Cosa sta succedendo a Instagram?

Ciao, ti ricordi di me? Sono quella che, presa dallo stress, ha chiesto al moroso di aggiornarle le story di Instagram per non scontentare l’algoritmo.

Ma vediamo nel dettaglio che cosa sta accadendo.

La storia dell’algoritmo che cambia

Nel frattempo è esplosa una questione collegata alle mie story, perché molti influencer hanno lanciato un appello del tipo: l’algoritmo di Instagram è cambiato, fa valere solo i salvataggi, quindi salva le foto degli influencer che vuoi sostenere per alzargli la copertura.

Fonte dell’informazione? Miocuggino. Non c’è, in altre parole, nessuna prova che i salvataggi portino a un aumento della copertura: nelle mie story ho condiviso le statistiche del mio profilo personale (con 20 salvataggi la copertura era minore che con uno solo), ma lo vedo anche sulle statistiche di molti altri profili: non è vero niente. Non è la prima volta che salta fuori questa storia dell’algoritmo cangiante, e non è la prima volta che Instagram è innocente.

Se ci pensi, infatti, quando Instagram cambia l’algoritmo di solito te lo dice, perché vuole modificare un tuo comportamento: di recente, per esempio, le fonti ufficiali di Instagram hanno annunciato che avrebbero penalizzato i reel con logo ricondivisi da TikTok. In questo caso, quindi, la copertura diminuisce per un motivo (Instagram non vuole essere la seconda scelta di nessuno!), e diminuisce alla grande.

Ma allora cosa succede a Instagram?

“Guarda che a me la copertura dei post è diminuita davvero!” ti sento dire. Lo so, è leggermente diminuita pure a me, ma non perché l’algoritmo è cambiato: semplicemente ci sono dei periodi in cui aumentano i post, e in particolare quelli sponsorizzati, ma la gente che naviga su Instagram è sempre la stessa, quindi la copertura dei post non sponsorizzati diminuisce.

È una bella seccatura per tutti noi, ma se mi chiedi cosa sta succedendo a Instagram la risposta, dal 2016, è quasi sempre questa: non c’è più l’ordine cronologico, e a volte le persone sponsorizzano togliendo visualizzazioni a chi non lo fa.

Come rimediare?

Ci sono ben due soluzioni a questo problema, ma non ti piaceranno:

  • sponsorizzare i contenuti
  • fare contenuti più coinvolgenti

Per favore, non odiarmi, non sto dicendo che i tuoi post sono brutti. È che la concorrenza aumenta, e, se la concorrenza paga, quegli stessi post che prima andavano benissimo adesso vedono diminuire la copertura. In realtà ci sarebbe anche una terza soluzione, che a Roma chiamerebbero “il metodo stacce”, ma siccome sono veneta preferisco il classico “chi si accontenta gode”.

Cosa puoi fare per le persone interessate ai tuoi post?

Se tre anni fa i tuoi post raggiungevano 3000 persone e ora ne raggiungono 1000, non vuol dire per forza che la tua comunicazione sia un disastro. È il solito discorso che quelle 1000 persone te le devi immaginare nel tuo negozio/ufficio. Quanto tempo impiegheresti a servirle tutte? “Eh ma mica comprano tutti!” mi rispondi.

Certo, ma quelle mille persone sono quelle che hanno dimostrato a Instagram di essere più interessate a quello che fai. Se non comprano loro, difficilmente compreranno quelle che si imbattono per caso in un tuo post sulla pagina Esplora. A questo punto il mio consiglio è quello di puntare su quei mille, piuttosto che andare a cercare altre persone su e giù per il social (ma se lo vuoi fare, puoi sempre sponsorizzare i post!).

Chiediti cosa puoi fare per quei mille, cosa non hanno ancora visto dei tuoi prodotti, cosa non hanno ancora visto di te, approfondisci il rapporto con loro e vedrai che poi saranno proprio quei mille a parlare di te (il passaparola funziona ancora benissimo, su Instagram e fuori!).

Instagram è uno strumento di marketing

Perché non dobbiamo dimenticarci che Instagram non è il marketing, è solo uno strumento con cui noi facciamo marketing (come quando mettevamo gli annunci costosissimi sui giornali, te lo ricordi?).

Ma almeno su Instagram possiamo ancora scegliere il target più adatto!), e che possiamo abbandonare se non ci comoda più. Quello che invece non possiamo abbandonare è il nostro business, che si costruisce con i legami e con la fiducia che ci danno le altre persone, con i rapporti che costruiamo con i nostri clienti giorno per giorno e con la qualità del nostro lavoro.

Se poi qualcuno si salva i nostri post, meglio, ma essere schiavi di un algoritmo rischia di allontanarci dalle persone. E anche dai morosi schiavizzati, se è per questo!

Anna Cortelazzo

Ho un passato televisivo da opinionista tifosa della Fiorentina, ma ora sono una gattara impenitente (il mio gatto deve il suo nome a Prandelli), e tra un felino e l'altro trovo il tempo per dare consulenze sulla gestione di social e siti web. Credo nella slow communication e nelle strategie a lungo termine. Insegno comunicazione all'università di Padova e scrivo per IlBoLive, la loro testata ufficiale

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