La carta è un alleato, conoscila meglio

Spesso si dice che la carta è metà del design perché la personalità della carta si fonderà con i caratteri, i colori, l’odore dell’inchiostro, le finiture: la scelta della carta giusta è una parte importantissima di un progetto creativo.

Non entrerò nei dettagli della storia della carta, nata in oriente e poi arrivata in Europa, mentre ad altre latitudini ci sono stati tipi diversi di materiali considerati carta anche se non nati dalla cellulosa, come la carta che usiamo oggi. Ma questa volta parleremo di altre cose.

Come scelgo la carta per il mio progetto?

Naturale o trattata

Ci sono moltissimi materiali dai quali ottenere superfici stampabili: il papyrus, dall’albero di amate, dal cotone, ecc. La carta più usata in Europa è prodotta a partire dalla cellulosa, sostanza ottenuta dagli alberi. E ci sono almeno due grandi gruppi di carta: naturale e trattata, la prima (o usomano) è quella che usiamo quotidianamente  nei quaderni o nelle stampanti di casa, non ha finiture particolari e non è sempre completamente bianca (dipende molto dal processo di sbiancamento) e ha una texture liscia anche se  non come le carte patinate. Invece la carta trattata è quella che ha subito un processo per ottenere altre caratteristiche come le carte goffrate, marcate a feltro o filigranate, che hanno delle texture più riconoscibili, grazie al feltro con cui sono state pressate durante la produzione o dei disegni o di altre greche e simboli incisi nei rulli dove vengono processati i fogli.

Tra le carte trattate ci sono anche quelle patinate. La carta patinata è quella più usata nelle riviste, nei volantini o nelle brochure della pubblicità, perché sono carte molto lisce e sulle quali le foto e le stampe in quadricromia hanno una finitura più simile a quella della carta fotografica, proprio perché la superficie della carta è più regolare e le fibre assorbono meno l’inchiostro lasciando più nitido il colore in superficie e con meno sbavature . Questa carta è mescolata con altri materiali oltre alla cellulosa ed è una carta più economica adatta per progetti di grandi tirature.

Cartone

I cartoni, invece, possono essere usati per l’imballaggio, piccole scatole o supporti: la fantasia non ha limiti. Con i cartoni ondulati, per esempio si possono trovare scatole per fare regali senza ignorare l’aspetto estetico o dei grandi imballaggi per trasportare in sicurezza oggetti fragili, con grande performance e funzionalità.

Prima di cominciare a creare, pensa bene al tipo di carta che ti piacerebbe usare: per scegliere bene devi pensare alla tecnica di stampa che userai, quanti colori e soprattutto che personalità dovrà avere il tuo progetto.

Formati standard

A causa della produzione industriale di carta, della stampa di libri e della proliferazione di pubblicità stampata, per comodità esistono dei formati standardizzati di carta: in Europa usiamo il formato ISO 216 in particolare la serie A (c’è anche una serie B e una serie C, che non usiamo quasi mai) Il foglio iniziale è l’A0 = 841 × 1189 mm. Ci sono altre varianti in altri paesi come la variante giapponese, la variante svedese o il formato usato in alcuni paesi del continente americano e che spesso troviamo nei software delle stampanti di casa, come: letter, legal, tabloid, ecc.

Questa formattazione standard (ISO 216) permette di omogeneizzare e facilitare la stampa, l’impaginazione e le finiture di alcuni materiali prodotti in grandi quantità  perché ci sono macchine predisposte (come le linee di produzione in fabbrica) per piegare, tagliare, incollare, ecc. ed è per questo che tante riviste sono in formato A4 o tanti libri in formato A5 o le locandine sono spesso in formato A3 o A2. Ma se il budget lo permette e le idee sono potenzialmente stampabili, cambiare formato e proporre cose diverse è sempre divertente e creativo, basta fare una chiacchierata con lo stampatore e trovare le giuste soluzione tecniche.

Formati di carta sistema ISO216

Formati di carta sistema ISO216

Formati di carta sistema ISO216

Grammatura

La grammatura è un dato imprescindibile per la scelta della carta, è il peso in grammi di un foglio di un metro quadro di superficie (gr/m2). Questo in teoria significa che più peso ha la carta, e più spessa è, ma in realtà lo spessore potrebbe dipendere anche dalla fibra della carta: più fitta o meno, più leggera o pesante. Esiste anche una formula per calcolare la grammatura della carta ma per fortuna oggi la compriamo già con questa informazione disponibile.

Ma, a che serve sapere la grammatura?

La grammatura ci aiuta a decidere che peso di carta scegliere a seconda dello scopo: per esempio, le carte usomano di solito vanno dagli 80 ai 90 grammi e sono leggere e ideali per scrivere, sono resistenti ma flessibili; se invece si fanno delle cartoline è meglio andare su una carta più pesante, per esempio 250 o 300 grammi. Di solito, più la carta è pesante e più è opaca: questo dato potrebbe essere importante per le riviste che hanno stampe su entrambe le facce del foglio che non deve essere troppo leggero per evitare che si veda la stampa dietro, e non deve essere troppo spesso perché  potrebbe essere difficile da rilegare o anche solo girare le pagine. Per una rivista, io userei 125 o 150 grammi.

È importante trovare il giusto compromesso tra peso (o grammatura) opacità, trattamento, flessibilità e budget.

  • Da 35 a 55 gr: carta molto sottile, tipicamente usata nei giornali e volantini del supermercato.
  • Da 80 a 100 gr: carta usomano, la tipica carta che usiamo nelle stampati di casa, quella dei quaderni di scuola.
  • Da 125 a 150 gr: per gli interni delle riviste, volantini e per alcune brochure.
  • Da 150 a 350 gr.: per brochure di più qualità, trittici o altri formati piegati, potrebbe essere utile anche per cartoline o alcune locandine.
  • Più di 350 gr: per copertine spesse, packaging o alcuni oggetti che hanno bisogno di resistenza perché hanno una struttura tridimensionale.

Spessore

Lo spessore è un dato poco utilizzato per la carta che usiamo più frequentemente: c’è però uno strumento, il micrometro, che ci permette di misurare lo spessore di un foglio di carta in micron (1000 micron = 1mm) ed è utile per lavori molto specifici come un packaging complesso dove ogni piega produce diversi volumi e resistenze. Se il tuo progetto è un lavoro semplice, basta chiedere al tuo stampatore che si occuperà del calcolo.

Il cartone e i cartoncini

Per le carte più spesse o doppie (accoppiate) come il cartone ondulato, lo spessore è misurato in mm (o punti).

Le carte riciclate ed ecologiche

Negli ultimi anni, per fortuna, la produzione della carta viene monitorata sempre meglio: puoi sapere sia la foresta di provenienza e anche come viene gestita questa foresta. Di conseguenza, è facile trovare alcune delle seguente diciture: FSC (misto, puro, riciclato) o PEFC (certificate e certificate-riciclate).

Le carte possono essere divise, a seconda del loro impatto ecologico, come segue:

  • Ecologiche: usano l’ossigeno come sbiancante al posto del cloro, non sono sempre frutto del riciclo (esiste sempre l’abbattimento di alberi). Occhio, quindi: ecologica non è uguale a riciclata
  • Riciclata: prodotta da maceri di carta, potrebbe provenire dalla raccolta differenziata o da rimasugli di altre produzioni, non deriva dall’abbattimento di alberi
  • Mista: carta riciclata che potrebbe avere fino ad un 40% di carta bianca o vergine

Le carte riciclate non sono sempre sbiancate in modo ecologico, anche se molte di loro non sono nemmeno sbiancate: più naturali sono la texture e i colori, meno prodotti chimici sono stati usati. Purtroppo la costante nel processo è l’impiego d’acqua sia per la carta riciclata che per quella vergine, che non fa della carta un prodotto 100% ecologico.

Le carte plastificate che a volte danno al design una finitura “più fine” o “liscia” adatta a certi scopi, così come quella cerata, purtroppo sono materiali che non è possibile riciclare e che producono residui non recuperabili. Sarebbe ottimo cominciare ad abituarci alle finiture matte, opache e non sempre nitide e lisce: le texture hanno il loro fascino e con l’aiuto del design le finiture non lisce si possono renderle più attraenti, a meno che non si tratti di un oggetto con uno scopo diverso, come impermeabile o di protezione.

FSC Forest Stewardship Council

Se hai una risma di carta vicino a te, è molto probabile trovare un simbolo con queste sigle. Il simbolo FSC è un bollino di qualità della carta che certifica l’origine da foreste gestite consapevolmente, con alberi abbattuti ma immediatamente sostituiti da altri alberi giovani, così da garantire il ricambio.

Ci sono diverse qualità:

  • FSC: 100% legno certificato
  • FSC riciclata: solo da ricicli proveniente da legno FSC.
  • FSC mista: legno FSC, FSC riciclata e riciclata normale.

PEFC Programme for Endorsement of Forest Certification

Questo programma invece verifica e attesta che le forme di gestione boschiva corrispondano a determinati requisiti di sostenibilità.

Il simbolo PEFC garantisce che la materia prima legnosa per carta e prodotti legnosi derivano da foreste gestite in maniera sostenibile.

Le carte fatte a mano

In Italia molte aziende producono ancora le carte fatte a mano che spesso contengono cotone, carta vergine e anche carta riciclata, e il pregio sta nella qualità dei materiali, colore, texture e impatto visivo: una carta di cotone goffrato potrebbe essere bellissima per un invito ad un matrimonio ma anche per un dipinto con acquerello, il risultato estetico è sempre strepitoso, mentre stampare una foto su questo materiale potrebbe dare un risultato poco accurato – a meno che non sia giustificato dal design – nonostante la sua alta qualità.

Mia figlia è una fanatica della trasmissione “Com’è fatto” e credo questa sia una delle nostre puntate preferite, ti darà un’idea molto generale del processo della carta, anche se per la produzione industriale la cellulosa è la protagonista e purtroppo c’è molto meno poesia.

Se invece sei interessata a produrre la tua carta, prova a seguire le istruzioni di questo video:

La scelta della carta è sempre molto sottovalutata: spesso si progetta senza pensare a questo dettaglio, invece si dovrebbe pensare alla carta come parte del design. Per agevolare questa scelta, le aziende produttrici e i rivenditori di carta spesso regalano o vendono dei campionari con pezzi di carta nei diversi colori e grammature, a volte stampati per farci vedere il comportamento degli inchiostri su quella superficie. L’uso dei campionari permette di confrontare carte, peso, texture, colori e a volte formati e prezzi. Da alcune aziende potresti ricevere anche campionari di fogli tratteggiati che ci permettono di passare un campione allo stampatore o al cliente.

Campionari di carta

Qui di seguito alcune aziende che mettono a disposizione i campionari di carta che producono o utilizzano nelle loro stampe:

E per i fanatici della carta:

Conosci altre aziende o servizi che lavorano con la carta?

Nydia Cuevas

Sono una graphic designer, mi piacciono le texture; posso perfino fermarmi a fotografare quelle sui tombini stradali. Sono particolarmente attratta dai caratteri tipografici, mi piace vederli, crearli e impaginarli. Amo i vecchi metodi di stampa, la carta e l’odore dell’inchiostro, i torchi, la serigrafia e letterpress.

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