Il vecchietto dove lo metto?

Sua sorella di cinque anni la chiama “vecchio parente”. Quando si sente particolarmente affettuosa “il vecchietto”. Lei è una bimba di 14 mesi che, come le categorie di cui sopra, fatica a camminare ed è sdentata.
Come il vecchietto di modugnana memoria, inoltre, non si sa dove lasciarla. Quando? Quando, nonostante si lavori in casa e si sia organizzatissimi, si inceppa un meccanismo ed esce la carta IMPREVISTI.
Gli imprevisti sarebbero pure affrontabili con un asilo, una baby sitter o un paio di nonni. Ma non tutti possiedono il kit.

Consegnare bimba alla nonna
Per favore consegnare bimba alla nonna! Foto di Jenni Cline

Intanto sei una freelance o una di quelle altre definizioni che ti rendono tanto cara a noi di C+B e quando hai compilato la domanda di ammissione all’asilo ti hanno fatto delle domande difficilisssssime e sei uscita con l’aria sconsolata, sapendo già quanti punti in meno avevi rispetto alla mamma di Giacomino, che è sola al mondo, residente nel comune, monoreddito e, tiè, pure del sagittario.

La baby sitter poi, devi allertarla con un po’ di anticipo e, soprattutto, devi sapertela guadagnare. O meglio, devi poterla pagare. Ma se sei alle prime armi con il tuo lavoro da freelance e soprattutto se ti pagano con la regolarità con cui vengono pagati i liberi professionisti, ciao.

I nonni sono la scelta più conveniente. Se li hai. Ma ricordati di non tentare il sovrasfruttamento perché martedì una ha acqua-gym e uno deve andare al torneo di biliardo.
A loro non toccare i nipotini, guai! Ma neanche faglieli toccare troppo, che son giovani, carini e disoccupati. Quindi del sangue del tuo sangue e delle piume delle tue piume, sì interessa… Ma mica sempre eh.

Individuato il problema, non temere: tiro fuori dal cilindro ben quattro Consigli+un Bonus. Ovviamente non a costo zero. A costo zero c’è giusto l’aria che respiri. Ma dovendo spendere, facciamolo col sorriso!

  1. Il Cobaby di Piano C: a Milano (per ora purtroppo solo lì) c’è uno spazio di coworking che ha pensato anche ai più piccoli con una sala dedicata ai bimbi dai 3 mesi ai 3 anni aperta dalle 9.00 alle 19.00 e una seconda sala che apre alle 16.00 per intrattenere bambini di età diverse, secondo le esigenze delle coworker.
  2. Pingu’s English: una scuola d’inglese, che è anche parco giochi e day care center per bambini. Un modo diverso per prendere confidenza o rinfrescare le conoscenze dell’inglese con insegnanti madrelingua. (Roma, Bologna, Padova, Verona, Vicenza, Desio, Bassano)
  3. La Tata dei Grandi: associazione rivolta a bambini delle elementari, ragazzi delle medie e ai loro genitori. La presidente dell’associazione, Viola Cajo De Cristoforis, ha la fortuna di non essersi dimenticata cosa e come pensava da piccola e fa un sacco di cose belle, mica solo la posteggiatrice di bambini (Ahimè, solo a Milano… milanesi fortunelle!)
  4. Le Tagesmutter: un po’ in tutta Italia sono presenti le Tagesmutter – dal tedesco “mamma di giorno”- persone che, adeguatamente formate, offrono educazione e cura, presso il proprio domicilio, a piccoli gruppi di bambini principalmente nella fascia d’età 0-3 anni. Una buona alternativa al nido, per curare i propri bimbi in un ambiente raccolto e familiare.

Come bonus track, un’ultima dritta: sappiamo che gli equilibrismi riguardano tutti, non solo le mamme. Per cui segnalo SpazioCuore.
Si tratta di un sito che aiuta a sistemare non solo il vecchietto di 14 mesi… ma anche quelli “carini e disoccupati” di cui sopra.

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