LinkedIn: come generare visite al tuo profilo

Nei corsi mi piace sempre dire che LinkedIn è un luogo. Pensa a una città: ci sono le strade, le vie e le piazze, ci sono luoghi di ritrovo e angoli un po’ più deserti: questo è il feed.

In questa città le persone vanno e vengono, c’è chi passeggia, chi si ferma a chiacchierare, qua e là puoi scorgere capannelli di gente che discute, non sono rari i comizi e nemmeno le persone che litigano: questi sono i contenuti, per esempio i post, gli articoli, le dirette.

Una città è fatta di case oltre che di strade e ogni abitante infatti ha una sua casa: è il profilo. E infatti c’è anche tanta gente che guarda dalla finestra.

In questo articolo ti spiego come fare per invitare persone nuove nella tua casa su LinkedIn.

Il profilo è una pagina di atterraggio

Sul profilo di una persona ci finiamo dopo averla incontrata da un’altra parte: nel feed, nei commenti a un post o con una ricerca per parole chiave. La stessa cosa capita al nostro, di profilo: dobbiamo creare le occasioni giuste fuori dal profilo per fare in modo che qualcuno lo visiti. E questa è la prima regola.

Avere un profilo non basta, anche se è compilato benissimo e con le immagini migliori. Se voglio che qualcuno venga a cena a casa mia, devo invitarlo. Se desidero che una persona che non mi conosce venga a trovarmi, deve quantomeno sapere che esisto e dove abito, e poi devo darle dei motivi per venire a farmi visita. Su LinkedIn è la stessa cosa.

Esci di casa, esci spesso

Il primo suggerimento per fare in modo che qualcuno visiti il tuo profilo è questo: smetti di stare alla finestra e scendi in strada, dai modo alle persone di incontrarti. Per farlo non è sufficiente scorrere il feed spargendo qualche reazione qua e là: devi interagire con i contenuti altrui, commentare o addirittura scriverne di tuoi (ma questo lo vediamo tra poco).

Una delle regole sacre di LinkedIn è la continuità: senza continuità e costanza su LinkedIn non succede niente, che tu gestisca il tuo profilo o una pagina aziendale. Siamo tanti e l’unico modo per emergere, oltre a creare contenuti rilevanti, è esserci ogni giorno o quasi. Non sto dicendo che devi scrivere un post al giorno (ma perché no?), ti sto dicendo che devi uscire di casa e incontrare persone ogni giorno, solo così inizierai a farti riconoscere e a suscitare curiosità.

Ti svelo un segreto: la maggior parte delle persone verrà a visitare il tuo profilo dopo che ha iniziato a conoscerti. Non è infatti scontato che un tuo commento nel post di Tizio porti Tizio a visitare automaticamente il tuo profilo. Ma se Tizio riceve per un certo periodo i tuoi commenti, poi ti incontra nei commenti di qualcun altro e dopo un paio di giorni vede che un suo contatto ti ha taggata, allora è molto probabile che si incuriosirà e verrà a vedere chi sei.

Perché funziona così? Due motivi semplici:

  • perché usiamo i social in modo veloce, tra un lavoro e l’altro, e dedichiamo più attenzione a chi conosciamo già e sappiamo che ci proporrà un contenuto di valore
  • perché è così che funzionano le relazioni: non ci mettiamo a chiacchierare con il primo sconosciuto che incontriamo per strada ma se ogni giorno portiamo a passeggio il cane e incontriamo sempre la stessa persona, è molto probabile che prima o poi attaccheremo bottone o che faremo un lavoro di intelligence per sapere chi è.

Logico, no?

Scrivi con personalità: la tua

Oltre a interagire con i post altrui, ti consiglio di scriverne di tuoi. E anche in questo caso, ricordati la continuità, ma non solo. Perché i tuoi contenuti generino traffico verso il tuo profilo devono essere rilevanti e creare curiosità, devono far venire voglia a chi ti legge di conoscerti meglio. Oggi è difficile essere originali grazie a ciò che si scrive, più facile è esserlo grazie a come si scrive: merito del tono di voce e della personalità che si riesce a esprimere.

In una città così rumorosa come LinkedIn, il tuo rumore per emergere deve essere diverso da quello degli altri e deve generare valore. Mi raccomando, il valore è fondamentale: vedo cose oscene generate dal tentativo di essere solo originali.

Scegli un tuo stile o costruisci un tuo pattern: puoi decidere di allegare un’immagine o una grafica personalizzata a ogni post, oppure optare per un tono di voce particolare. Insomma, non aver paura di far uscire la tua personalità: per avere visite nel profilo, non c’è niente di peggio che pubblicare un post formalmente perfetto ma privo di personalità. 

Usa i messaggi privati

Un altro modo per portare traffico al profilo è chiacchierare in privato. Ad esempio, mandando una nota quando chiedi il contatto: hai trecento caratteri, non sarà quindi un poema (per fortuna) ma hai tutto lo spazio per creare un minimo di interesse che porti quella persona a voler leggere il tuo profilo senza chiederglielo in modo esplicito.

La sezione della messaggistica privata è un luogo prezioso dove approfondire e dare sostanza a quanto avviene in pubblico. Se sul feed i commenti fanno comodo e sono utili sia a chi li fa, sia a chi li riceve, spostarsi sulla messaggistica privata non è così scontato, eppure è un passaggio quasi obbligato delle connessioni che diventano relazioni.

Quando chiacchieri con qualcuno in privato è certo che vuoi sapere chi sia e quindi una visita al profilo (o anche più di una) diventa quasi obbligatoria.

Foto, headline e altri dettagli da curare per aiutare le persone a conoscerti

Prima ho mentito, in realtà qualcuno potrebbe venire a farmi visita anche se io me ne resto sempre chiusa in casa: un venditore o qualcuno che sta cercando i miei vicini. Succede anche su LinkedIn: magari qualcuno sta cercando una copywriter o un’assistente virtuale, una slide designer o una video maker, e tu potresti comparire, tra altri profili, come risultato di una ricerca per parole chiave.

A quel punto cosa spingerà chi sta facendo la ricerca a entrare nel tuo profilo? La foto profilo e la headline, cioè le informazioni che compaiono come risultato di una ricerca sul motore di LinkedIn, insieme alla città di residenza e a pochissimo altro. Quindi torno a ribadire l’importanza dei due primi campi del profilo: quello che ti fa vedere in viso e quello che racconta chi sei e cosa fai, ricordando che la headline non è solo un job title.

Un’altra soluzione da usare con buon senso e strategia: quando modifichi il profilo perché aggiungi un’esperienza, una collaborazione o anche solo perché rivedi parte dei contenuti, puoi decidere di farlo sapere alla tua rete di contatti cliccando sulla spunta blu che consente a LinkedIn di avvisare tutti della modifica apportata: questa azione è utilissima quando hai qualcosa da dire di nuovo e vuoi assicurarti che in molti ne vengano a conoscenza. 

Ricordati anche che il social più indicizzato da Google è proprio LinkedIn, quindi se qualcuno ti cercherà per nome e cognome è molto probabile che il primo risultato sarà proprio quello. Se le persone sanno già chi sei il gioco è fatto, ma l’obiettivo è che qualcuno che non ti conosce arrivi al tuo profilo e magari abbia voglia di conoscerti meglio.

Infine, aggiungi il link al tuo profilo fuori da LinkedIn: segnalare il link in firma alle mail, inserirlo nel curriculum, mettere un QRcode nel biglietto da visita (lo so, esteticamente non piacciono nemmeno a me, ma è un’idea) sono accorgimenti che ti aiutano a portare traffico al tuo profilo.

Riassunto veloce delle azioni utili per farti conoscere su LinkedIn

Ricapitolando:

  • esci di casa e commenta i post altrui con continuità e costanza, fatti il giro ed evita di disperdere le interazioni: parti seguendo e commentando poche persone ma per te strategiche e avrai modo di far crescere il tuo network in modo graduale
  • scrivi contenuti tuoi cercando di aggiungere anche la tua personalità al valore che porti
  • cura allo sfinimento la foto profilo e la headline, scegliendo soluzioni che generino curiosità, sempre nel limite del buon senso
  • fai convergere automaticamente persone al tuo profilo quando fai delle modifiche di contenuto importanti
  • crea delle porte di ingresso secondarie al tuo profilo usando il link anche fuori da LinkedIn.

Roberta Zantedeschi

Recruiter e formatrice. Passo gran parte del mio tempo a leggere CV, a fare colloqui e a cercare il giusto incastro tra le esigenze delle aziende e le aspirazioni di chi cerca un (nuovo) lavoro. Freelance convinta, mamma e compagna come meglio posso, blogger incostante ma presente.

Sito | Facebook | Twitter | Instagram | LinkedIn

Lascia un commento