ti trovi!

16 commenti su “Lavorare in pigiama si può!”

  1. È un’idea geniale… la rivoluzione del pigiama! Si può star comode, carine e perfino sexy. Io son salva comunque, la tenuta d’ufficio non si sposa con pittura, levigatrice e garbugli di fili. Il mio problema sono i capelli: dopo il piagiama sdoganiamo anche il cespuglio incolto?

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  2. Solo a leggerti, mi sento già meglio. Organizzerò al più presto una spedizione da Oysho con sorriso sulle labbra e zero sensi di colpa!

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  3. D’accordissimo sullo stare comodi alla scrivania. Qualche volta nei giorni freddi indugio un pó in pigiama ma la soluzione per concentrarsi ed essere produttiva è proprio quella di fare una doccia ed indossare capi comodi. By the way, ho molti capi della Oysho che oltre ad essere comodi spesso non hanno per niente l’apparenza di pigiami 😛

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    • Io nei giorni freddi aggiungo uno di quei bei mega-tricot morbidi morbidi sopra tutto l’insieme 🙂 Comunque concordo su Oysho… peccato che io ormai sia fuori taglia da anni… infatti io sono più una donna Asos, o La redoute, tutt’al più! 😉

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  4. No, no, io seguo sempre il consiglio della Traspedini sul vestitino comodo in jersey, meglio se con uno scollo o un dettaglio carino. Che se proprio non hai voglia di metterti un paio di collant (e io no ne ho voglia mai, mi ritrovo sempre il cavallo a mezz’ asta) ci infili un leggings in cotone sotto e pace. E se hai il vestitino di jersey aderente, e non vuoi avere troppe strie e lacci e legacci e elastici sotto, che sembri una porchetta di ariccia con lo spago, infili dei bei leggings in cotone tipo mutandone d’ antan, come biancheria, le ballerine o anche un tacchettino, tanto sto seduta.

    Quelli dei vestitini in jersey strausati che alla fine si impataccano o scolorano oltre il decente li uso alla fine per dormirci. Delle volte anche quelli nuovi indossati tutto il giorno, se arrivo a schiantare accanto a qualche figlio insonne, a metà della notte mi sfilo il reggiseno da dentro le maniche e continuo a dormirci. Cioè, praticamente ho ribaltato la soluzione che dite voi. Va bene uguale?

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    • Eh, te lo volevo dire io, che alla fine il vestitino di jersey è border line, e che hai ribaltato i termini dell’operazione ma il risultato non cambia 🙂

      Io i vestitini di jersey non posso, se no sembro Jabba the Hut, però approvo moltissimo!

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  5. mi inviti a nozze…in pigiama!
    tranne quelle mattine in cui mi alzo, vado a accompagnare la mia bimba all’asilo e torno a casa per lavorare alla mia scrivania…tranne queste mattine, appunto, in cui mi vesto e trucco, il resto delle volte resto in pigiama, ma leggendo qui…pfu! la mia autostima e pigrizia sento che possono andare a passeggio! Giuro che un filo di trucco lo metterò ugualmente 😉

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    • Guarda, io in pigiama ti ci porterei pure a nozze! Sono anni che invoco una sposa in pigiama palazzo… magari quel completo di Spose di Giò che sembra un pigiama palazzo…
      Comunque massima stima, se ti trucchi per portare la bimba al nido. Le maestre di mio figlio quando mi vedono in gonna e truccata di solito esclamano “Wow! Appuntamento di lavoro infrasettimanale?!” (considerata occasione rarissima, tipo elezione di Papa).

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