Slide efficaci e persuasive: alcuni suggerimenti

Quando parlo di slide, memorabili ed efficaci, mi trovo a dover rispondere ad alcune domande ricorrenti. In questo post vorrei raccoglierle e provare a dar loro una risposta il più possibile completa. Spero di riuscirci!

Ma tu, che programma usi per fare le slide?

Personalmente uso Keynote perché lavoro con un Mac. I miei clienti, soprattutto le aziende, mi chiedono di sviluppare le presentazioni in Power Point e nel corso di questi anni ho anche usato altri strumenti o un mix degli stessi per sviluppare progetti articolati e complessi.

Nel design come nelle presentazioni, continuo a pensare che la cosa importante non sia lo strumento, ma lo sviluppo del progetto. Ci sono alcune domande a cui bisogna darsi una risposta prima di aprire Power Point:

  • l’obiettivo della mia presentazione: che cosa voglio?
  • il pubblico: che cosa vuole?
  • il problema: come posso risolverlo al pubblico?

In una presentazione (e mi riferisco ad esempio ai TED Talk), se lo speaker riesce a sostenere il discorso senza far abbassare l’attenzione del pubblico, possono anche non esserci le slide (e lo scrivo io che le faccio, pensa te!). Per cui non focalizzarti sullo strumento ma progetta, ma spendi il tuo tempo sulla struttura, i contenuti e la delivery.

Che formato devono avere le slide?

I formati principali delle slide sono i seguenti il 16:9 conosciuto come ‘panoramico’ per la diagonale molto orizzontale oppure il 4:3 ‘il super classico’, un formato con una diagonale più quadrata. Ultimamente il trend è di usare il 16:9 che ha di gran lunga superato il 4:3. Come spesso accade non c’è la risposta giusta, ma se segue un ragionamento qualsiasi scelta sarà corretta:

  • se devo creare uno slide doc, una presentazione con contenuti auto esplicativi e tanti testi e dati a corredo, credo che mi orienterei sul 4:3. Consente una maggior leggibilità se stampata e anche una slide tecnica vive bene al suo interno
  • se ho l’esigenza di creare una presentazione proiettata sul video, con lo speaker che la sostiene, mi muoverei su un 16:9, è più arioso e cinematografico. Perfetto per le presentazioni emozionali.

Ma sulla copertina, che cosa ci devo mettere?

Spesso la copertina fa perdere un sacco di tempo che si può impiegare in modo più proficuo. Quante volte ci troviamo a fare le slide all’ultimo secondo? Ecco, la copertina non è una slide prioritaria, su questo sono d’accordo al 100% con Anna Covone.

Se sei invitata a fare un intervento in un convegno molto spesso la copertina viene fornita dagli organizzatori con il logo della manifestazione. Il compito è mettere gli elementi in modo equilibrato e leggibile:

  • il titolo
  • il nome del relatore (il tuo) e dei coautori del progetto (se ci sono)
  • luogo e data
  • il tuo logo

Se invece parli a un evento tutto tuo? Allora puoi cercare di fare qualcosa di più mantenendo gli elementi di cui sopra e pensando sempre che quello che si porterà a casa il tuo pubblico non sarà comunque in copertina.

Quanto dev’essere lunga la presentazione?

Se la presentazione è di supporto a un pitch può essere utile partire dalla regola di Guy Kawasaki del 10/20/30. Secondo Guy Kawasaki il giusto mix per una presentazione persuasiva è questo:

  • 10 slide: è il numero ottimale di slide perché un essere umano non può comprendere più di 10 concetti in un meeting.
  • 20 minuti: è il giusto per raccontare le slide, in più sommate anche il tempo dedicato alla discussione. In pratica sono due minuti a slide. Io calcolo 1 minuto a slide, a volte faccio un po’ fatica a parlare per due minuti su una slide.
  • 30 punti il font: è una provocazione per dire che le slide devono essere leggibili. Dalla prima all’ultima fila.

Con che slide inizio?

L’apertura è una delle parti fondamentali della presentazione: è in quei primi minuti che il tuo pubblico sceglierà se seguirti o meno. Se hai un pubblico prigioniero sono veramente di vitale importanza. Alcune idee utili per iniziare possono essere:

  • domanda: una domanda può essere utile perché fa riflettere il pubblico e suscita aspettativa. Una declinazione della domanda può essere: problema -> soluzione. Apri con il problema es esponi le conseguenze dalla mancata soluzione del problema, concludi con la soluzione.
  • shock: apri la presentazione con un’affermazione che va contro lo status quo, crea una reazione emotiva nel pubblico (momento di rottura) e poi accompagnalo verso la tua idea
  • aneddoto: inizia con una storia personale che contribuisce a creare un link tra te e il pubblico; le persone si riconoscono nelle storie, le ricordano e visualizzano il racconto
  • storica: è una struttura semplice che segue lo scorrere degli eventi dal più remoto al più recente. Lineare e facile.
  • step by step: utilissima quando devi spiegare un progetto. Ad esempio uno storyboard semplificato potrebbe essere: contesto -> brief -> sfida -> proposta -> soluzione -> metodo -> risultati attesi -> piano di lavoro -> prossimi passi.

Sarai poi tu in base al tuo discorso e al tuo pubblico a scegliere l’apertura che ritieni migliore.

E per chiudere? Scrivo grazie?

A differenza della copertina, l’ultima slide è importante. Anzi, secondo me è importantissima. Se fai uno speech davanti a un pubblico, la fase di discussione sarà fine, quindi l’ultima slide rimarrà on air più a lungo delle altre. Non scrivere grazie, dillo a voce anche con un mini inchino da balletto classico se ti va, poi aspetta gli applausi scroscianti e i fiori. E in ultima battuta chiedi: ‘Domande?’.

Alcune proposte:

  • summary: se la presentazione prevede un vero e proprio dibattito è importante visualizzare i punti salienti trattati nelle slide
  • call to action: l’obiettivo della presentazione è quello di far fare qualcosa al tuo pubblico? La call to action dev’essere espressa chiaramente nell’ultima slide
  • give away: se lo speech è ispirazionale, la frase, il concetto da portare a casa deve essere presente nell’ultima slide. Questa tecnica viene usata spesso durante i TED Talk.
  • keep in touch: la mia preferita, e come un biglietto da visita! Lascia nome cognome, mail, social, altro: è sottovalutata ma secondo me potrà diventare come la pagina 404 dei siti. Ha un grande futuro!!

Queste sono le domande più frequenti, se ne hai delle altre sono disponibile ad affrontarle insieme. Scrivimi!

Sono sicura che una buona presentazione può cambiare il mondo!

Marie Louise Denti

Ciao! Sono Marie Louise Denti accompagno le imprese a trovare la loro identità visiva: progetto strategie di comunicazione concrete ed essenziali. Visual e slide designer: una vera e propria Slide Queen. Con entusiasmo. E bon fait.

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