Come ti incastro il lavoro

La giornata tipo di una telelavoratrice in erba

A voi è capitato di dovervi reinventare un po’ la vita? A me sì, più o meno due anni fa. Mancava poco alla fine del mio periodo di maternità, quando ho ricevuto una lettera a casa. Era il lavoro: in soldoni, c’era scritto che non mi avrebbero mai dimenticata, ma mi avevano appena sostituita con due stagiste appena uscite dall’università.

Non lo sapevo ancora, ma quello sarebbe stato il mio primo giorno da freelance.

Le storie che portano a lavorare da casa sono tante e sono sicura che ognuna custodisce la propria, ma quello che le unisce tutte è la voglia di reinventarsi daccapo. Per davvero!

Ho sempre pensato che il mio lavoro necessitasse di uno strumento facilmente trasportabile, da utilizzare più o meno ovunque: la mia testa. Nello specifico, scrivendo testi per la pubblicità, posso farlo in un ufficio, a casa, in biblioteca, a volte anche in metrò, ma non ve lo consiglio, soprattutto se il vostro vicino sta lasciando la sua fidanzata per telefono.

In questi anni di mamma e lavoratrice part time – o anche, lavoratrice e mamma part time – ho dovuto ingegnarmi con piccoli, ma utili trucchetti, per mantenere sempre una certa professionalità, anche quando la situazione stava per sfuggirmi di mano.

Eccoli:

Ore 9.00. We’re open
Basta un angolino (per me è stato così). Scrivania, computer e stampante: questo è il mio ufficio. Quando sono seduta lì, mi dimentico che alle mie spalle c’è un letto da rifare e la foto di noi tre appesa alla parete. Non disturbatemi, sono al lavoro.

Ore 10.00. Il bello di lavorare in mutande
A casa si può e il telefono lo consente in tutta tranquillità. Ricorda solo che se stai facendo una videochiamata con Skype, la parete alle tue spalle non deve essere quella della cameretta dei bambini. Togli lo stendibiancheria in bella vista! Se proprio ti manca una parete tinta unita, punta la webcam verso qualche quadro in lontananza, un orologio o crea un angolino così. Ah, e non alzarti per nessun motivo… ricorda che dalla vita in giù non sei presentabile!

Ore 12.30. Tieni allenata la tua immaginazione
Quello che ti serve è una scusa sempre pronta e una bella storia da raccontare. Se, per esempio, ti vuoi vendere come manager impegnata, ma una telefonata a cui devi rispondere ti sorprende al supermercato (tra il reparto carni e quello degli affettati) non abbatterti, puoi ancora uscirne bene. Inventati di essere in aeroporto, in partenza per un viaggio di lavoro. La signora Graziella, chiamata alle casse dall’altoparlante, sarà scambiata per il volo AZ 5678 e la donna in carriera che è in te, ne uscirà illesa! Posso assicurarti che con me ha funzionato.

Ore 13.00. Trova il tuo spazio nel mondo
Il bello di non essere costretti a lavorare sempre nello stesso posto, è potersi scegliere un posticino che ci stimoli creatività, materia grigia e pure le endorfine! Scegli un locale tranquillo, dove poter aprire il portatile e fare una telefonata in serenità. Un bel frullato farà il resto. O anche una biblioteca, senza rumore, che aiuti la concentrazione e non abbia un frigo pieno zeppo di schifezze, pronto a catturare la tua attenzione.

Ore 14.00. Per lavorare da casa… a volte è meglio uscire
Quante volte capita di avere i figli a casa, proprio nella settimana in cui devi consegnare il lavoro che ti cambierà la vita? Ecco, in questi momenti ci sono solo due soluzioni: puoi affidare il pargolo a qualcun altro, nonni o tata che sia. Ma se per qualunque motivo, non ti puoi avvalere di cotanta manodopera, allora dovrai occuparti personalmente della prole. Se il tempo lo consente e l’età dell’infante pure, il mio consiglio è di prendere passeggino e quant’altro e di spostarsi in una zona aperta e areata. Munita di auricolari, portatile e telefono, avrai praticamente un ufficio a portata di mano… almeno nelle ore della pennichella. Un po’ di aria a polmoni e cervello non potrà che fare a bene a tutti.

Mettere in pratica questi piccoli consigli, non garantirà la riuscita del tuo lavoro ma farà aumentare parecchio la tua autostima.

Perché, anche se multitasking è spesso una parolaccia, quando riesco a fare più cose contemporaneamente, provo sempre una certa soddisfazione!

Annalisa La Camera

Vivo e lavoro a Milano. Sono copywriter da una decina di anni e mamma da due. Ho sempre fatto la creativa per vivere... adesso la devo fare per sopravvivere. A chi? A un marmocchietto che prosciuga tutta la mia fantasia! Sono sempre alla ricerca di un equilibrio: tra donna e mamma, casa e lavoro, biberon e aperitivi. Ma da quando mi hanno detto che la perfezione non esiste, sto molto meglio.

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8 commenti su “Come ti incastro il lavoro”

  1. E poi vuoi mettere quanto fa donna in carriera chiedere ai clienti di fissare gli appuntamenti con 1-2 settimane di anticipo? (Per coordinarti con la tata, ma questo loro non lo sanno)

    • Questo sì, fa super donna impegnata e soprattutto molto, molto organizzata. Ma se ti rispondono che il lavoro lo vogliono per il giorno dopo? Fai un bel respiro e prendi tempo… stai semplicemente consultando la tua agenda! Io, di solito faccio così:-)

  2. Anche io mi sono dovuta reinventare, anzi, sono ancora “on the way”: ho una deliziosa peste di 15 mesi che non va ancora all’asilo, e quindi sono ospite a casa mia.
    Quando sono in casa mi tiene in ostaggio, mentre quando la lascio con la tata mi tocca trovare un posto che mi ospiti per qualche ora con computer e agenda, ma riesco a produrre pochino.
    Insomma, io quell’equilibrio non l’ho ancora trovato: per il momento, più che C+B sono B+B (Bar+Bottega).
    Vedo la luce in fondo al tunnel quando, a settembre, comincerà l’asilo nido. Fino ad allora resta tutto in stand-by…

    • Ciao Alessia! ti capisco benissimo, ricordo bene il pre-asilo e il gioco del sudoku delle stanze… sempre alla ricerca dell’incastro perfetto! io, in biblioteca mi sono trovata bene, ma esistono anche posti come questo (http://www.pianoc.it) dove mi dicono che sia facile trovare un bell’ambiente per lavorare. questo è a Milano, non so se nelle altre città ci sia qualcosa di simile. in bocca al lupo e vedrai che con il nido sarà tutto più semplice!

  3. io lavoro in casa al mattino sino le 13:30 (poche volte anche sino le 15)
    e dalle 16:00 in poi devo fare la mamma.
    non avevo mai pensato di prendermi una pausa fuori casa.
    Ma probabilmente lavorare in pausa pranzo e dopo cena fuori dalle quattro mura mi aiuterebbe a rendere di più e anon sentirmi prigioniera in casa mia!!

    grazie per gli ottimi consigli!!

  4. oddio è uno degli articoli più belli che abbia letto negli ultimi giorni!!!! è favoloso e assolutamente veritiero, mi ha fatto morire dal ridere l’idea dell’aeroporto quando sei al super, perchè si sa che le telefonate importanti arrivano sempre quando stai pagando alla cassa

    • Grazie Shalma e Carmela (vi unisco nei ringraziamenti), sono veramente contenta che i miei piccoli trucchi possano aiutarvi, nelle vostre giornate alle prese con il multitasking. Allora è vero: è faticoso fare tante cose insieme, però quando ci riesce, gongoliamo sempre un po’ 😉

  5. Ciao Talent donna, mamma e multitasking. Ho un lavoro molto frenetico e non sono mamma. Cerco sempre di ritagliarmi degli spazi diversi dal mio ambiente di lavoro e della mia attività lavorativa . Non è facile ma due parole sono importanti:
    organizzazione
    agenda.
    Poi il cellulare che è fantastico certe volte e a volte odioso.
    La scorsa settimana mi ha chiamato un cliente mentre tentavo di trovare dell’insalata al supermercato dal momento che avevo dimenticato la skiscetta a casa. Ho risposto alla telefonata e ho anche comprato altre cose.
    Secondo me tutte noi dovremmo essere multitasking sì ma libere, di organizzarci almeno una volta al settimana, esagero, una volta al mese “la nostra giornata free”. Non significa che dobbiamo andare in ferie ma che cambiamo il nostro modo di essere mutiltasking, per esempio fissando un appuntamento al parco o da McDonald e non in una più o meno triste saletta riunioni.

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