In 3 mesi siamo diventate 100: il successo de Le Cicogne

Tre ragazze: Monica Archibugi, Giulia Gazzelloni e Valentina Tibaldo. Competenze diverse, tanta passione e voglia di fare e un’idea. Nasce così Le Cicogne startup romana che permette di trovare presto e bene una babysitter (magari con l’auto!). Un servizio pratico, chiaro e veloce.

Le Cicogna-girls
Foto di Foto di Giulia Scifoni

Quello che colpisce delle Cicogne è l’idea, di quelle che fanno dire: perché non ci ho pensato io?

Io ci ho pensato e posso dirti che non è per niente semplice come sembrava! L’idea nasce dalla mia esperienza come babysitter. All’università, una mamma che conoscevo e sapeva che ero automunita mi ha chiesto di prendere sua figlia a tennis tre volte a settimana. Perfetto! Nessun intralcio agli studi e qualcosina in tasca. Le ho chiesto di spargere la voce e in poco tempo, con qualche volantino, ho creato il servizio baby taxi: successo assicurato. Le mamme continuavano a chiamarmi e non potendo prendere altri lavori, ho coinvolto le mie amiche creando un gruppo chiamato Le Cicogne, il cui nome ha un forte legame con il baby taxi!

Partire è sempre una sfida: quali le difficoltà maggiori e quale l’erroraccio da non ripetere?

Volevo mettermi alla prova e capire se quello che avevo intuito era reale, se c’era un bisogno che altri non avevano “sfruttato”. Era “ora o mai più”! Avevo l’età giusta, tutti i contatti necessari, richiesta dai genitori e tante amiche in cerca di un lavoro.
Ho iniziato con Facebook, poi centinaia di messaggi, decine di telefonate e tanta fantasia per creare volantini di ogni forma e dimensione. Dopo pochissimo tempo avevo 30 persone che chiamavo, e venivano chiamate, Cicogne. Non più babysitter. La voce continuava a spargersi e in 3 mesi siamo diventate 100, con anche qualche maschietto chiamato Cicogna BLU: hanno grande successo nelle partite di calcio e nelle ripetizioni di matematica.
Volendo fare tutto in regola le difficoltà sono state strettamente burocratiche. Alla Camera di Commercio dicevano che per aprire la P.IVA avrei dovuto pagare 800€ trimestrali o quadrimestrali. Non potevo permettermela. Dopo 3 mesi ho scoperto che all’agenzia delle entrate potevo pagare in percentuale al mio guadagno (cosa più ovvia). È anche stato difficile trovare delle persone che volessero dedicare anima e corpo al progetto.
L’errore è aspettare che qualcuno ti spieghi come fare qualcosa: basta armarsi di pazienza e con Internet trovi tutte le informazioni necessarie. Altro errore: tacere il proprio progetto pensando che qualcuno ti rubi l’idea. Nessuno copia finché non hai successo.

Siete una start-up che risponde a un bisogno concreto e che tocca il delicato settore dell’infanzia. Come selezionate le vostre Cicogne? E per il lato Taxi come vi regolate: non tutti i patentati sono provetti guidatori.

La prima domanda è stata: perché dovrebbero fidarsi di me? E poi: perché mi chiamavano anche quando non avevo ancora creato Le Cicogne? I motivi erano due e andavano mantenuti: il primo era il baby taxi, che non offriva quasi nessuno; il secondo, il fatto che ero stata consigliata da amici.
Sono riuscita a far capire ai genitori che potevano fidarsi delle mie amiche e anche quando il giro si è allargato ho insistito per conoscere personalmente i futuri collaboratori. Ho poi trasmesso la mia esperienza: come rapportarsi ai genitori, come rendersi disponibili sia al telefono che durante il primo incontro.
Il baby taxi è un servizio unico: il genitore sa che non portiamo solo il figlio a destinazione, ma che ci prenderemo cura di lui lungo tragitto. Si fidano perché hanno conosciuto la Cicogna e hanno verificato che sia la persona che cercavano. Noi acceleriamo il processo: candidati migliori grazie al sito che è integrato con geo-localizzazione e informazioni utili sulla Cicogna.

Quanto vi è servito InnovAction Lab per partire?

È una sfida da vincere contro se stessi: s’impara che si può fare sempre di più, che perfetto non è abbastanza, cosa serve e come ottenerlo (organizzare team e lavoro è difficilissimo, specie in pochi giorni).
È un’ottima fonte di contatti. Dà visibilità e ci ha permesso di presentarci con delle valide credenziali davanti agli occhi degli investitori.
E grazie a InnovAction Lab ho incontrato le mie socie!

Cos’è un acceleratore? Serve? Senza non ce la si fa?

È un ufficio dove la tua startup viene letteralmente accelerata. Si partecipa a lezioni, seguendo un programma che insegna a: pianificare (la parte più difficile), calcolare, eseguire e concretizzare. Il programma dura 6 mesi e al termine dovresti essere capace di gestirti da solo.
L’acceleratore ti aiuta a trovare finanziatori, ma dopo averti dato un contatto sei tu che ti presenti e che lo devi conquistare. Far parte dell’acceleratore è una credenziale in più, poiché per entrarci devi aver passato una selezione durissima.
Serve perché sei a contatto con mentor e colleghi. Ma ce la si fa anche senza. È una scelta, non una necessità.

Il logo de Le Cicogne
Foto di Logo Le Cicogne

Quali obiettivi a medio periodo?

Testare il nostro nuovo Business Model che coinvolgerà la tanto desiderata app de Le Cicogne. Perfetta per tutte le babysitter e le mamme!
Inoltre, a 6 mesi, conquistare un’altra città italiana. Napoli o Palermo, dipende da chi ci vuole di più!

Se foste state all’estero avreste avuto vita più facile?

Come startup digitale sicuramente sì, come startup umana forse meno. Lo scopriremo solo quando andremo all’estero!

È difficile per un team di donne (per di più giovanissime) emergere in questo settore in Italia?

No. È un ottimo momento per le donne direi. Veniamo ascoltate con nuove orecchie e guardate con ammirazione. Nel nostro campo poi abbiamo ancora più voce in capitolo. Quando si tratta di bambini è un vantaggio. Per tecnologia e startup lo è essere giovani, laureati e aver partecipato a InnovAction Lab!

Cosa consigliereste alle nostre pulzelle che hanno un’idea e non sanno come metterla in pratica?

Mettete in atto la vostra idea con i mezzi che avete. Senza cercare fondi, o soci, o altro. Iniziate con ciò che avete in testa. Io mi sono armata di pazienza, fantasia e voglia di fare. Ho usato Facebook, la stampante di casa e gli amici: quelli restano indispensabili!

Marianna Martino

Classe ’83, agitata, battutara, dipendente dalla michetta, sono oppure sono stata editore, editor, correttore bozze, copywriter e webcontent. Ho lavorato qua e là, collaborato a molti progetti, viaggiato assai e scritto una guida su Torino. Guardo i film in lingua originale, ascolto i Sigur Ros e non mi nego mai un bicchiere di buon vino.

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5 commenti su “In 3 mesi siamo diventate 100: il successo de Le Cicogne”

  1. Le conosco perchè un mio amico di Milano me ne aveva parlato!!!
    Le trovo geniali e soprattutto fonte d’ispirazione per la loro tenacia di aver creduto in qualcosa!!
    condiviso immediatamente sulla mia pagina

    • …al contrario di voi la mia esperienza e’ stata pessima,sono del tutto inaffidabili,poco serie e assolutamente da sconsigliare!!!!…meglio affidarsi a persone concrete e non ad una piattaforma del tutto anonima che non ti da’ nessuna garanzia e dietro la quale non sai assolutamente chi trovi

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