Perché le to-do-list non ti servono (se sei una procrastinatrice esperta!)

Osservo intorno a me una tendenza diffusa tra le freelance e non solo, a creare lunghe e dettagliate to-do-list per organizzare le proprie giornate o il proprio lavoro, in vista di un obiettivo specifico magari. In alcuni casi, funzionano alla grande: sono una guida su come procedere, aiutano ad avere una visione d’insieme sulle scadenze, favoriscono una organizzazione precisa e puntuale. Ma soprattutto: vuoi mettere la soddisfazione ogni volta che spunti una voce della lista? Quel senso di pienezza che ti invade, perché completare la to-do-list equivale a progettare di fare qualcosa e poi realizzarla anche.

Poi ci sono gli altri casi – quelli in cui le to-do-list vengono compilate con cura e anche con le migliori intenzioni, ma puntualmente non vengono utilizzate. C’è chi le rilegge quasi ossessivamente, ma poi si mette a fare tutt’altro e chi le scrive e poi si dimentica di guardarle. Per alcune persone sono un incubo: iniziano a usarle perché pare siano uno ottimo modo per riuscire a fare le cose e sentirsi poi fiere del risultato e invece si trasformano in occasioni per sentirsi inconcludenti e fallite e darsi addosso per non essere riuscite, neanche stavolta, neanche così, a concludere la giornata con: “Oh ma quanto sono stata brava?!”.

Ho voluto scrivere questo post proprio per le freelance che amano le to-do-list e vorrebbero che fossero lo strumento vincente della propria produttività quotidiana, ma che rimangono deluse ogni volta e si chiedono in cosa sbagliano. Per dirti che, se ti ritrovi nelle mie parole, se sei una di quelle persone che ama scrivere liste infinite di cose da fare e poi si rimprovera perché non ha spuntato neppure una voce (o quasi), allora è probabile che tu sia una procrastinatrice esperta. E anche che se vuoi sentirti realizzata e fiera di aver raggiunto i tuoi obiettivi, non è grazie alle to-do-list che ci riuscirai.

Quando le to-do-list non funzionano

Le liste – dicevamo – sono un ottimo strumento organizzativo, ma come sicuramente saprai già, mettere per iscritto le cose da fare non garantisce che queste vengano fatte: tra la lista e il risultato ci sei tu e ciò che tu sei disposta a fare per ottenere quel risultato. Dunque, se sei solita rimandare a domani le cose che potresti fare oggi per ansia, scarsa motivazione o insicurezza, le liste non ti sono di aiuto perché:

  • Aumentano il livello di ansia. Quando si deve passare all’azione è assolutamente normale sperimentare un po’ di ansia, specialmente dinanzi a qualcosa di nuovo o di particolarmente importante per noi – quando si è in procinto di proporre un nuovo prodotto o di cimentarsi in un nuovo servizio, ad esempio. Se l’ansia sale, però, può essere difficile gestirla e la maggior parte delle persone reagisce evitando ciò che l’ha innescata – è ciò che capita anche a te? Quindi, se è la realizzazione del nuovo servizio a mandarti in tilt, evitare di renderlo concreto ti permetterà di liberarti dall’ansia e di sentirti sollevata, almeno per un po’ (certo, con la fregatura di non poter così realizzare ciò che desideri!). Le to-do-list piombano nel sollievo che ti eri illusa di aver conquistato e ti riportano alla dura realtà: il risultato è che inizi a evitare anche quelle.
  • Risvegliano i tuoi sensi di colpa e la tua tendenza a criticarti (molto). Probabilmente le tue liste sono tutte uguali perché contengono le cose che ti dici di fare da una vita ma che continui a rimandare. Eppure, ogni volta che scrivi una nuova lista, le aspettative sono le stesse della precedente –  riuscire a spuntare tutte le voci! – e inizi a sentirti in colpa e a criticarti già mentre compili l’elenco: se da un lato, segni tutto sulla tua to-do-list per non rischiare di dimenticare le cose da fare, dall’altro temi di non riuscire a farle neanche stavolta. Rileggi la tua lista e ti senti sotto pressione: vorresti fare tutto, ma una parte di te ti dice che non ce la farai mai. Insomma, basta poco per attivare in te una buona dose di autocritica, e in un attimo ti ritrovi a pensare: “Ma se tanto non ce la farò mai, che inizio a fare?!”

Sposta l’attenzione dentro di te!

Sai cosa funziona sempre, anche contro la procrastinazione più ostinata? Osservare cosa succede dentro di te, e cercare lì il modo per smettere di rimandare e iniziare a fare le cose.

Pertanto, la prossima volta che decidi di organizzare la tua giornata, il tuo lavoro, la tua casa, facendo il tuo elenco di cose da fare, fermati un momento a riflettere: sono le stesse cose che ti dici di voler fare e continui a rimandare da tempo? Come ti senti al pensiero di passare all’azione? Ansiosa, spaventata, sfiduciata, insicura, sbagliata?

Prima di affidarti a una to-do-list (che, detto tra noi, è altamente probabile si rivelerà ancora una volta fallimentare), sposta l’attenzione dentro di te:

  • Interrogati sulla tua motivazione. Ti interessa realmente realizzare quel progetto? Vuoi davvero proporre e vendere il tuo nuovo prodotto? Immagina come ti sentiresti alla fine di tutto – a prodotto/servizio lanciato, ad esempio – e chiediti se è ciò che vuoi.
  • Affronta l’ansia e la paura. Immagina di passare all’azione: di cosa hai paura? Cosa temi che succeda se farai finalmente quello che rimandi da un po’? Familiarizza con le tue paure, piuttosto che evitarle. Lo so, sembra paradossale, ma più le guarderai in faccia, più queste diventeranno deboli o addirittura innocue – e per te sarà più semplice gestirle.
  • Attiva il tuo lato forte e coraggioso. Inizia da piccole cose, se vuoi, ma inizia. Per esempio, se ti senti molto in ansia per le tante cose da fare, distribuiscile nel tempo per quanto è possibile, affrontandone una al giorno. Ah, e dopo, non dimenticare di festeggiarti, eh!

E adesso, se vuoi, via libera alle condivisioni: cosa vuoi smettere di rimandare di fare per iniziare a farlo?

Liria Valenti

Sono una psicologa psicoterapeuta: accompagno le persone in percorsi di cambiamento, aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Mi piace farlo seguendo il mio intuito, mettendo in moto tutta la mia sensibilità e attingendo liberamente al mio umorismo e alla mia creatività. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi. Ah! Vado pazza per il tiramisù e adoro le piantine grasse.

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