Come gestire il flusso editoriale di un blog multiautore/Parte I

Negli scorsi mesi ho avuto il piacere di andare a raccontare il dietro le quite di C+B a due conferenze, in Francia e in Florida.

Ho pensato di farne un sunto qui, a puntate, per raccontare anche alle lettrici del nostro blog cosa sta dietro alla nascita di ogni articolo.

Ecco quindi la prima parte, dove ti racconto i plugin e gli strumenti che usiamo.


La gestione dei ruoli

Il cuore di un blog multiautore sono appunto gli autori, nel nostro caso le autrici 😍

A oggi su C+B ci sono 85 utenti: uno è lo sviluppatore che ci aiuta un po’ dietro le quinte, ma le altre 84 sono donne che hanno scritto almeno una volta su questo blog (grazie!!!).

Per gestire i livelli di accesso degli utenti usiamo un plugin che si chiama “Members” che dà la possibilità di assegnare “capabilities” più granulari rispetto alla gestione standard degli utenti offerta da WordPress stesso.

Screenshot del plugin Members
Come si presenta una schermata del plugin

Nel sito ci sono:

Amministratori

Sono le autrici che hanno accesso a tutto il sito, possono modificarlo, aggiungere plugin, temi, ecc…

Editori

Sono le autrici della redazione tecnica, possono fare tutto quello che fanno gli Amministratori tranne aggiungere plugin, temi, modificare la dashboard.

Autori

Sono le 12-15 autrici che scrivono su C+B nella stagione attuale: possono caricare il proprio articolo, immagini, ma non modificarlo dopo la pubblicazione

Sottoscrittori

Sono le autrici che hanno scritto in passato e al momento sono inattive. Possono solo modificare il proprio profilo utente

Perché personalizzare i ruoli?

Il primo motivo è di tipo editoriale: come ti racconterò nella prossima puntata, ogni articolo viene letto e valutato da un gruppo di persone. Le autrici non più attive possono sempre chiedere di fare modifiche ai propri articoli, ma con la supervisione di una delle nostre senior editor. Questo è importante per garantire qualità e coerenza: abbiamo modificato parecchi articoli in realtà, tutti su richiesta dell’autrice o perché a insindacabile giudizio della founder (me medesima) il contenuto non era più valido per il nostro blog.

Il secondo motivo è la sicurezza: meno utenti con accesso “Amministratore” o “Editore” ci sono, più la superficie di attacco per gli hacker si restringe, rendendo più sicuro il sito.


Il calendario editoriale

Ora che abbiamo le autrici, dobbiamo tenerle occupate!

Il processo inizia con carta e penna. Non importa quanti strumenti a disposizione ci siamo per fare queste cose online, io uso lo stesso sistema dal primo giorno, e lo usavo anche prima per il mio blog.

Stampo un tot di mesi vuoti da Google Calendar, di solito settembre-dicembre (la prima parte dell’anno di pubblicazione) ad agosto e gennaio-giugno a dicembre.

Poi faccio una lista delle autrici attive in quella stagione, dopo averle contattate per sapere se vogliono continuare a scrivere, e le incasello nei vari giorni in base alle loro disponibilità: ci sono autrici che scrivono quattro volte l’anno, altre scrivono di più, altre di meno.

Una volta che il calendario di carta è riempito e ha senso, lo passo su Trello in modo che tutte possano consultarlo quando ne hanno bisogno.

Screenshot del calendario editoriale su Trello


Come comunichiamo

Per parlarci usiamo gruppi Facebook. Ce ne sono due:

  • Redazione tecnica: qui ci sono tutte le persone che in qualche modo sono coinvolte nella gestione di C+B, delle sue pubblicazioni, dei social. Di queste valorose parlerò nel prossimo articolo!
  • Collaboratrici: qui ci sono tutte le autrici attive in questa stagione.

Per un po’ ho provato a convincere tutte a venire su Slack, che io uso per lavoro, ma alla fine poche si sono appassionate, quindi siamo tornate su Facebook.

I gruppi sono fondamentali per la comunicazione veloce: spesso ci consultiamo a vicenda su quali argomenti trattare, quale taglio dare all’articolo, ecc… Ma anche “sono in ritardo, c’è un articolo pronto per sostituirmi?” – prova a dire chi è la più grande utilizzatrice di questa formula 😇


Come è fatto C+B: il sito vero e proprio

C+B usa Genesis Framework come base, un framework che si pone sopra WordPress e che ha un serie di opzioni aggiuntive.

Come hosting usiamo SiteGround, l’azienda con la quale collaboro, che gentilmente ci offre spazio sui propri server.

Sempre di SiteGround usiamo SG Optimizer, un plugin che ottimizza le prestazioni del sito e infatti abbiamo notevolmente migliorato la velocità  di caricamento.

E poi:

  • Akismet, per proteggerci dai commenti spam
  • Authors Avatar List, per creare la pagina “Chi Siamo” con tutte le nostre faccine. Non sono soddisfatta di questo plugin, ha una serie di problemi che lo rendono molto pesante (non entro nei dettagli tecnici ma scrive robe nel database che non dovrebbe). Ce ne siamo accorte quando il sito è stato bloccato per aver sforato nell’utilizzo delle risorse 🤦‍♀️È nella to-do list di cose da migliorare
  • Edit Flow, ne parliamo la prossima volta, quando ti racconto del flusso editoriale vero e proprio, il nostro fiore all’occhiello
  • Genesis Translation, per tradurre l’interfaccia Genesis, nel pannello di controllo e nel sito stesso
  • Jetpack, per i pulsanti di condivisione a fondo post e gli articoli correlati. Nel redesign del sito (prima o poi eh…) li toglierò: vengono usati pochissimo e usano risorse del server che possiamo anche risparmiarci.
  • Simple Social Icons, per mettere le iconcine social nella barra laterale e nel footer. Anche questo verrà rimosso, si può fare con immagini svg e un link.
  • Yoast SEO, il plugin per la SEO più amato dalle cpiubers 🙂

E siccome ne ho ancora tantissimo da raccontare, come si dice? Ci vediamo alla prossima puntata!

Francesca Marano

Sono la WordPress Community Manager di SiteGround. Faccio parte del team Community di WordPress e prendo parte a numerosi eventi WordPress in tutto il mondo. Sono una speaker entusiasta e appassionata e potete trovarmi in Italia o in giro per il mondo a parlare di WordPress, community, open source, donne e tecnologia, piccole imprese C+B è il mio "progetto di una vita", è nato per aiutare, divulgare e condividere, perché penso si debba essere generosi con le proprie competenze.

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