Diventare Freelance. La cassetta degli attrezzi

Nell’era delle grandi dimissioni, molte dipendenti hanno deciso di diventare freelance, (un articolo di Fortune parla di oltre il 30%), cambiando radicalmente la propria vita e i propri obiettivi.

Trovarsi di fronte a questa scelta non è mai semplice. Occorre cambiare il modo di approcciarsi al lavoro e trovare clienti senza avere più la certezza di uno stipendio alla fine del mese.

Attivarsi quindi per avere una “cassetta degli attrezzi” che permetta di lavorare e vivere serenamente, diventa non solo una priorità ma un’esigenza naturale.

Diventare Freelance è un percorso che deve essere organizzato, pensato e studiato diverso tempo in anticipo. Inoltre devi essere seguita da un/a bravo/a commercialista. Ma è soprattutto doveroso crearsi un proprio personale kit di lancio per poter gestire i primi lavori in modo organizzato e professionale.

Gli strumenti utili non sono solo tool

Tralasciando momentaneamente tutti i software che possono essere utili per la gestione pratica/tecnica del proprio lavoro, vi sono una serie di strumenti che possono facilitare quella parte di personal branding che si ritrova proprio nell’approcciarsi al potenziale nuovo cliente.

Non sto parlando di sito, campagne di advertising o strategie di profilazione. Mi riferisco a Curriculum Vitae, Portfolio e LinkedIn da sfruttare per presentarsi, creare fiducia e gestire la propria professionalità con semplicità e chiarezza.

Semplice e chiaro è quell’approccio che permette sempre (e ripeto, sempre!) di trasferire a chi non ci conosce ancora bene, se non per passaparola o per sentito dire, un’immagine di noi che denota trasparenza e competenza.

Sfruttando le potenzialità del trio delle opportunità (CV, Portfolio, LinkedIn) e permettendo loro di parlare di business al posto nostro, sarà più semplice chiudere un accordo o un contratto anche nella prima fase della vita da Libera Professionista.

Il curriculum vitae diventa Freelance con te

Come raccontato in un precedente articolo di Deborah Ugolini, ci sono diversi modi per realizzare il Curriculum Vitae da freelance e, per esempio, approcciarsi ad un Video Curriculum può essere un’idea che permette di passare dalla classica presentazione ad una modalità innovativa ancora poco usuale.

In questo modo il valore percepito cresce e la presentazione rimane più facilmente impressa nella mente del potenziale cliente.

I pareri sulla reale necessità per una freelance di avere un CV sono diversi. C’è chi dice che sia obsoleto considerando portfolio, social e siti web sufficienti visto che contengono un ingente numero di informazioni.

È necessario però sottolineare come per diversi lavori venga ancora richiesto e, non averlo pronto, potrebbe precludere una nuova opportunità interessante.

3 idee per un Curriculum da Freelance efficace

Un curriculum veramente efficace e veloce da preparare deve avere 3 caratteristiche imprescindibili:

  1. Sintesi: 5 pagine non verranno mai lette. Trova il modo di ottimizzare questo documento in base alla posizione a cui ti stai candidando. Questo lo renderà più utile e leggibile per chi lo ha richiesto;
  2. Concreto: un elenco della spesa di skills non rende più appetibili nel mercato del lavoro. Dati concreti e progetti di successo, verificabili, hanno molto più sostanza;
  3. Leggibile: il layout parla prima del contenuto. Abolito il formato Europeo se non per rare eccezioni, pensiamo alla posizione per cui ci stiamo proponendo e diamo un senso grafico anche al documento. Se ci si candida per un ruolo da grafico o molto creativo è possibile anche osare.

Per entrare nel dettaglio della sua realizzazione puoi rileggere l’articolo di Roberta Zantedeschi.

Il Portfolio. C’è vita oltre il CV

Per dare un aiuto al curriculum viene in soccorso il Portfolio ovvero quel documento che rende reale, tangibile e misurabile le tue competenze e professionalità.

Per diventare freelance è molto importante distinguersi tra i tanti competitors. Sia per i lavori realizzati ma soprattutto per come vengono comunicati i principali punti di forza.

Ti consiglio di partire proprio da un’analisi dei tuoi punti di forza, in modo che mettano in evidenza quali problemi puoi risolvere al tuo potenziale cliente.

Da qui puoi estrapolare tutte le testimonianze di attività che hai svolto e che puoi catalogare anche per cluster, se il tuo lavoro prevede una suddivisione per aree.

Non dimenticare di indicare i risultati ottenuti con i lavori che hai svolto quindi potrebbe essere interessante dividere il portfolio in:

  • Problema che doveva risolvere il cliente
  • Idea proposta e lavoro realizzato
  • Conclusioni e risultati

Infine ricorda che anche in questo caso, il layout grafico è molto importante e certamente i consigli di Marie Louise Denti possono esserti di aiuto.

Per diventare Freelance prendi il controllo del tuo LinkedIn

Ultimo attrezzo della cassetta personale se vuoi diventare freelance è LinkedIn. Ultimo ma non per importanza considerando che è il regno del networking, la patria delle relazioni di business che sbocciano, si autoalimentano e poi si trasformano in clienti.

Di questo canale si è parlato moltissimo, nelle pagine di C+B trovi diversi approfondimenti. Non mi dilungherò ma ci tengo a riassumere i 3 motivi per cui non puoi non curare la tua presenza su questo social network:

  1. Networking: la costruzione di una rete di contatti permette di far crescere il proprio personal brand ma anche di confrontarsi con professioniste che possono sia referenziarti a loro conoscenti che farti crescere laddove hai delle lacune.
  2. Mini portfolio: nell’ultimo aggiornamento LinkedIn ha permesso di creare una sezione “Servizi” che permette di caricare un piccolo portfolio di lavoro collegato ad una serie di parole chiave che definiscono quello che puoi fare per i tuoi clienti. Allo stesso tempo è possibile che le persone con le quali hai già lavorato lascino una recensione in modo da rendere i tuoi successi misurabili e visibili.
  3. Google: al motore di ricerca piace molto LinkedIn. Si può dire che tra loro ci sia una stretta correlazione. Se cerchi il tuo nome su Google una delle prime risposte che restituisce (gratuitamente) è proprio il profilo LinkedIn che reputa tra i risultati più pertinenti.

Ora hai 3 ottimi strumenti su cui iniziare a lavorare per intraprendere la nuova vita da Freelance. Non sono certamente gli unici, ma è un buon punto di partenza, soprattutto se devi preparare il terreno prima di fare il vero cambiamento.

Con il tempo saprai ottimizzarli e renderli sempre più efficaci perché potrai aggiornarli aggiungendo informazioni sempre più allineate al profilo cliente che stai cercando.

Pronta? Partiamo!

Antonella Romanini

Antonella Romanini in arte The Marketing Mom. Mi occupo di progettazione e gestione delle strategie di marketing e comunicazione per piccole aziende e professionisti. The Marketing Mom è nato come blog nel 2010 quando sono diventata mamma e oggi, da Freelance, rappresenta il mio brand e soprattutto la mia motivazione. Il marketing e la comunicazione fanno parte della mia vita lavorativa e moltissimo anche di quella privata fino a diventare gli strumenti che ho deciso di mettere in campo per parlare, scrivere e attivare azioni concrete per le donne nel mondo del lavoro.

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