LinkedIn: quattro consigli pratici, una provocazione e un invito

Lo scoutismo è per tutti, non tutti sono per lo scoutismo. Mi dicevano così, all’epoca. Il messaggio era chiaro: se decidi di entrare nel grande gruppo scout dovrai accettarne il metodo, le regole, i valori e di conseguenza le attività. È un impegno, è un percorso di crescita e, ribadisco, un metodo ricco di valori.

Non è indispensabile fare scoutismo per crescere. Anzi. Se però vuoi essere uno o una scout accogli la costellazione di attività e modi con cui si esprime.

Oggi mi trovo a ripetere la stessa frase quando parlo di LinkedIn: “LinkedIn è per tutti, non tutti sono per LinkedIn”. Che LinkedIn è quel social network in cui “bisogna esserci” ma poi non piace, non ce lo sentiamo addosso, non capiamo bene come funziona, non ci è chiaro cosa scrivere, come e quanto.

In questo articolo troverete quattro indicazioni pratiche per capire come stare bene – in modo consapevole, piacevole ed efficace – dentro LinkedIn e uno stimolo finale per aiutarvi a decidere se usare questa piattaforma, perché non è indispensabile essere su LinkedIn, ma se volete esserci è giusto fare le cose fatte bene (frase da ingegnere, lo so, sono rabbrividita pure io).

1. Scegliete il vostro tono di voce senza dimenticarvi di dove siete

Considero LinkedIn come una piazza: un luogo dove persone accomunate da qualcosa si incrociano, incontrano, sfiorano o si guardano da lontano.

Ogni Social Network è una piazza diversa. Ci si va preparandosi in modo diverso perché quello che accomuna le persone è di volta in volta diverso e, senza rinunciare o tradire la propria identità, intelligentemente, ci si adegua alle diverse piazze che si frequenta.

L’intelligenza è la capacità di adattarsi al contesto (dinosauri docet). L’integrità è ciò che si ha dentro, la consapevolezza della propria identità che consente di spostare di volta in volta il proprio peso senza sbilanciarsi e cadere.

Su LinkedIn è utile adottare un tono di voce che vi renda riconoscibili e che dica qualcosa di voi per come siete oltre che per quello che fate. Un uso piatto della scrittura farà annegare i vostri contenuti in un mare di post e articoli che sgomitano per emergere.

Osate ma sempre rispettando il contesto, evitando i gattini, le foto di famiglia, selfie ricorrenti, contenuti troppo leggeri, i buongiorno e buonanotte e ogni forma di occhiolino gratuito.

I miei suggerimenti:

  • Identità
  • Sostanza
  • Coerenza
  • Costanza
  • Presa di posizione

2. Cosa non lasciare al caso sul vostro profilo

Tre campi da curare con attenzione, cura, sperimentazione e quindi anche tempo:

  • Foto
  • Headline
  • Riepilogo/informazioni

Foto

Parto dalla foto evitando di ripercorrere cose già dette e di buon senso ma condividendo invece un’informazione importante: chi entrerà nel vostro profilo potrà non leggere niente di ciò che con amore e sudore avrete scritto ma è certo che guarderà la foto. Vi ho convinte? Spero di sì.

A cosa serve la foto su LinkedIn? A renderci riconoscibili come persone. A dare un volto a un profilo e a riconoscerci a un evento, a un colloquio, per strada. Nessun romanticismo ma funzionalità, che non significa poca cura, scarsa attenzione alla qualità dell’immagina, sciatteria o riciclo. No. Significa dare di voi un’immagine adeguata al contesto, coerente con il percepito che volete generare e funzionale all’obiettivo di questo spazio.

Ricordate anche la foto di copertina: è lì per essere usata.

Headline

LinkedIn usa il termine “sommario” per definire questo spazio e qualcosa vuol dire: significa che lì siete chiamate a dire molto di più del vostro ruolo.

Ecco cosa sarebbe opportuno dire in questi 120 caratteri (la sfida è importante, lo so):

  • quale problema risolvete
  • chi è il target di riferimento
  • il vostro elemento differenziante
  • il vostro ruolo

Il ruolo ha senso scriverlo a beneficio di chi cerca professionisti che fanno ciò che fate voi e che nel farlo userà parole chiave e job title che definiscono esattamente quella professione.

Riepilogo

L’area del Sommario/Informazioni è la vostra sales page. Non dovete ripercorrere il vostro percorso ma esplicitare le competenze e parlare ai possibili clienti spiegando come potete aiutarli. Ricordate di inserire un link per portare fuori da LinkedIn chi vi legge: al sito, al blog ma meglio sarebbe a una landing page.

Per chi lavora come dipendente: usate questo spazio per mettere a fattor comune tutte le esperienze maturate e sintetizzare le proprie capacità, provando anche a trasmettere lo stile e la personalità con cui vi approcciate al lavoro. Qui lo spazio è più ampio, 1200 caratteri.

3. Contenuti: post o articolo?

Su LinkedIn avete due macro possibilità quando decidete di pubblicare qualcosa: il post o l’articolo.

Il post:

  • è più visibile nell’immediato
  • nel tempo si perde e non è possibile ripescarlo
  • è limitato nel numero di caratteri a disposizione
  • la formattazione va create con l’uso degli spazi bianchi e di simboli grafici
  • è più visibile se usate solo testo
  • richiede meno tempo (ma va pur sempre pensato e curato)
  • può contenere degli hashtag

L’articolo:

  • ha una visibilità minore rispetto ai post
  • viene archiviato sul vostro profilo e resta sempre a disposizione
  • non ha limiti di spazio
  • può essere formattato in modo accattivante
  • è indicizzato da google
  • vi permette di avere una piccola piattaforma di blogging dentro LinkedIn
  • richiede più tempo

Il mio consiglio: i post alimentano con costanza e ricorrenza i vostri contenuti e rappresentano la vostra conversazione all’interno della piattaforma. Gli articoli vi permettono di approfondire un tema dando profondità alla vostra opinione o conoscenza.

4. Networking: disinvolte ma non spudorate

LinkedIn funziona per gradi di vicinanza: i contatti possono essere di primo, secondo e terzo livello. Non avete bisogno di una folla affamata ma di persone che vi seguono e vi reputano credibili e significative in un determinato ambito di competenza.

Rispetto a Facebook, qui è importante allargare la base dei contatti intercettando soprattutto persone che non vi conoscono: sono i vostri potenziali clienti o i collegamenti di potenziali clienti.

Altrettanto importante è curare come gestite la richiesta di contatto: avete a disposizione uno strumento per personalizzare le vostre richieste, usatelo con consapevolezza. Sono la prima che talvolta lancia inviti non personalizzati, ma quando agisco con un obiettivo ben chiaro, faccio il possibile per non lasciare niente al caso e mi prendo il tempo che ci vuole per cercare e trovare le parole giuste.

  • ampliate il network con disinvoltura includendo più che escludendo e considerando che un contatto porta con sé potenzialmente anche i suoi contatti
  • sfruttate bene la richiesta di contatto e il sistema di  messaggistica di LinkedIn: aboliti i messaggi automatici e preimpostati per chiedere contatto e ringraziare del contatto e ancora più attenzione quando il contatto è prezioso.

E infine: ma voi siete fatte per LinkedIn?

Prima di cimentarvi in tutto quello che ho scritto finora, la riflessione è obbligata:

  • stare su LinkedIn non dev’essere un copia-incolla di contenuti realizzati per altri social network
  • LinkedIn non è un CV on line
  • non è un posto dove bisogna esserci per forza

L’efficacia della vostra strategia di comunicazione non collasserà se deciderete consapevolmente di non esserci per sfruttare bene altri canali. Al contrario, inciderà negativamente sulla vostra immagine avere un profilo poco curato, abbandonato, con 150 contatti e nessun contenuto.

Quindi, come scegliere se esserci o no? Gli step sono due:

  1. rispondete a una domanda: su LinkedIn ci sono i vostri clienti? Semplice, lineare, immediata: se la risposta è sì, ha senso esserci perché significa che ci troverete un pubblico rilevante a cui parlare
  2. voi siete per LinkedIn? È coerente con la vostra strategia comunicativa? Potete adattare o costruire il vostro tono di voce, i contenuti adatti, un profilo adeguato per stare su LinkedIn divertendovi?

Questa è la vera sfida. Perché io agli scout mi divertivo da morire e anche su LinkedIn.

Se vi va di approfondire insieme il mondo di LinkedIn per aumentare l’efficacia della vostra presenza su questa piattaforma e per scoprire ciò che qui non sono riuscita a scrivere, potete trovare i miei suggerimenti e altro ancora nel corso on line su LinkedIn che ho realizzato per il Digital Update.

Roberta Zantedeschi

Recruiter e formatrice. Passo gran parte del mio tempo a leggere CV, a fare colloqui e a cercare il giusto incastro tra le esigenze delle aziende e le aspirazioni di chi cerca un (nuovo) lavoro. Freelance convinta, mamma e compagna come meglio posso, blogger incostante ma presente.

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