Caro Babbo Natale, tua Barbara

Partiamo con una confessione: se sei già stufa di trovarti a leggere questo calendario dell’avvento Cinico e Buonista allo stesso tempo ogni mattina, sappi che devi prendertela con me. L’idea di scrivere tutte a Babbo Natale mi è venuta qualche settimana fa perché per me Natale è una bazza di un certo peso. Del tipo che comincio a mettere le canzoni di Natale in loop sul Mac verso ottobre. Del tipo che scelgo il colore guida degli addobbi tra luglio e agosto. Del tipo che nel 2012 ho smontato l’albero a fine febbraio, perché l’avevo fatto molto in ritardo e ritenevo di non essermelo goduto abbastanza. Insomma, per me lo spirito del Natale (in ogni senso) è qualcosa di reale e potente.

Da quando sono imprenditrice, però, la scelta dei regali da fare e farmi fare è diventata difficilissima. Ci ho dovuto pensare un po’ per capire perché, visto che fare e ricevere regali (soprattutto di Natale) per me è sempre stato un autentico piacere oltre che una tradizione familiare (in famiglia da me ci si è sempre fatti dai tre ai quattro regali a testa per Natale, anche piccolissime cose, ma tutte collegate con un complesso sistema di bigliettini a tema… ma sto divagando). Direi che le ragioni sono essenzialmente tre:

  1. passo la mia giornata lavorativa a spremere la vena della creatività per inventare servizi, progetti creativi per i miei clienti, elementi di comunicazione per la mia impresa, post sul blog e sui social network per promuovermi. Non c’è da meravigliarsi che al momento di fare regali la vena sia rinsecchita!
  2. il tempo per realizzare regalini fai da te con le mie manine sante è sempre meno, dato che come ogni brava imprenditrice di me stessa sono allo stesso tempo amministratore delegato, direttore marketing, direttore operazioni, responsabile contabilità, segretaria e fattorino, oltre a quell’altro lavoro di casalinga da cui non posso licenziarmi;
  3. diciamo che lavorare in proprio non è esattamente sinonimo di ricchezza incredibile e immediata, e finiamola lì, ti va?

Siccome mi sa che tu non sia in una situazione molto diversa dalla mia, quest’anno Babbo Natale potrebbe fare la cortesia di pensare anche a noi, oltre che alle piccole pesti in giro per il mondo.

UN REGALO PER TE

Prendi il mostro pecunie per le corna e affrontalo, tanto per cominciare fatti regalare un buon software di contabilità personale. iFinance, MoneyWiz, Money sono tutti disponibili per Mac con corrispettivi per ciascun device e (cosa più importante) in italiano.

Una carta di crediti App Store da 50 euro ti lascerà anche qualche spicciolo per coccolarti con app del tutto futili!

(Dopo molte indecisioni e recensioni lette, io ho deciso di acquistare Money e sto cominciando a riordinare le mie spese personali… ti assicuro che avere la situazione sotto controllo mi sta restituendo una grande serenità!)

UN REGALO PER ME

Non è molto realistico, lo so, ma vorrei una Andrea.

Se non hai letto Il diavolo veste Prada, Andrea Sachs è la segretaria personale tuttofare della versione romanzata di Anna Wintour. Come lei nel film omonimo, io sogno di entrare in ufficio e dover solo gettare il visone* e la borsa sulla scrivania perché Andrea si occupi di ogni cosa, dalla lavanderia al pranzo, dagli appuntamenti alle commissioni noiose ai seccatori, lasciando a me solo la parte divertente del lavoro.

Prometto che sarei un’ottima capa.

*sì, ho scritto proprio visone. Mi spiace se urterò la tua sensibilità, ma nei giorni d’inverno sono ben lieta di avere ereditato il visone vintage di mia nonna. Anche in un’ottica di pecunie, meglio riciclare che sprecare, no?

3 commenti su “Caro Babbo Natale, tua Barbara”

  1. Concordo in pieno …. su tutto!
    sono dentro fino al collo nei punti 1.2.3.
    Io che dopo le ferie estive dicevo ai colleghi “dai che tra un pò è Natale! Sarà bellissimo!!!” e lo dicevo in modo talmente entusiasta che anche se avrebbero voluto, non riuscivano ad odiarmi, io che ho scatoloni pieni di addobbi natalizi, io che in ottobre iniziavo a pensare ai regali …. ieri ho detto:”odio il Natale!”
    Ho appena avviato la mia attività, sto annegando nel mare di cose da fare, sto cercando di capire il marketing e l’ uso dei social network, sto cercando di guadagnare due soldini … e per quanto mi affanno manca sempre qualcosa.
    Sono reduce da un mercatino di Natale, ho lavorato giorno e notte per settimane per creare oggetti gradevoli e non troppo costosi, ma comunque ho passato due giorni al freddo a mandare giù i commenti e le cattiverie della gente, a far capire che cinque euro non sono troppe per una decorazione di ceramica, a far capire che non obbligo nessuno a comprare, ma ho una dignità e voglio essere rispettata.
    Non ho addobbato la casa, quest’ anno non mi va, però se Babbo Natale riesce comunque a trovarmi anche senza luci colorate alla porta, vorrei che mi portasse un pò di tranquillità economica.
    Scusate ragazze se mi sono sfogata …

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    • A nome della redazione ti abbraccio forte, Elisa. Anzi sentiti il peso di 12 paia di braccia che ti stringono perché so che moralmente sono tutte con me a risponderti.

      So come ti senti e per quanto difficile sia questo periodo sappi che puoi uscirne. Insieme, possiamo uscirne. Ma si fa un passo alla volta.

      Intanto, cominciamo dalle basi: mai più giustificare i nostri prezzi. Siamo donne preparate, oneste e laboriose. Se il nostro prodotto ha quel prezzo è perché il nostro lavoro lo merita, e le analisi che abbiamo fatto ci dicono che è il prezzo giusto. Il potenziale cliente deve solo decidere se vuole il prodotto o no.

      Buon Natale, Elisa. Have Yourself A Merry Little Christmas!

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    • Cara Elisa, ha già detto tutto Barbara, sugli abbracci, sui prezzi, sull’onestà.
      E poi lo sai, noi siamo qui apposta per sfogarci tutte insieme appassionatamente…
      Buon Natale, anche senza addobbi!

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