Il segreto per battere la concorrenza

I tempi in cui il tuo prodotto vendeva perché sul mercato era l’unico nel suo genere sono finiti – chiedi a Trenitalia. Meglio così: forse tu ci guadagni meno, ma di sicuro i clienti ci guadagnano di più (e dato che alla fine siamo tutti clienti, beh, meglio per tutti).

Chi ti sceglie lo fa perché vuole comprare proprio da te – da te e non da un altro, anche se vendete lo stesso prodotto – perché tu in più gli dai...

– l’acquisto online più semplice che ci sia (Amazon)

– personale a bordo gentile e preparato (Italo)

– advertising mirato e a basso costo (Facebook)

– spesa online anche senza carta di credito (Esselunga)

– grafiche belle e professionali, gratis (Moo)

– frase ispirazionale (Baci Perugina)

– design scandinavo a prezzi ridicoli (Ikea)

Il valore aggiunto – alcuni lo chiamano unico, ma secondo me non c’è nulla di unico in senso letterale – che offri ai tuoi clienti è quella cosa che fa vendere te e non il tuo concorrente. Una volta che l’hai individuato sai su cosa investire (chi se ne frega della qualità del cioccolato, i Baci vendono per la frase), su cosa non investire (Moo non ti fa scegliere i tipi di carta, e questo riduce i tempi e i costi di magazzino), cosa comunicare (Italo ha gli steward, non i controllori).

Ora, che mi dici di te? Chi compra da te lo fa perché tu in più gli dai… (Se vuoi puoi riempire i puntini commentando qui sotto: è un esercizio più facile se lo fai in compagnia!)

Enrica Crivello

Sono Enrica Crivello, mi occupo di social media marketing per piccoli business con un cuore. Il mio motto è «chiediti cosa sai fare e cosa ti piace fare, poi inizia a raccontarlo». Il modo più semplice per chiacchierare con me è cercarmi su Facebook.

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14 commenti su “Il segreto per battere la concorrenza”

    • Bello 🙂 in tal caso assicurati di avere i prezzi bene esposti, se fai sconti dichiarali, e motiva la concorrenzialità dei prezzi in modo che sia davvero percepita come valore aggiunto (posso permettermi di vendere a questo prezzo perché uso materia prima a km zero / perché non ci sono intermediari / eccetera)

  1. Complimenti. Bellissimo post. Diretto. Spietato. Impossibile non porsi delle domande.

  2. Io in più (e unica al mondo a poterlo fare) offro Barbara Pederzini 😉
    Sembra una risposta facile, ma ci ho messo quasi tre anni a capirlo. Chi ingaggia fatamadrina per il proprio matrimonio si ritrova di fianco una persona poliedrica come ce ne sono poche (scusate l’immodestia, ma anche questa considerazione è frutto di anni di autoanalisi), capace di affrontare qualsiasi cosa senza perdere la testa, organizzata e creativa, tutto fare e in grado di delegare. E sono unica. Mica male, come ‘battere la concorrenza’ 😉

    {confesso di avere trovato valore in questa considerazione dopo che Cinzia Bruschini mi mostrò un video di Jasmine Star che diceva: ‘the secret is you’.}

    • Hai centrato il punto: se sei una libera professionista, il valore aggiunto sta in qualcosa che hai tu (o forse bisognerebbe dire che *sei*). Non è facile scavare a fondo per trovarlo, ci vuole una bella capacità di guardarsi da fuori (e in questo aiutano tanto i feedback dei clienti!)

      Grazie per la dritta, è questo il video che dicevi?

  3. Io alla questione concorrenza neppure credo! Invece credo fortemente in quello che dice Jasmine Star, io sono il segreto del mio successo (che misuro con i numeri che mi sono data io, non quelli che si è data un’altra, aggiungo)! Non sono la grafica più brava in circolazione, né la programmatrice più preparata del mondo, non sono neanche la più economica. Ma capisco le mie clienti, capisco le loro difficoltà, parlo la loro lingua e non quella della programmatrice, le incoraggio, le sprono e faccio tutto divertendomi e facendo divertire loro.
    You are the secret è vero, verissimo, da tatuarsi o mettere in bacheca in ufficio 😉

  4. …perchè offro ottimismo…. regalo ottimismo…
    credo sia questo il mio punto forte. sono formata, sono esperta e sono premurosa, ma tutto questo non sarebbe la stessa cosa se non mettessi la mia allegria e credo che le mamme lo sentano. Ora devo solo farlo capire attraverso a uno schermo. 😉

  5. Come art counselor ho una formazione artistica alle spalle data da un Istituto d’Arte e un Accademia di Belle Arti che mi permettono di muovermi con maggior sicurezza nel proporre i miei laboratori. Lavoro soprattutto con i bambini, la vita non ha voluto che ne avessi di miei, questo mi ha fatto rimanere solo figlia e non madre, quindi un po bambina… con loro ho un approccio diretto, non troppo mieloso, ma vedo che riesco a raggiungere uno ststo di empatia perdendomi insieme a loro nel magico mondo creativo.?

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