Spedire la tua prima newsletter: checklist dei contenuti indispensabili

Qualcuno ti ha detto che vorrebbe proprio ricevere una tua newsletter, hai messo il modulo per iscriversi sul tuo sito e le prime iscrizioni sono arrivate: è ora di partire e scrivere la prima newsletter. Ecco una breve checklist sui contenuti da ripassare prima di spedirla.

Fatti riconoscere, usa un mittente sensato

La tua newsletter deve invitare a farsi leggere e la prima cosa da mettere in cassaforte è il mittente che non deve generare ambiguità: se ad esempio le persone ti conoscono e ti seguono chiamandoti per nome e cognome – se il tuo sito si chiama come te – è giusto e sensato che la newsletter arrivi proprio con questo mittente. Sii prevedibile, fatti riconoscere e non sbaglierai.

L’oggetto della newsletter

L’arrivo della tua newsletter nella inbox di un lettore può essere un evento che passa inosservato se l’oggetto è fuori fuoco, troppo lungo, inconsistente: brevità e chiarezza sono indispensabili insieme a quella dose di inventiva che ha il compito di invitare chi riceve la newsletter ad aprirla.

E il contenuto della tua newsletter?

Hai fatto un buon lavoro iniziale, la tua mail viene aperta: cosa vedrà ora il tuo lettore? Magari un’immagine, ad esempio lo stesso header del tuo sito, immagine che potresti usare anche come header del modulo di iscrizione: la coerenza aiuta il tuo branding.

Scegliere di inserire un’immagine come header non è obbligatorio, puoi anche partire direttamente con il testo. Se hai chiaro cosa stai per andare a dire ai tuoi lettori – questa cosa dovresti averla decisa a monte, come linea editoriale, stabilendo a cosa servirà la tua newsletter – organizza il testo in modo che sia subito molto evidente quello di cui parlerai perché è questo che terrà agganciato il tuo lettore. Quindi ricorda: tutto il sugo della tua newsletter sta all’inizio.

Usare altre immagini dentro la newsletter ha senso a seconda della tua attività, hanno valore se sono funzionali alla tua comunicazione e non solo un belletto: quando stai riguardando la tua newsletter prima di spedirla ragiona bene sull’uso che ne hai fatto, che potresti farne e sull’opportunità di tenerle.

Testa la tua newsletter prima di spedirla

Non spedire senza un controllo accurato: gli errori capitano ma è sempre meglio lavorare per evitarli. MailChimp, per esempio, consente di vedere l’anteprima della newsletter e ti mostra anche come si vedrà su un telefono per capire che resa avrà, così sai anche se la tua newsletter è responsive o se c’è qualche problema di visualizzazione da correggere.

Per essere ancora più tranquilla spedisci una newsletter di prova anche a una persona fidata che controlli tutto e ti segnali al volo i refusi e ti sappia dire se il tono della tua comunicazione ti rispecchia, invoglia a continuare a leggerti o se è il caso di fermare tutto e riprovare.

Non dimenticare i tuoi profili social

Se ti seguono via mail, in particolare se ti scoprono attraverso una tua newsletter, i lettori potrebbero avere voglia di seguirti anche altrove: rendigli facile la vita inserendo il link o le icone dei social su cui sei attiva, e naturalmente anche quello del tuo sito web.

Infine: non rimanere male se arriva qualche disiscrizione

Ogni newsletter deve dare la possibilità ai lettori di andare via e disiscriversi, se lo desiderano. Se è normale chiedersi perché una persona abbia smesso di seguirti, a maggior ragione se noti un alto numero di disiscrizioni, ricorda che le persone vanno e vengono: puoi scrivere una newsletter efficace e bellissima per chi condivide con te una passione o un lavoro ma poco utile a chi invece si occupa di altro.

A volte ci iscriviamo a newsletter di cui abbiamo sentito parlare bene o di cui abbiamo letto un numero solo per poi accorgerci di non essere interessate: non è un giudizio sul valore della newsletter ma sul valore che questa ha per noi.

Come per il blog e le cose che pubblichi sulla tua pagina Facebook o altrove, devi avere chiaro chi sia il tuo pubblico e scrivere per queste persone, ricordando il mantra sempre valido che cercare di parlare a tutti equivale a parlare a nessuno.

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