2014: l’anno europeo del pinguino

Secondo l’oroscopo cinese il 2014 è l’anno del cavallo.

Secondo il Parlamento europeo il 2014 è l’anno europeo per la conciliazione tra la vita lavorativa e la vita familiare. Ribattezzato anche anno del pinguino.

I pinguini non sono solo “carini e coccolosi” come quelli del cartone animato prodotto da DreamWorks Animation. Sono anche animali che ci insegnano qualcosa di fondamentale che spesso però tendiamo ad ignorare: l’importanza della condivisione dei carichi di cura. Per loro consiste nello scambio di turni di pesca tra i genitori: un genitore si occupa di procurare cibo e l’altro di badare ai cuccioli. Al ritorno dalla pesca, i genitori si scambiano i ruoli e così via.

E dai pinguini dobbiamo farcelo dire? Se in famiglia ci fosse un modo fluido per favorire la conciliazione tra il lavoro e le responsabilità quotidiane, non ci sentiremmo meglio? Più al sicuro?

Intanto, con entrambi i genitori al lavoro si riducono le probabilità di finire a mangiare pane e cipolla. E magari si riesce ad investire anche su una migliore educazione ai figli, con conseguenti prospettive più rosee per il futuro.

L’anno europeo della conciliazione lavoro e vita familiare si pone questi obiettivi:

  • aumentare la consapevolezza di politiche specifiche in Europa e negli Stati membri;
  • sollecitare gli sforzi e ottenere un nuovo impegno politico per rispondere ai problemi che interessano le famiglie;
  • attrarre l’attenzione e diffondere buone pratiche fra gli Stati membri;
  • promuovere politiche family friendly.

Tra gli obiettivi dell’anno europeo per la conciliazione c’è anche quello di contribuire alla Strategia UE 2020 che mira a:

  • sottrarre almeno 20 milioni di persone dalla povertà e dall’esclusione sociale;
  • innalzare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra i 20 e i 64 anni (l’Italia ha come obiettivo almeno il 67%, 6 punti in più rispetto al tasso di occupazione attuale);
  • ridurre i tassi di abbandono scolastico precoce al di sotto del 10%.

E comunque, ok la conciliazione. Ma vuoi mettere la condivisione? Il coinvolgimento degli uomini nella cura è indispensabile per poter modificare la visione di genere nel mercato del lavoro e costruire pari opportunità nella vita pubblica.

Con l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro, ci sono stati governi che hanno promosso alcune politiche in materia, ma sempre indirizzate principalmente alle lavoratrici, per aiutarle a trovare l’equilibrio tra lavoro, famiglia e vita privata. La conciliazione ha l’intento di migliorare la qualità della vita, e proprio per questo non può riguardare solo il mondo femminile. Il miglioramento della qualità della vita passa attraverso una migliore gestione del tempo sia per gli uomini che per le donne. Ma anche attraverso una migliore educazione. Se entrambi abbiamo il tempo e il modo per stare con “Giacomino”, ma l’uomo di casa non se la sente di cambiarlo-lavarlo-nutrirlo, forse c’è un problema a monte. Van bene le politiche e gli aiuti, ma poi i panni sporchi si lavano insieme. Come ci insegna il Sig. Pinguino.

7 commenti su “2014: l’anno europeo del pinguino”

  1. Mi trovo spesso a dire che sono felicemente divorziata.. Sì, felicemente, perché io e il mio ex-marito abbiamo l’affidamento condiviso dei figli, che per questo passano lo stesso tempo a casa mia e a casa sua.. risultato: si trova tempo da passare con un figlio per volta, si trova tempo da passare da soli (e in dolce compagnia), i ragazzi crescono potendo guardare il mondo da più punti di vista!

    • Secondo me, sei stata anche fortunata a trovare una persona intelligente con la quale creare una famiglia e poi comunque, nonostante le cose abbiano preso una piega inaspettata, prendertene cura. Così mi confermi un pensiero che mi era balenato… ma uno non può partire dicendosi “vedrai che quando ci lasceremo, andrà meglio” 😉

  2. Il problema è soprattutto a monte. Le mamme italiane hanno (parlo al passato, mi auguro che con le nuove generazioni ci sia un cambio) insegnato ai figli maschi a non lavare – non cucinare – non pulire ecc. Le pari opportunità possono dare una mano, è vero, ma non solleveranno le mamme dalle crisi di nervi.
    Bisogna incominciare dai propri uomini e poi dai propri figli. Io lavoro per la trasformazione in pinguino, in modo da tornare dopo la caccia e trovare le bambine già lavate e nutrite 🙂

    • Hai ragione. L’educazione si insegna da piccoli. Io ho solo bimbe, ma sarei stata dell’idea di insegnare ad un maschio i fondamentali per rendersi utile e aiutare come e più di una femmina. Poi resto convinta che al posto del servizio militare, bisognerebbe rendere obbligatorio un anno di vita da single. Così, per provare. Facile passare da casa di mamma a quella della compagna.

      • Siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Peccato che anche io abbia due femmine 🙂
        Mio marito ha tanti pregi. Il suo (non dico unico, ma quasi) difetto è mia suocera: figlio unico, uscito di casa per venire a vivere con me. E, come dici tu, non ha mai provato la vita da single, purtroppo.

        • Speriamo che anche le mamme di maschi piccoli, smettano di pensare di aver creato il principe ereditario e si proceda tutti lesti verso un futuro di cooperazione. 🙂

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