5 tecniche per combattere l’esaurimento

Se non hai mai avuto un esaurimento è un’ottima cosa, di cui essere felice. Ma se ti è capitato, questo post è per te, per dirti che non solo è del tutto normale, ma che è possibile emergere da un esaurimento e ritrovare energia e ispirazione.

In una società di freelance e solopreneur la competizione è altissima, e questo porta con sé evidentemente tante conseguenze positive quante negative. Si può celebrare la voglia di fare, l’ambizione e l’intraprendenza, senza negare che questa propulsione continua, senza controllo, ci porti solo a esaurire le nostre energie in una rincorsa infinita del progetto successivo. Chi si ferma è perduto, rimane indietro sui progetti, non si aggiorna, perde clienti, è tutto vero. Ma la continua spinta in avanti ti consuma inaridendo la tua vena creativa e lasciandoti priva della forza di gestire i progetti, migliorarti e conservare i clienti che hai.

La soluzione come spesso accade è in un equilibrio complesso che puoi ottenere applicando queste cinque tecniche.

1. Comincia a dire di no

Dire di no, rifiutare un progetto, limitare gli impegni extra lavorativi, selezionare con cura i clienti con cui lavorare sono tutti strumenti di controllo attivo a cui puoi fare ricorso per evitare tante delle cause di un esaurimento. Non solo dire qualche no ti permetterà di avere maggiore controllo sulla tua agenda, assumendoti carichi di lavoro sostenibili, ma se lo farai con consapevolezza e metodo ti garantirà anche minori frustrazioni legate a clienti che non apprezzano il tuo lavoro o progetti che non ti danno soddisfazioni.

Sfatiamo subito il mito che dire no al lavoro sia sinonimo di poca voglia di lavorare o ingratitudine in tempi di crisi. Al contrario, avere la lucidità di sapere quando hai il tempo per dedicare a un progetto l’attenzione che merita, e quando il tuo contributo è davvero utile (perché il progetto è in linea con le tue competenze e caratteristiche) è dimostrazione di grande professionalità.

Bando ai sensi di colpa e ai commenti malevoli delle competitor un po’ invidiose, dunque! Creati con cura un elenco di parametri il più possibile misurabili e oggettivi in base ai quali valutare ogni singolo progetto di venga proposto, poi impara a declinare in modo rispettoso ed educato. Per esempio potresti dire “grazie per la proposta interessante, tuttavia non sono nelle condizioni di rendere giustizia a questo progetto. Ti consiglio di rivolgerti a le cui competenze sono del tutto in linea con quanto richiesto e che so essere al momento disponibile”. Vedi? Hai declinato ma non hai lasciato l’altra persona a bocca asciutta. Non solo, hai anche sponsorizzato una collega che magari in questo momento ha bisogno di lavorare (ma fallo solo se davvero pensi sia adatta al progetto), creando le basi per un prezioso senso di community.

2. Cambia aria

Non importa se lavori da casa, è inevitabile associare le sensazioni spiacevoli che si provano in una data situazione al luogo in quella situazione si è verificata. Che è poi anche il motivo per cui ti sconsiglio di crearti un angolo ufficio in camera da letto. Qualsiasi sia il tuo luogo di lavoro, se in questo momento ti senti oppressa dai sintomi di un esaurimento, cambia aria, spostati a lavorare da qualche altra parte. Un ufficio diverso, un bar, un parco, un’altra città se necessario. Ovunque ti sia possibile.

Cambiare lo scenario avrà un duplice effetto positivo:

  1. ti allontanerà dalle sensazioni negative dandoti la possibilità di respirare liberamente,
  2. costringerà la tua mente a un lavoro di adattamento, tenendola in esercizio, e stimolando la tua creatività. Insomma, allevierà la pressione stimolando le tue difese.

3. Modifica le tue abitudini

Proprio come cambiare ambiente, cambiare ritmi costringe il tuo cervello ad adattarsi alle novità. Quando sei bersagliata dallo stress è normale che la mente si trovi come bloccata sulle cause dello stress, per questo modificare le tue abitudini giornaliere, anche in minima parte, può contribuire a distrarti e a dare la scossa al tuo cervello. Non pensare di dover metterti a tavolino a ristudiare da capo la tua routine, non deve diventare l’ennesima cosa che ‘devi’ fare. Al contrario improvvisa. Se un giorno ti svegli prima del solito, invece che aprire le email esci per una passeggiata. Se una sera finisci di lavorare tardi non precipitarti a cena, fermati a guardare il tramonto. Se di norma parcheggi in una certa strada, scegline una diversa. Letteralmente “give yourself a break”, conditi una pausa dai ritmi e dalle abitudini in cui sei scivolata, per riflesso metterai in pausa anche lo stress.

4. Rimettiti al centro

Forse per riflesso della cultura individualista in cui siamo immersi, negli ultimi anni c’è stato un rifiorire di richiami a preoccuparci e occuparci per gli altri, ad essere gentili, disponibili, pronti ad aiutare chi ci circonda. Ma la verità è che abbiamo risorse psicologiche e cerebrali limitate e se continuiamo a farci carico di ogni richiesta di aiuto ci venga dall’esterno non solo ci ritroveremo completamente prive di energia ma soprattutto non saremo più in grado di aiutare nessuno.

Sentire le tue responsabilità nei confronti di chi ami, di chi ti ama, dei tuoi clienti, delle persone bisognose intorno a te è una costante fonte di stress. Non sentirti egoista se te ne rendi conto. Anzi, essere consapevole di quali sono le minacce al tuo benessere è la prima arma per essere in grado di aiutare meglio gli altri.

Prenditi cura di te stessa per poterti prendere cura di tutto il resto in maniera efficace.

5. Fai un piano di battaglia

Per quanto organizziamo ogni singolo aspetto della nostra vita (e sono certa che anche tu fai altrettanto) la maggior parte di ciò che ci succede esula dal nostro controllo immediato. Questa consapevolezza potrebbe portarti a sentirti impotente, rispetto al tuo esaurimento. Be’, lascia che ti dica che questo è invece proprio il momento in cui puoi riprendere il controllo.

Tanto per cominciare puoi identificare le cause del tuo esaurimento con chiarezza. Fermati ad analizzare la tua situazione: magari in questo momento odi il tuo lavoro ma non puoi permetterti di abbandonarlo, o forse i tuoi clienti ti subissano di richieste senza senso. Qualsiasi sia la tua situazione c’è sicuramente qualcosa che puoi fare per modificarla a tuo vantaggio. Mettiti a tavolino a studiare un piano di battaglia ed esamina tutte le mosse in tuo potere, insomma, investi le energie che fino ad oggi hai tenuto intrappolate nella sopravvivenza per lavorare attivamente per uscire da questo stallo.

Non solo avere un piano di battaglia ti offre una concreta opportunità di cambiare la tua situazione, ma ti permette anche di dare uno scopo pro-attivo ai tuoi sforzi. Insomma, non sarai più in difesa contro l’esaurimento, ma in attacco per una vita migliore.

Riassumiamo, ti va? Di’ di no più spesso, cambia scenario, non scivolare troppo nella routine, prenditi tempo per te e poi scendi in guerra contro le cause del tuo esaurimento. Con queste strategie potrai vincere!

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