Clienti che non vuoi: conoscerli, riconoscerli ed evitarli

Vi è mai capitato di guardarvi indietro e ragionando su un cliente pensare: Come ho fatto a non accorgermi subito che era una sòla pazzesca?

A me è capitato, non dico sovente, qualche volta. Qualcuna in più di quelle umanamente concesse. Tante da farmi dire: Errare è umano, perseverare diabolico.

In alcuni casi sono stata lucida e ho abbandonato velocemente la barca al suo destino; in altri casi, chissà perché, mi sono fatta trascinare per mesi in una pesca a strascico, senza portare a casa manco una sardina.

Ecco qualche riflessione e qualche consiglio, per evitare clienti che non vuoi.

Siamo nel 2021: la comunicazione

Sì. Incredibile. Online è un fiorire di articoli, post, link, pin, tiktok, tweet, twitch, su come è bene gestire e organizzare la propria comunicazione.

Quella cosa che permette a noi di farci conoscere e riconoscere e raggiungere le persone che devono sapere ciò che facciamo, e che permette agli altri di acquistare ciò che vendiamo, informarsi da ciò che raccontiamo e commuoversi o indignarsi per ciò che scriviamo.

Eppure, nel 2021, ci sono ancora clienti che non hanno ben chiaro il valore, l’importanza e la forza della comunicazione. E soprattutto che non comprendono il lavoro e la professionalità che ci sta dietro.

Che devono scriverci, telefonarci, prendere appuntamento, farsi da noi curare, massaggiare, pettinare, truccare, vestire, consigliare.

Il cliente: soldi pochi, sicuramente troviamo un accordo

Avere pochi soldi non significa poter approfittare o vampirizzare il lavoro degli altri.

Chiedere spiegazioni è lecito, chiedere modifiche anche: una, forse due volte. Poi non è più lecito se non viene pagato.

Questo tipo di cliente è solitamente un passivo aggressivo: parte chiedendo un lavoro, e poi, poco per volta, cambia le carte in tavola. Forse non ha ben chiaro nemmeno lui ciò che gli serve, poco importa, a lui interessa portare a casa una piccola parte di ciò di cui ha bisogno. A costo zero, o quasi.

Frasi ricorrenti

  • Abbiamo pochi soldi, con quello che abbiamo cosa potete fare?
  • Non basta modificare il footer?
  • Non vogliamo grossi cambiamenti, solo un’ aggiustatina.
  • Questa piccola aggiunta quanto verrebbe a costare?

Consigli

Accettate questo cliente solo se avete davvero necessità di lavorare, se ha un progetto che vi interessa, una causa che vi sta a cuore. Il lavoro è una cosa, il volontariato un’altra. E soprattutto tutelatevi.
Mettete in chiaro da subito cosa potete fare e cosa no, qual è il vostro ruolo, i costi del vostro lavoro. Non abbiate paura di essere pedanti, dettagliate ogni minuto fatturato.

E armatevi di tanta e santa pazienza.

Il cliente #generalmanager: tante idee, assai confuse

Si sente un leader nato, è stato messo a capo di un progetto che dovrebbe far svoltare l’azienda. Un cambio immagine che parte dalla comunicazione per rinnovare e svecchiare ogni ambito aziendale.

Tratti distintivi

  • Vuole tutto e il contrario di tutto
  • Pensa che la “comunicazione” non sia un processo che deve essere compiuto e che deve passare attraverso il sito, i social, il logo, la grafica, le pubblicità, la narrazione; ma sia un blob primordiale da cui emergono cose
  • Ha grande difficoltà ad esprimersi in italiano, ricorre allora all’inglese sperando che il cambio lingua confonda e non faccia capire che anche lui non sa bene dove andare
  • Il contratto lo firmerà, non questa settimana, sicuramente la prossima

Frasi ricorrenti

  • Voglio un sito che lasci a bocca aperta. Dobbiamo to have a place per tutto.
  • Dobbiamo prendere per mano il cliente e portarlo da noi
  • Guardiamo al futuro, comprendiamolo e progettiamolo
  • La nostra immagine dovrà lasciare a bocca aperta

Consigli

Questo cliente non offre nessun margine di manovra o lavoro. È un fanfarone che pensa di essere più furbo degli altri e che a menare il can per l’aia alla fine qualcosa porterà a casa. Va abbandonato al suo destino, se possibile, ancora prima della stesura di un preventivo.

Il cliente mago Silver. Il preventivo mi serve per ieri, poi domani sparisco

C’è sempre un evento, un appuntamento, un incontro che doveva essere programmato e lanciato mesi fa e invece viene presentato oggi per domani. Il preventivo serve adesso, dopotutto domani è un altro giorno.

La fretta è il tratto distintivo del cliente che organizza eventi all’ultimo, sono sempre eventi “issimi”, che hanno bisogno di:

  • Grande visibilità
  • Tanti vip
  • Niente fuffa
  • Solo bella gente

Consigli

In questa fretta di avere tutto e subito questi clienti si dimenticano di rispondere al preventivo. Come tutelarsi? Difficile. Il tempo si paga, se vogliono un preventivo al volo, lo pagano.

Quattro consigli per evitare clienti serpenti

  1. Senza un preventivo firmato e un acconto versato non alzate un dito sul tasto del pc.
  2. Inserite (o meglio: fate inserire da un’avvocata) nel vostro contratto qualche clausola che vi tuteli, nel caso il lavoro venga interrotto prima del previsto o se, una volta pagato l’acconto, tutto si ferma.
  3. Nella fase che in ambito medico si chiama di anamnesi, cercate di capire quali sono i reali obiettivi e necessità di chi vi sta contattando. Se quell’azienda, associazione, professionista, vuole realmente procedere con il lavoro, o se ancora non sa bene ciò che cerca. Nel caso inserite un questionario, che manderete in automatico. 
  4. Se avete un sito, inserite tutte le clausole sulla richiesta di preventivo o collaborazione.
    • Se volete lavorare con me dovete sapere…
    • Per le urgenze, prenotate un’ora, mezz’ora, due ore di call
    • Valorizzate la vostra unicità e specificità
    • Specificate che il lavoro in urgenza si paga di più

Raffaella Ronchetta

Aiuto i liberi professionisti, associazioni e piccole aziende a raccontarsi online e off line. Attraverso la scrittura, l'ufficio stampa, le pr e un'insana curiosità. Che mi porta a voler sapere sempre qualche cosa in più. Amo scovare le storie che stanno dietro alle persone.

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