Delegare e collaborare: da persona a persona, una prospettiva diversa

Quando penso alla parola collaborazione penso alle persone che vorrei avere intorno e che possono aiutarmi e supportarmi nel mio lavoro; sono le persone con cui mi piace lavorare fianco a fianco per andare nella stessa direzione, delle quali mi fido e alle quali posso delegare parti del mio lavoro.

Da quando ho avviato la mia attività di assistente virtuale nel 2014 mi sono abituata a pensare in termini di collaborazioni. Collaboro con i miei clienti, collaboro con il webmaster, collaboro con il mio commercialista.

Le collaborazioni sono fatte tra persone e le persone sono delle risorse preziose. Collaborare per me significa crescere.

Collaborare per crescere significa anche saper delegare e saper portare a termine i propri compiti in modo produttivo ed efficace.

Collaborare con i clienti

Se sei una freelance, una libera professionista e hai un business che funziona è perché hai dei clienti che ti pagano in cambio delle tue prestazioni professionali. E questo, sarai d’accordo con me, non fa una piega.

Per me però c’è una grande differenza tra dire “lavoro per quel cliente” e “collaboro con quel cliente”. Dire semplicemente che stai lavorando per qualcuno rende il rapporto lavorativo più simile a una subordinazione, un rapporto in cui ci sei tu da un lato e l’altra persona da un altro.

Collaborare invece con qualcuno mette l’accento su un modo di lavorare diverso, quello in cui due o più persone svolgono delle mansioni per riuscire a raggiungere insieme un obiettivo.

Abituarci a identificare i nostri clienti prima di tutto come persone e poi come partner con cui collaborare è quello che può fare la differenza nel modo di fare il nostro lavoro e di trovare i nostri clienti.

Clienti collaborativi

Dall’altra parte un cliente che ci sceglierà come collaboratrici saprà di aver trovato una persona su cui può contare, che prenderà a cuore il suo business e che è motivata a supportarlo.

I clienti che cercano un collaboratore e lo considerano come tale sono persone che hanno voglia di condividere la storia della loro attività, di mettersi in gioco e che raramente vogliono avere l’ultima parola.

Considerano il collaboratore come un loro pari con competenze ed esperienze diverse dalle sue. Questa diversità lo porta a condividere e accettare consigli e spunti con e dall’altro.

Cosa puoi delegare

Delegare significa far fare qualcosa a qualcun altro fidandosi del risultato. In un business ci sono tantissime cose che si possono delegare. In linea generale sono le attività che ci portano via più tempo, che non ci piace fare, che non siamo capaci di fare o che non ci riescono particolarmente bene (non siamo mica tuttologhe!).

Io ad esempio ho delegato alla mia assistente l’esecuzione delle mie fatture, alcuni invii di email, l’aggiornamento dati di alcuni file di analisi che mi serve avere sempre sott’occhio e la gestione del mio canale YouTube.

Si possono delegare mansioni semplici come la trascrizione di un testo cartaceo su un file o attività più complesse come lo sviluppo di una applicazione per il tuo e-commerce.

Puoi delegare attività che riguardano varie aree del tuo business: amministrativa, contabile, marketing, customer service.

Tutto (o quasi) è delegabile ad eccezione di quelle attività che richiedono la tua creatività o il tuo intervento diretto o immediato come ad esempio creare un nuovo video corso.

La delega come investimento e non come costo

Quando decidi di delegare qualcosa ad un tuo collaboratore stai guadagnando la risorsa più preziosa che c’è: il tuo tempo. Le azioni e le risorse messe in campo per avere un guadagno sono un investimento.

Anche delegare è un investimento.

Perciò se decidi di rivolgerti ad un’assistente virtuale, di far fare a un web designer l’aggiornamento del tema del tuo sito o di far scrivere a un copywriter gli articoli del tuo blog aziendale stai facendo un investimento.

Pagare un collaboratore perché svolga delle mansioni al posto tuo e riuscire ad avere più tempo per stare con la tua famiglia o per finire quel corso di aggiornamento che desideravi fare è molto diverso dallo spendere dei soldi per comprare le cartucce per la stampante, sei d’accordo?

Come scegliere la persona che fa per te

Potrei solo dirti di affidarti ad un professionista esperto, che abbia delle referenze e che offra quel servizio o prodotto che fa al caso tuo.

In realtà, proprio per quel principio di collaborazione di cui ti ho parlato prima, la cosa che rende una collaborazione davvero efficace è rivolgersi a una persona di cui ti fidi e che abbia una visione e dei valori molto vicini ai tuoi.

Potresti scegliere di collaborare con il freelance più famoso nella sua nicchia o con quel professionista che ti è stato tanto raccomandato da una tua amica ma se a pelle senti che non c’è feeling oppure non condividete gli stessi valori, il risultato non sarà mai efficace al 100%.

È anche per questo motivo che sono convinta che la concorrenza non esiste. A parità di servizi/prodotti offerti da qualcuno c’è sempre il cliente che sceglierà te piuttosto che qualcun altro e viceversa. Ma della concorrenza magari te ne parlerò un’altra volta.

Altri tipi di collaborazioni efficaci

Collaborare non significa soltanto dare o ricevere denaro in cambio di un servizio.

Collaborare ha anche altre declinazioni.

Creare una partnership con un collega (definizione che preferisco rispetto a concorrente) è un ottimo esempio di collaborazione.

Io ad esempio collaboro spesso con altre assistenti virtuali specializzate in attività che io non amo particolarmente svolgere o che hanno delle competenze diverse dalle mie.

Oppure si può anche collaborare con altri professionisti per creare un nuovo progetto. Il blog di c+b è un ottimo esempio di collaborazione tra tante professioniste diverse.

Fare degli scambi con altri professionisti è un’altra forma di collaborazione. A me succede quando chiedo un’intervista a un’altra imprenditrice per il mio podcast ma può essere il caso dei guest post.

Anche gli scambi di competenze (il caro vecchio baratto) sono un tipo di collaborazione efficace.

Audra Bertolone

Amo quello che faccio, perché mi consente di conciliare famiglia e lavoro e di essere una mamma più felice. Faccio l’assistente virtuale, la podcaster e aiuto chi vuole mettersi in proprio lavorando da casa. Nella mia vita parallela sono un’educatrice cinofila. Nel tempo libero cucio, creo e invento.

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