Lo spazio di lavoro è un’occasione per parlare di te e del tuo brand: non sprecarla!

Hai presente quella sensazione strana che ti assale quando entri in certi uffici cupi, angusti, con l’aria densa e pesante? Difficilmente penserai che la tua pratica sarà sbrigata con rapidità, efficienza e cura, a meno che tu non conosca già i professionisti in questione. E invece in quel bellissimo studio luminoso e ordinato, ricco di piante, libri e stampe meravigliose? Oh si, chi lavora lì sa sicuramente il fatto suo!

Ecco cosa significa avere uno spazio che comunica. Vuol dire saper creare un ambiente funzionale, ma anche accogliente e piacevole per chi lo frequenta.

Un ambiente capace di trasmettere i valori del brand per il solo fatto di essere così com’è.

Cos’è uno spazio?

Facciamo un passo indietro. Cos’è uno spazio? Una piazza è uno spazio. La tua casa, lo studio, la bottega sono spazi. Ma anche un sito web è uno spazio: uno spazio virtuale dove creiamo percorsi per i nostri utenti, per fargli trovare ciò che cercano, ma soprattutto quello che noi vogliamo fargli trovare.

Anche un volantino o un poster sono degli spazi, in cui diamo delle informazioni organizzando immagini, parole e titoli per guidare lo sguardo di chi legge. Tutti questi spazi hanno una cosa in comune: devono entrare in relazione con persone o cose per esistere.

Lo spazio è relazione: tra pieni e vuoti, tra dentro e fuori, tra parole e silenzio, tra la sua essenza fisica e la nostra presenza. Lo spazio può essere fisico o virtuale, e ha senso quando diventa luogo di incontro e connessione, spazio del gesto. Lo spazio diventa concreto quando ci relazioniamo con lui, quando ne facciamo esperienza e lo percorriamo.
Sto parlando di scambio, di connessione…di comunicazione.

Ma allora, se curiamo in modo maniacale la nostra identità visiva, il nostro sito, i profili social, perché spesso non ci prendiamo la stessa cura degli spazi in cui viviamo e passiamo molte ore al giorno? Spazi in cui magari accogliamo i nostri clienti, facciamo delle skype call o registriamo video.

Perché quando progettiamo gli elementi della comunicazione facciamo attenzione all’equilibrio delle forme, ai colori, ai pieni e ai vuoti, al messaggio, al layout, all’usabilità, e non facciamo altrettanto con gli spazi fisici?

L’abito fa il monaco: il tuo spazio parla di te e del tuo brand

Non mi stancherò mai di dirlo: anche lo spazio fisico comunica, e può trasmettere emozioni e sensazioni molto più forti di un sito o un volantino, solo che spesso non siamo allenati a percepirle.
I materiali e i colori che scegli danno un’idea di te e del tuo posizionamento, così come la disposizione degli arredi, l’ordine e la pulizia.
Lo scopo è lo stesso dell’identità visiva: rendere visibili i valori che caratterizzano e definiscono il tuo Brand, e che solitamente sono immateriali e intangibili.

Quante volte hai pensato che quel bel negozio in centro, minimal e illuminato in modo teatrale, con poche cose esposte e arredi in marmo e legno, avesse capi dal prezzo inarrivabile e non ci sei mai entrata? E invece no, aveva solo una titolare con molto buon gusto, ma che ha calcolato male la percezione nelle potenziali clienti! Materiale “ricco” ed elegante = prodotto costoso. È un pensiero inconscio, non possiamo farci niente.

Io lo so cosa stai pensando: “Tanto io lavoro da casa, sul tavolo della cucina, non ho spazio per uno studio tutto per me. Il laboratorio è in un angolo del salotto, fai presto a parlare tu!”.

E allora ti apro le porte dei casa mia, dove lavoro: una mansarda di 80 mq. Un figlio, un marito, un cane e due stanze. Il mio spazio di lavoro? Eccolo qui, in corridoio, tra il frigo e un armadio a muro. Non ci accolgo i clienti, ma nella mia sala luminosa capita di fare riunioni con delle colleghe. Oppure di fotografare il “dietro le quinte” delle mie giornate. Qui c’è tutto quello che mi serve: un piano di lavoro delle giuste dimensioni, una seduta ergonomica, una libreria con raccoglitori per i miei appunti e libri di consultazione, una lampada di design, foto e illustrazioni che mi ispirano e mi fanno lavorare bene e alcune delle mie amate piante. Ogni elemento racconta qualcosa di me.

Il mio spazio di lavoro in casa

Questo invece è il Milky Way Lab di Ida Interior Lifestyle: il suo studio creativo, che ha deciso di mettere a disposizione di altri creativi come lei. Ilaria è fotografa di interni, stylist e appassionata di design nordico. In questo spazio la palette del suo logo diventa tridimensionale: tutto qui dentro richiama al suo brand e al design nordico. Lo spazio è accogliente, delicato, e ben organizzato per zone e funzioni.

milky way lab di ilaria chiaratti
Il Milky Way Lab di Ida Interior Lifestyle / Foto di Ilaria Chiaratti

L’ultimo esempio sono gli uffici di uno studio di progettazione: qui lavorano architetti e designer che ingegnerizzano arredi di lusso per progetti internazionali. E direi che la pulizia e il rigore dello spazio, così come la linearità della libreria che divide aree con diverse funzioni, raccontino molto della precisione e dell’attenzione a ogni minimo dettaglio costruttivo.

Gli uffici di FStudio a Cittadella (PD)

Crea il tuo spazio di comunicazione

La bella notizia è che non serve per forza essere architetti, a volte bastano buon senso e un pizzico di gusto. E sapere esattamente chi sei e cosa vuoi raccontare di te e del tuo lavoro.

Prendiamo spunto dai progetti che abbiamo visto. Ecco cos’hanno in comune:

  • Ordine e pulizia. Il fatto che tu faccia un lavoro creativo c’entra poco con tazze e tazzine sporche in giro, fogli sparsi, documenti in disordine e polvere! È difficile sostenere che sei precisa e attenta ai dettagli se poi non ricordi dove hai messo gli appunti dell’ultimo incontro con il cliente…
  • Uno studio dei percorsi, e una disposizione degli arredi sensata.
    Pensa ai tuoi spazi esattamente come pensi al percorso del cliente negli altri strumenti di comunicazione, e rendilo tridimensionale!
    Cosa vede il tuo cliente quando gli apri la porta? Dove e come gli offri il caffè? Tazzina o bicchierino in plastica? C’è un divanetto per dialoghi informali o si siede alla scrivania con te? È un ambiente in cui è piacevole stare e in cui si vorrebbe tornare? La luce è giusta? E l’acustica? E se invece fai solo skype call: cosa si vede alle tue spalle?
  • L’uso del colore.
    Probabilmente hai un’identità visiva ben definita: perché non riprenderla anche nell’ufficio? Non dico di riprodurre la tua palette su tutte le pareti, ma di giocare con tessuti e accessori che richiamino la tua identità visiva: tende, cuscini, raccoglitori, scatole, quaderni, poster. Pochi dettagli ben curati.
  • I profumi e gli odori. L’olfatto è un senso sensibilissimo, ed è molto legato alla memoria. Non possiamo saperlo, ma io voglio immaginare che quei bellissimi spazi di Pinterest sappiano di aria buona, di fresco e pulito. Un odore sgradevole non è mai un buon inizio. Quindi cambia spesso l’aria, che fa bene anche al tuo benessere, e cerca magari una profumazione naturale (non chimica) che ti piaccia e ti rispecchi. Mai troppo forte, mi raccomando!
  • E per finire: Piante piante piante! Le piante sono sempre una buona idea: arredano, mettono di buonumore e purificano l’aria. Scegli quelle giuste per il tuo ambiente, che vederle mezze morte non è un buon messaggio in termini di cura e attenzione.

Bastano davvero pochi accorgimenti per cambiare aspetto al tuo spazio di lavoro: provare per credere!

Nadia Panato

Credo che ognuno di noi abbia una storia che merita di essere raccontata e lavoro per fare uscire allo scoperto tutto il bello che c’è nelle aziende e nei progetti che mi entusiasmano. Lo faccio progettando spazi di comunicazione, reali o digitali, fatti per le persone: accoglienti, stimolanti e chiari. Spazi in cui è piacevole stare, perché ci ricordiamo sempre dei luoghi in cui siamo stati bene.

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