Cosa ho imparato dalle mie newsletter preferite

Lo ammetto, dedico un sacco di tempo alla lettura delle newsletter.

Molte di quelle che seguo con avidità e da cui sono dipendente arrivano il venerdì mattina… e questa è una fregatura, lavorativamente parlando, perché già so che un paio d’ore di quel giorno che anticipa il weekend le passerò a leggere. 

D’altro canto, le newsletter sono una boccata di ossigeno: mi ispirano, mi divertono, mi istruiscono, mi danno qualcosa di cui parlare in quelle occasioni in cui mi trovo senza argomenti.

Vero è che di questi tempi, quelle occasioni non esistono, perché al tavolo con sconosciuti difficilmente mi trovo, ma prima o poi le cose cambieranno, si spera!

5 cose divertenti e utili da valutare quando fai clic e dici, ok ti leggo!

  1. Le newsletter sono come le ciliegie, una tira l’altra e non sai perché – parafrasando il buon Giacomo Casanova. Ecco cosa succede. La newsletter A fa riferimento a un articolo della newsletter B, lo leggi e pensi figo, mi iscrivo!, e così tramite la B arrivi alla C. Fino a che un bel giorno ti accorgi di esserti iscritta a una newsletter settimanale che si intitola Daily Dad. Every Dad Needs a Little Helps. Allora ti fermi un attimo e ti dici: Va bene essere curiosa di tutto, trasversale, interessata alle questioni del mondo ma: non sono un papà, non ho un figlio piccolo e soprattutto, per me mamma plurifiglio ormai attempata, le questioni che affronta sono banali. Forse questa posso anche non leggerla!. E in un clic la abbandoni.
  2. Le newsletter sono un serbatoio di notizie. Se le selezioni bene, possono essere utilissime per trarre ispirazioni per post, articoli, tue newsletter. Per scoprire dati, nuove applicazioni, storie magnifiche. Leggere una newsletter è come fare mille viaggi: nelle vite degli altri, nella tecnologia, nelle generazioni X, Y, Z, nella moda. Anche per trovare soluzioni di arredo per la tua casa. Una delle mie preferite sull’argomento è quella di Houzz. C’è speranza per tutti, per migliorare una casa tristanzuola. Ma attenzione, io dopo aver visto la trasformazione di un box auto in abitazione, in Liguria, mi ero fissata nel voler comprare un box e fare la stessa cosa. Fortuna che la lettura delle newsletter non mi ha lasciato il tempo per cercare il box auto.
  3. Le relazioni. Mi è capitato, per tre volte, di scrivere ai creatori di una newsletter. Una persona non mi ha risposto (e non dirò chi è), le altre, uomini, mi hanno risposto. Non che siamo diventati amiconi, certo, però abbiamo instaurato una relazione, e anche questo è importante, qualunque lavoro tu faccia. Se stai sul web e lo usi per farti conoscere, è utile avere delle relazioni, seppur virtuali. Come dico sempre, nella vita non si sa mai.
  4. Le visioni degli altri. Ci sono argomenti che scopro leggendo, lontanissimi dai miei interessi e dalle letture che solitamente faccio. Quelle newsletter sono una finestra su altri mondi. Ci sono cose che non capisco fino in fondo, lo ammetto, su alcune devo tornare, devo applicarmi per comprendere, e questo rende tutto ancora più ricco.
  5. La scrittura. A ciascuno la sua. Sì, io sono ossessionata, appassionata di scrittura, dunque immergermi in stili, strutture, semantiche differenti, mi affascina. Leggere tanto, anche newsletter, aiuta a immergersi in strutture di testo molto diverse fra loro. Ci sono scritture sincopate, altre più fluide, alcune ironiche, altre leggere, altre ancora molto serie. C’è chi utilizza gif, chi illustrazioni, chi solo testo, chi dati e numeri, chi grafici, chi veri muri di testo, eppure si fa leggere. E poi, quei piccoli capolavori che sono i microtesti: dall’oggetto della mail alla call to action, inserita nel mezzo del testo, come fa Il Post. Infine, i saluti finali, sempre suoi, tutti diversi, tutti bellissimi, guarda anche tu:

Insomma, se Parigi val bene una messa, il venerdì mattina val bene la lettura di qualche newsletter.

Ça va sanse dire!

Raffaella Ronchetta

Aiuto i liberi professionisti, associazioni e piccole aziende a raccontarsi online e off line. Attraverso la scrittura, l'ufficio stampa, le pr e un'insana curiosità. Che mi porta a voler sapere sempre qualche cosa in più. Amo scovare le storie che stanno dietro alle persone.

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