Come scrivere una newsletter efficace

Inviare una newsletter è un ottimo modo per rimanere in contatto con un gruppo di persone che ti stima e che vuole sapere quali sono le tue novità, quindi scriverle e inviarle è consigliato per qualsiasi tipo di attività – ma come sempre non basta farlo, l’importante è il come. Scrivere una newsletter efficace è una questione di equilibrio tra le cose che vuoi dire tu e le cose che vogliono sapere gli altri, quindi non c’è un modello di newsletter che va bene per tutti. Ma ci sono delle linee guida generali, che si adattano a quasi tutti.

Come scrivere una newsletter efficace, passo passo:

1. Scrivere un buon oggetto

Qui devi dirmi cosa c’è dentro alla mail: dammi un contesto e sii chiara. Non scrivere mai oggetti seriali, come “Newsletter 1”, “Newsletter di ACME ltd”, “ACMEletter”, men che meno in stampatello o tra parentesi quadre. A nessuno interessa se la tua newsletter ha un nome o una catalogazione, quelle sono cose che servono a te, al massimo. L’intento non deve essere archivistico, ma esplicativo: l’oggetto mi dice perché non devo buttare la tua email, e perché vale la pena aprirla. E lo deve fare in modo coerente con il contenuto, naturalmente.

2. Informazioni in apertura

Nelle prime righe di una newsletter ci possono essere informazioni come il l’abstract (in una riga) e il link per aprire l’email nel browser. Non sono informazioni obbligatorie, ma possono essere molto utili, specie se il contenuto della newsletter è particolarmente succoso; ad esempio: dentro c’è un invito, e nell’oggetto hai specificato che c’è, ma per ragioni di brevità non ti sei potuta dilungare, allora usi l’intestazione (che è anche la prima cosa che le persone vedranno nella loro casella di posta, prima ancora di aprire la mail) per specificare meglio ciò che hai detto nell’oggetto.

Il link per aprire la newsletter nel browser serve specialmente se usi molte immagini. Non tutti i programmi usati per leggere le email permettono di visualizzare le immagini, quindi inserire la possibilità di visualizzare la tua newsletter altrove è apprezzato da chi, altrimenti, non riuscirebbe a godersela tutta. Il link serve anche per permettere alle persone di condividere la tua newsletter con altri (sui social media oppure in messaggi privati) o per salvare le tue newsletter in un posto solo, e poi andarle a recuperare per consultarle in un secondo momento.

3. Comporre il testo

Il testo che decidi di scrivere nella tua newsletter dipende da molti fattori, primo tra tutti la tua linea editoriale. Perché vuoi mandare una newsletter? Cosa hai promesso ai tuoi lettori al momento dell’iscrizione?

Se non ti sei mai data una linea editoriale dovresti farlo: primo e valido motivo perché non puoi inviare email a caso, devi dire ai tuoi lettori cosa riceveranno da te nella loro casella email. Secondo perché se devi usare del prezioso tempo per scrivere e inviare delle newsletter, ne deve valere la pena, deve esserci un obiettivo. E la tua linea editoriale dipende da questo: dall’obiettivo che vuoi raggiungere. Te lo sei mai chiesta? Cosa ti aspetti di ottenere inviando delle newsletter?

Non esiste una linea editoriale migliore di un’altra, ma volendo dare delle regole generiche, tieni a mente tre cose:

  • ci deve essere sempre almeno un messaggio. Quindi prima di metterti a scrivere fai mente locale su: che cosa voglio dire con questa email?
  • Non esiste una lunghezza ideale, quindi non sforzarti di stare dentro a un certo numero di caratteri: la lunghezza giusta è quando hai finito di dire ciò che dovevi.
  • La prima parte del corpo del testo è la più importante, ed è lì che mi devi dire di cosa parla la tua email: se non altro perché così se non mi interessa posso cestinarla, e se invece mi interessa posso proseguire nella lettura.

4. Call to action

La “chiamata all’azione” è semplicemente il posto dove si chiede a chi legge di fare qualcosa; in genere si tratta di cliccare su un link per approfittare di un’offerta, prendere parte a un sondaggio, inoltrare la mail a un amico, leggere un post. La call to action non è obbligatoria, devi inserirla solo se ti serve e se è coerente con l’obiettivo che ti sei data. Se decidi di metterla però assicurati che si veda bene. Convenzionalmente la veste grafica che si dà alla call to action è un pulsante; non esiste un colore migliore di un altro, devi solo assicurarti che risalti bene sullo sfondo che hai scelto.

5. Possibilità di cancellarsi

Ogni newsletter deve contenere un link che porta alla pagina di cancellazione dalla lista. Il link non deve essere nascosto, al contrario, deve essere bene in evidenza: ciò che ti interessa non è avere una lista piena di contatti disinteressati, ma inviare i tuoi messaggi solo a chi vuole riceverli, e invitare chi non è interessato a cancellarsi. Se il link di cancellazione non è visibile corri il rischio di essere segnalata per spam.

Scrivere bene le newsletter è un atto d’amore verso il prossimo.

È bello ricevere dei bei messaggi, e al contrario è davvero fastidioso ricevere email noiose e inutili. Le newsletter più efficaci sono quelle utili, quindi la cosa migliore che puoi fare è chiederti: come posso aiutare chi mi legge?

Enrica Crivello

Sono Enrica Crivello, mi occupo di social media marketing per piccoli business con un cuore. Il mio motto è «chiediti cosa sai fare e cosa ti piace fare, poi inizia a raccontarlo». Il modo più semplice per chiacchierare con me è cercarmi su Facebook.

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6 commenti su “Come scrivere una newsletter efficace”

    • Rispondo io mentre la nostra resident marketing expert sta nella mecca del capitalismo, quindi non so se e’ corretto, ma e’ il mio parere.

      Se alla newlsetter mi sono iscritta e’ perche’ mi interessa e quindi la leggo. Le mie vengono molto lette anche se di fatto sono delle lettere abbastanza personali che non insegnano nulla o svelano chissa’ quali segreti.

      Se le cestini disiscriviti, che e’ inutile continuare a cancellare. Se ti sei ritrovata iscritta ad una newsletter tuo malgrado protesta e chiedi di essere rimossa.

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