LinkedIn: come scegliere le immagini del profilo

Continua il viaggio alla (ri)scoperta di LinkedIn, un social network che continua ad evolvere e a essere oggetto di sempre nuove attenzioni.
Se vuoi riprendere il primo articolo di questo percorso lo trovi qui.

Oggi vorrei portarti a riflettere sul tuo profilo e in particolare sulle immagini che contiene.

Come non si compila un profilo LinkedIn

Prima di tuffarci sul capitolo foto vorrei dirti come non si compila un profilo evidenziando uno degli errori che quasi tutte le persone fanno quando si apprestano a inserire i loro dati.

Il profilo LinkedIn non è un CV on line, eppure molte persone lo considerano tale e il grande errore che fanno è di approcciarlo alla stessa maniera.

E cosa fai quando scrivi un CV?
Riservi ampio spazio e grande attenzione a due paragrafi in particolare: le esperienze lavorative e la formazione.
Compilare il profilo LinkedIn iniziando e dedicando grande attenzione a questi due campi, riservando meno cura agli altri, è il più comune errore che vedo fare.

In realtà i campi “più importanti” di un profilo LinkedIn sono quelli iniziali: è lì che agganci l’attenzione, è lì che crei curiosità, è lì che conquisti le prime conferme, è lì che il profilo è più indicizzato, è lì che puoi usare il potere delle immagini.

Foto, headline e informazioni sono i tre campi su cui, fossi in te, spenderei più energie (senza snobbare il resto, chiaro).

Oggi affrontiamo la questione delle foto (e delle immagini): croce e delizia.

Ricordati: entrando nel tuo profilo qualcuno potrà non leggere nemmeno una parola ma le foto le guarderà e da quelle foto trarrà alcune conclusioni.

Foto di profilo: tre opzioni

Le foto su LinkedIn sono due, una di profilo e una di copertina.

La foto di profilo serve a farti riconoscere.
Se consideri LinkedIn come un luogo dove si incontrano le persone e dove le persone dialogano, è evidente che la foto profilo serve a farmi vedere “in faccia” con chi sto parlando.

Serve anche a rendere più facile e naturale il contatto fuori da LinkedIn, nella realtà analogica fatta di abbracci e strette di mano (o pugnetti che si incontrano e che a me, te lo devo dire, sanno proprio di pasta cotta senza il sale).

Di conseguenza la foto profilo non solo deve contenere la tua testa, ma dovrebbe fare in modo che chi ti vede ti riconosca.
È opportuno che sia una foto recente o quantomeno aggiornata rispetto alla tua immagine attuale e non deve contenere immagini di altre persone (o animali).

Puoi scegliere liberamente:

  • primo piano o mezzo busto
  • a colori o in bianco e nero
  • al chiuso o all’aperto

Che stile scegliere per le foto su LinkedIn?

Rispetto allo stile da dare alla foto hai tre opzioni:

  1. foto professionale: ti si riconosce con grande chiarezza, l’immagine è realizzata con cura e scelta con intenzione, tuttavia non si capisce che lavoro fai e non emergono tratti particolari di te (sono così la maggior parte delle foto di LinkedIn… quantomeno la maggior parte delle foto che non ritraggono paesaggi, albe o tramonti, fari, gatti, persone in tuta da sci ecc);
  2. foto narrativa: ti si riconosce con chiarezza e si intuisce il tuo lavoro o parte di esso (es. se lavori con il cibo come fa Myriam Sabolla o se ti occupi di scrittura e copy come fa Valentina Falcinelli puoi darne evidenza anche attraverso la foto profilo);
  3. foto personale (o con personalità): ti si riconosce con chiarezza, non si capisce che lavoro fai ma arriva ugualmente qualcosa di te attraverso l’immagine che hai scelto (es. penso alla foto di Chiara Gandolfi, che non racconta il lavoro di Chiara ma trasferisce qualcosa che va oltre il suo viso).

Un ultimo modo di valorizzare e rendere parlante la foto è sfruttare anche lo sfondo: c’è chi lo caratterizza con la scelta di un colore che fa contrasto come Valentina Gherardi o Tatiana Cazzaro e chi invece usa lo sfondo per dire qualcosa, come fa Danilo Spanu

Qualsiasi stile sceglierai, il mio consiglio è di farti fare una foto ed evitare le immagini ritagliate: fatti aiutare da qualcuno con un minimo di dimestichezza, la fotocamera del cellulare va benissimo, ma spesso sono l’inquadratura, il gioco di luci, la posa a fare la differenza.

Al bando i selfie, in particolare i selfie in auto.

Se può servire per convincerti a investire sulla foto profilo, sappi che, rispetto a Facebook, la foto di LinkedIn andrebbe cambiata il meno possibile, per permetterle di diventare la tua icona agli occhi di chi ti incontra per le vie di LinkedIn.
Quindi credimi: affidarti a un o una fotografa sarà uno dei migliori investimenti che farai.

Immagine di copertina: cosa dice?

C’è poi l’immagine di copertina e qui la scelta si fa più complicata perché la possibilità di scegliere si amplia: cosa ci metti?

Iniziamo con il dire che qualsiasi scelta sarà migliore dello sfondo di LinkedIn, quindi non esitare e mentre rifletti sulla foto o immagine più adeguata, inserisci un po’ quello che vuoi, anche un bel panorama.
Il mio suggerimento però, è quello di scegliere un’immagine o di realizzare un grafica che non si limiti ad essere bella, ma che dica qualcosa a chi la vede.

Puoi scegliere di esserci ancora tu, ma con una accortezza: se nella foto profilo hai optato per uno scatto professionale, nella copertina potresti apparire al lavoro, immersa in una delle tue attività, come fanno Marie Louise Denti e Antonella Romanini.

Oppure, come fa la partner in slide di Marie Louise, Elena Bobbola, potresti scegliere di far comparire con te anche qualcun altro, magari la o le persone con cui lavori a stretto contatto.

Nadia Panato ha scelto una grafica minimale e un messaggio tono su tono.

Monja Da Riva invece ha optato per dare evidenza al suo sito.

Ma la copertina può essere anche uno spazio di promozione specifico: come per Luisa Carrada o per Annamaria Anelli che mettono in evidenza i loro libri

La foto copertina, a differenza da quella di profilo, non presenta grossi vincoli di staticità quindi non sentirti obbligata a fare una scelta di lungo termine, anzi: puoi ruotarla liberamente e sfruttarla per dire qualcosa di molto specifico anche solo per un certo periodo.

Primo piano: la tua vetrina personale

Ma non è finita qui, o meglio non è finito lo spazio riservato alle immagini.

Da qualche tempo esiste la funzione del Primo Piano: una vetrina di contenuti che puoi scegliere di mettere in evidenza nel tuo profilo e che appaiono molto per la loro immagine e un po’ meno per il loro testo di accompagnamento.

In questo caso l’immagine non sarà scelta da te, ma in automatico comparirà l’immagine collegata al contenuto che metti in primo piano: scegli contenuti anche in funzione della potenza comunicativa dell’immagine, questo è il mio consiglio.

I loghi delle aziende: tutto fa branding

C’è un ultimo aspetto “visual” su cui ti invito a porre attenzione e riguarda i loghi delle aziende o delle realtà con cui hai lavorato o stai lavorando, incluso e soprattutto quello del tuo brand.

Parlo di quei quadratini grigi nel campo delle esperienze lavorative, che diventano loghi delle aziende quando colleghi il nome dell’azienda alla sua pagina aziendale.
La maggior parte delle aziende, oggi, possiede una pagina aziendale.
Lo stesso non si può dire per i e le freelance.

Succede quindi, che chi lavora in proprio non abbia alcun logo a fianco dell’esperienza attuale.

Che fare?
Creare una pagina aziendale della propria attività e collegare il profilo alla pagina.
Sì, lo so che stai pensando col cavolo che apro anche una pagina aziendale LinkedIn! Con tutta la fatica che faccio a gestire il profilo personale

Non ti sto dicendo che la devi popolare di contenuti… o meglio, te lo dirò tra qualche articolo, per il momento ti invito a valutarne l’apertura anche “solo” per una questione estetica (che non è solo estetica, ricordalo!).
Dal punto di vista del percepito che trasferirai infatti, farà davvero la differenza.

Bene, siamo arrivate alla fine di questo articolo dedicato alle immagini del profilo LinkedIn.
E adesso che fare? Come valutare le foto che hai già inserito e come scegliere se cambiarle?

Le domande sono la risposta

Mi piace usare le domande per guidare la maggior parte delle scelte che riguardano la mia comunicazione.
Ecco quelle che ti possono aiutare a valutare le immagini per il tuo profilo LinkedIn e a decidere, se vorrai, come cambiarle.

  • Cosa voglio che pensi chi vede la mia foto profilo?
  • Deve trasferire qualcosa di me o del mio lavoro?
  • Cosa voglio trasferire attraverso l’immagine di copertina?
    • informazioni su quello che faccio
    • i miei valori o alcuni di essi
    • il mio purpose
    • progetti di cui vado fiera
    • una call to action verso il sito 
    • voglio ispirare attraverso un messaggio evocativo
  • In che modo le immagini che scelgo mi rappresentano e guidano il percepito di chi le vede?
  • Quale posizionamento voglio trasferire del mio brand a chi entra nel mio profilo?
  • Scorrendo il profilo quali sono gli elementi che saltano all’occhio senza bisogno di leggere? sono coerenti con il messaggio che voglio trasmettere?

Buon lavoro.

Roberta Zantedeschi

Recruiter e formatrice. Passo gran parte del mio tempo a leggere CV, a fare colloqui e a cercare il giusto incastro tra le esigenze delle aziende e le aspirazioni di chi cerca un (nuovo) lavoro. Freelance convinta, mamma e compagna come meglio posso, blogger incostante ma presente.

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