Dicci chi sei – ma in modo efficace

Sai qual è la seconda pagina più vista dopo la home? La tua about page (detta anche “chi sono”). E’ fondamentale perché le persone non interagiscono con delle pagine: interagiscono con altre persone. Quindi, se arrivo sul tuo sito e quello che vedo mi piace (altrimenti mi hai già persa e vado a controllare dlisted), approfondisco andando a capire chi sei.

hello

Ecco un elenco di cose che possono smontare me e tutte le altre tue potenziali clienti (Fai un bel check della tua pagina about, e nel caso corri ai ripari).

  1. Non c’è la tua foto. Ma io ho bisogno di associare quello che fai a un volto. Perché non c’è la foto? Come faccio a sapere se posso fidarmi di te se non mi fai nemmeno vedere che faccia hai? Rimedia, ma:
  2. C’è una foto microscopica, o in bianco a nero, o di te con una maschera di Topolino, o dei tuoi piedi, o di te di spalle davanti al mare… News flash: quella foto non serve per farmi vedere quanto sei figa, romantica o quirky. Serve per farmi vedere che sei aperta ed amichevole. Che, di nuovo, posso fidarmi. Quindi: sorridi, un bel primo piano, zero distrazioni. Devo immaginare che vieni verso di me per fare amicizia. E il bianco e nero? Non so tu, ma io non ho amiche in bianco e nero. Tutto quello che allontana da un’esperienza reale e tridimensionale: no buono.
  3. Parli di te in terza persona. Questa è quella che mi smonta di più, perché fa sembrare che la tua bio l’ha scritta il tuo ufficio stampa. Che però, se sei una one woman band, non hai. Se l’attività è gestita da te, e quindi ci sei tu dietro quel sito, parla in prima persona. Ancora una volta, è questione di onestà e di credibilità. E svecchia parecchio la tua comunicazione.
  4. E’ una pagina chilometrica. Certo, voglio capire chi sei. Ma non voglio conoscere tutta la tua vita da quando sei nata ad oggi. Non ho tutto questo tempo da dedicarti, quindi: keep it short. Mettimi solo le cose fondamentali. Che però non sono il tuo CV. Se pensi che serva (ma pensaci bene) per quello crea un link a parte, così se proprio voglio me lo leggo.
  5. Non mi dici perché fai quello che fai. D’accordo, sei qualificata, e me lo dici. D’accordo, scrivi su quel portale famoso. D’accordo, a lato ci sono le testimonianze delle tue fans. Ma un minimo di storytelling? Il momento in cui hai pensato “ok, questa è la mia missione”? Fammi innamorare di te e del tuo progetto.
  6. Usi font, grandezze e colori che rendono la lettura faticosa. Se è così, salta pure i primi 5 punti, perché i tuoi potenziali lettori sono già altrove.

Vuoi un aiuto per aggiustare la tua about page? Scrivimi qui e potresti essere selezionata per un “prima e dopo”.

Gioia Gottini

Sono una coltivatrice di successi: aiuto le donne a mettere a fuoco i loro talenti, mettersi in proprio e farlo con successo. Potrei parlare per ore (e lo faccio) di: imprenditorialità femminile, individuazione dei propri talenti, branding, gestione del tempo, educazione ad alto contatto, self-help, piccoli piaceri quotidiani.

Sito | Facebook | Twitter | Instagram

4 commenti su “Dicci chi sei – ma in modo efficace”

I commenti sono chiusi.