Come SEO organizzare il tuo sito e il tuo blog

In questo articolo ti spiego come delineare una strategia SEO, ovvero come SEO organizzare il tuo sito e il tuo blog, per far trovare su Google chi ha bisogno dei servizi e dei prodotti che offri.

1. Lo studio keyword

La prima cosa da fare per organizzare il tuo sito è realizzare un ampio studio keyword, mettendoti nei panni dei tuoi potenziali clienti, per capire quali bisogni potrebbero portarli a te.

Per farlo prendi un foglio, virtuale o cartaceo, e scrivi tutte le idee che ti vengono in mente. Per raccogliere il maggior numero possibile di spunti, devi lavorare su più fronti:

  • scrivi liberamente, pensando a come potrebbero trovarti
  • rileggi le mail dei clienti
  • prendi appunti ogni volta che parli con i tuoi clienti di persona, su Skype o al telefono
  • leggi i blog e i forum frequentati dal tuo target, per capire quali sono i bisogni più frequenti, quali le domande inascoltate
  • intervista clienti e amici, per sapere tutto quello che vorrebbero chiederti
  • guarda i siti della concorrenza
  • guarda i siti dei tuoi colleghi all’estero e in particolare negli Stati Uniti
  • utilizza lo strumento “Cerca parole chiave” all’interno dello Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords (devi registrati ma è gratuito)
  • usa lo strumento Completamento automatico di Google (lo usi già ogni giorno anche se non lo sai!)
  • utilizza KeywordTool.io per approfondire e velocizzare il lavoro che hai fatto con lo strumento precedente
  • cerca qualcosa su Google e vedi cosa viene fuori.

Fatto questo, trascrivi sul foglio i singoli bisogni dei clienti sotto forma di parole chiave, in qualunque modo tu li abbia trovati e qualunque forma questi abbiano avuto in origine. Ricordati di essere il più possibile specifica.

A questo punto ti renderai conto che i clienti potrebbero arrivare a te in tre modi:

  • cercando il tuo nome o quello del tuo brand (keyword navigazionali)
  • cercando gli specifici prodotti e servizi che offri (keyword transazionali)
  • cercando informazioni e consigli attinenti al tuo lavoro (keyword informazionali).

Il tuo sito deve quindi soddisfare, con pagine ricche e dettagliate, questi tre bisogni: il bisogno di trovare te, i tuoi orari di apertura e i tuoi contatti (bisogno avvertito solo da chi ti conosce già); il bisogno di trovare i tuoi servizi o prodotti e di prenotarli o acquistarli in modo semplice; il bisogno di trovare informazioni e consigli.

Tutte le strade possono portare a te: chi usa keyword transazionali e finisce sul tuo sito probabilmente acquisterà più in fretta, ma anche chi arriva sul tuo sito tramite le informazionali è prezioso. Starà a te trasformarlo in un lettore affezionato e poi in un cliente in un secondo momento.

Prima di procedere però riprendi in mano il tuo foglio e testa le keyword che avevi immaginato con due strumenti:

  • lo strumento “Visualizza i dati e le tendenze del volume di ricerca” all’interno dello Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords (devi registrati ma è gratuito)
  • lo strumento Completamento automatico di Google.

Le keyword per essere tali devono infatti essere cercate: se non hanno volume di ricerca nello Strumento di pianificazione delle parole chiave e non compaiono nemmeno nel Completamento automatico non puoi considerarle keyword! Evidentemente quel servizio, prodotto o informazione non è cercato, o più probabilmente è cercato con altre parole, quindi devi lavorarci ancora.

Alla fine di questo lavoro dovrai avere quindi un file Excel con 5 colonne (scarica qui la mia tabella per la schedatura): keyword, tipologia della keyword (navigazionale, transazionale o informazionale), volume di ricerca, presenza su Completamento automatico (da completare solo quando il volume di ricerca è pari a 0), pagina del sito da creare intorno alla keyword.

Non servirà una pagina per ogni keyword, ma senz’altro una pagina per ogni gruppo di keyword affini. Ammettiamo ad esempio che tu abbia un’attività chiamata Baubau, con negozio fisico ed e-commerce di arredamento d’interni.

Potresti avere questi gruppi di keyword:

  • Gruppo 1: negozio Baubau, Baubau Roma (navigazionali)
  • Gruppo 2: divano bianco 2 posti online, divano bianco acquisto online (transazionali)
  • Gruppo 3: divano tessuto 3 posti online, divano tessuto acquisto online (transazionali)
  • Gruppo 4: come pulire il divano, consigli pulizia divano, come smacchiare il divano (informazionali)
  • Gruppo 5: come scegliere il colore del divano, aiuto colori divano (informazionali)

Non devi creare quindi una pagina per ogni keyword, ma una pagina per ogni gruppo: ciascun gruppo potrà essere navigazionale, transazionale o informazionale. Vediamo ora come procedere.

2. Le keyword transazionali: pagine servizi e schede prodotto

Le keyword transazionali sono quindi quelle con cui le persone cercano su Google, o su altri motori di ricerca, un servizio o un prodotto, in qualsiasi sua declinazione.

Intorno ad ogni gruppo di keyword transazionali devi costruire le pagine servizi o le schede prodotto. Se hai un e-commerce le schede prodotto inoltre potranno essere raggruppate con tag prodotto e categorie prodotto, che ti permetteranno di sfruttare altri gruppi di keyword transazionali. Questo argomento però lo approfondiremo in futuro.

L’errore più comune, lavorando alle transazionali, è quello di fare poche pagine servizi (o addirittura una sola pagina, la classica “Cosa faccio”!), non andando nel dettaglio e pensando al sito come ad una brochure.

Nella brochure il lettore parte infatti dal brand e dà un’occhiata ai servizi nel loro complesso, mentre su Google ogni persona parte da un bisogno spesso molto specifico, ad esempio “imbiancatura al quarzo” invece che “imbianchino Bologna”. La pagina dedicata all’imbiancatura al quarzo ti permetterà così di essere trovata da chi cerca proprio quel servizio.

Ricordati di mettere in ogni pagina il prezzo o un range di prezzi e un pulsante per l’acquisto diretto o un pulsante che porta alla tua pagina contatti o ancor meglio un modulo per il contatto. Così, una volta che ti hanno trovata, se gli sta bene quello che offri, ti contatteranno subito.

3. Le keyword informazionali: il blog e le guide

Le keyword informazioni sono invece quelle attraverso cui una persona cerca informazioni. Ogni attività ha intorno tantissime ricerche informazionali.

Se ti occupi di arredamento d’interni, potresti ad esempio voler essere trovata da chi vuole sapere “come illuminare la cucina” o da chi vuole “scegliere la tinta perfetta per il salotto”.

Se ti occupi di naturopatia, potresti voler essere trovata da chi cerca “rimedi naturali per curare il raffreddore” e così via.

Intorno ai gruppi di keyword informazionali puoi costruire sia delle guide (pagine), sia il blog (articoli, pagine tag, pagine di categoria).

Il mio consiglio è di scrivere 5/10 guide da dedicare agli aspetti fondamentali del tuo lavoro.

Poi, dedica il blog agli approfondimenti e ai temi più di nicchia. Un blog orientato alla SEO non va costruito a caso: ti consiglio di partire da una buona organizzazione di tag e categorie e da un piano editoriale semestrale, che mese dopo mese vada a coprire tante keyword informazionali interessanti.

Ricordati di mettere alla fine di ogni articolo un modulo per l’iscrizione alla newsletter e/o il tuo box autore (come quello che usiamo qui a C+B), in cui ricapitoli chi sei e cosa fai. In questo modo chi ti scopre per caso cercando informazioni, si ricorderà di te e magari ti lascerà il suo indirizzo, così potrà acquistare qualcosa in futuro, quando sarà pronto.

4. E poi? Le altre attività SEO

L’attività che ti ho spiegato nei tre punti precedenti è davvero la base della SEO strategica, ma naturalmente non è sufficiente. Per alimentare il tuo business con la SEO devi lavorare su due fronti: aumentare il numero di visite qualificate provenienti da Google e lavorare per aumentare il numero di contatti e acquisti a parità di viste.

Per aumentare il numero di visite qualificate, dopo aver creato questa struttura SEO friendly, devi riscrivere i title e curare gli altri aspetti della SEO on-page, lavorare sulla velocità del sito ed altri aspetti SEO tecnici e infine sulla link popularity. In che misura? Dipende dalla concorrenza!

Per aumentare il numero di contatti e acquisti a parità di visite devi invece dedicarti a branding, grafica, user experience e scrittura dei tuoi testi.

Buon lavoro!

Tatiana Schirinzi

Consulente SEO, nel 2013 ho fondato La scribacchina, la mia piccola agenzia SEO liquida, con cui aiuto le aziende belle e brave ad organizzare la propria presenza online, per farsi trovare dalle persone giuste. Dal 2018 ho un mio corso di marketing online allo IULM. Sono di Brindisi (città di porto, in Salento) e vivo a Bologna, dopo essere passata per un bel po' di città.

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10 commenti su “Come SEO organizzare il tuo sito e il tuo blog”

  1. Molto interessante, avrei una domanda: dici che se alcune frasi di ricerca non sono presenti nel google key planner o tra i suggerimenti non è il caso di investirci sopra, ma in caso di attività locale specifica invece? Ad esempio “pasticceria nome-piccola-cittadina-a-caso” e altre ricerche simili per tutti i paesini lì intorno potrebbero avere un volume di ricerca talmente basso da risultare inesistente agli occhi del key planner, ma per quella pasticceria sarebbero molto importanti, o sbaglio? Quindi non varrebbe la pena di crearci di na pagina/articolo per ogni località limitrofa nell’arco di tot chilometri?

    • Ciao Martina, se le parole non sono nemmeno tra i suggerimenti è meglio non considerarle in linea di massima. Spesso uno degli errori più comuni è “fissarsi” con parole che in realtà non sono cercate (questa tattica è tipica ad esempio di alcune agenzie vecchio stampo che “vendono” il posizionamento di keyword di questo tipo). Inoltre nel caso della pasticceria bisogna cambiare leggermente punto di vista: la pasticceria non è un’attività che offre servizi a domicilio o a distanza sul territorio, ma un esercizio commerciale localizzato in un punto preciso e aperto al pubblico. Quindi sconsiglio la pratica di creare una pagina per ogni località limitrofa: in un’ottica SEO un po’ datata ma a volte comunque utile invece questo potrebbe funzionare per le attività che offrono servizi a domicilio o a distanza sul territorio. Un esempio è il sito di uno spazzacamino che ho trovato per caso e si è posizionato per le keyword “spazzacamino + nome comune” in provincia di Firenze, proprio creando una pagina per ogni comune (prova a cercare su Google questa cosa). Un’altra cosa da considerare è che parole come “pasticceria” sono ormai considerate da Google locali anche senza il nome comune. Se io cerco “pasticceria” da casa mia in centro a Bologna mi darà in automatico quelle più vicine a me, facendomi comparire innanzitutto la mappa, quindi non vale la pena di forzare le cose. Una buona strategia per la pasticceria, più olistica e contemporanea, sarebbe invece quella di creare pagine ricche e dettagliate dedicate alle specialità e ai servizi particolari e di aggiungere un blog che dialoghi con il territorio e con i clienti.

  2. Utilissimo post. Un dubbio su google adwords: digito il mio prodotto poi trovo varie idee per parole chiave questa hanno una certa ricerca mensile, io devo scegliere quelle con maggiore numero di ricerca, senza guardare il parametro dopo, concorrenza?

    • Ciao Federica, lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords ti dà la concorrenza non in ottica SEO ma in ottica AdWords (annunci a pagamento). Quindi ti consiglio di non tenere conto di quel valore, se non a livello puramente indicativo, e di valutare la difficoltà con un altro tool (ad esempio io utilizzo lo strumento a pagamento di Moz.com) e, soprattutto per i primi anni di lavoro, manualmente, osservando con attenzione la SERP (lista dei risultati di Google) per ciascuna parola chiave.

  3. Molto interessante e utile. Mi ha chiarito un bel po’ di incognite… 🙂 Grazie!

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