Reel su Instagram: perché (non) dovresti farli

Se bazzichi anche solo saltuariamente su Instagram, di sicuro ti sarai imbattuta in un reel: nulla di più normale, perché l’algoritmo li sta pompando tantissimo, quindi anche se stai connessa pochi minuti almeno un reel sulla home fa capolino.

Magari il reel che vedi ti piace, sei una persona curiosa per natura e quindi vai nel profilo del tuo contatto e così scopri che ne ha fatti altri (puoi trovare i reel nella barra sotto la bio delle persone che segui, se ne hanno fatti, proprio di fianco a Igtv). Ehi, ma… aspetta! Cosa sono tutte quelle visualizzazioni?

Ebbene sì, come su Igtv possiamo vedere quante visualizzazioni hanno ottenuto i reel, e sono quasi sempre tantissime in rapporto al numero dei follower (spesso più del 50%). È facile che, a questo punto, ti venga voglia di creare i tuoi, ma prima di rischiare di perdere tempo continua a leggere perché… Non è tutto oro ciò che luccica!

I numeri mentono

Sarà che quella in matematica è stata l’unica insufficienza della mia vita, ma a me i numeri, presi da soli, non piacciono. Ti avevo già messo in guardia parlando di follower che non offrono il caffè (questi maleducati!), ma qui la storia  un po’ diversa: quelle millemila visualizzazioni esistono, ma è possibile che non siano quelle che credi tu.

Se per esempio qualcuno ha scorso la sezione “esplora”, quella con la lente di ingrandimento in basso per intenderci, e lì Instagram aveva strategicamente piazzato il tuo reel, quel rapido passaggio conta come visualizzazione, anche se l’utente non ha veramente guardato il tuo contenuto (e in particolare non lo ha ascoltato, perché si può decidere di farli partire in modalità silenziosa).

Instagram non ha ancora dato dei parametri di analisi più precisi, e forse non li darà mai (su Igtv, per esempio, puoi conoscere solo la percentuale media visualizzata, ma non saprai mai da chi: se vuoi statistiche più precise, ti consiglio di trasferirti su YouTube).

Quindi già si parte male, perché per impostare una strategia digitale vincente dovremmo sapere qualcosa in più sui risultati per prendere le decisioni successive.

No, i reel su Instagram non sono l’Eldorado

Mettiamo caso che qualcuno non stia facendo un lavoro strategico serio, e che voglia semplicemente vedere il numero delle visualizzazioni che si alza a colpi di 10 al secondo. Non c’è nulla di male, è scientificamente provato che questo processo alza le endorfine, e in questo periodo sfido chiunque a convincermi di non averne bisogno. Purtroppo, però, non puoi farci affidamento (quando avrai finito di leggere, sei autorizzata a ripiegare sulla cioccolata).

Facebook e Instagram (che, ricordiamolo, hanno due nomi diversi ma fanno capo alle stesse teste) hanno infatti un copione rodato che si può riassumere, grosso modo, così: lanciano un nuovo formato, l’algoritmo premia chi lo utilizza, così questo nuovo formato si diffonde.

Poi, man mano che gli utenti cominciano a utilizzarlo in modo indipendente le visualizzazioni calano, perché i contenuti di questo tipo aumentano ma il tempo che si passa su Instagram è più o meno sempre lo stesso. Non te lo dico perché ho la sfera di cristallo, ma perché sono le stesse dinamiche che ho rilevato su Igtv e, in misura minore, nelle story.

Quindi lasciamo perdere i reel su Instagram?

Sì, così c’è meno concorrenza e tutti vedranno i miei! No, a parte gli scherzi, questo articolo non vuole scoraggiare i reel, ma solo trattarli con occhio critico. In realtà possiamo ragionevolmente pensare che, per quanto falsate, le visualizzazioni siano di più di quelle dei post in gallery, e che gli effetti speciali che possiamo inserire nei reel attirino l’attenzione.  

I reel, in quest’ottica, sono quindi un buon contenuto per attrarre il nostro target e conquistare nuovi follower (finché dura questa pacchia). Io stessa avevo pianificato il lancio di una rubrica sui clienti da incubo e volevo utilizzare Igtv, ma quando ho visto i numeri di reel l’ho ripensata da capo per adattarla a questo formato, quindi sono la prima a dirti che quei numeri, per quanto mentitori, possono anche essere il sintomo di qualcosa di buono.

Se sei spigliata, se i reel ti divertono, se te la cavi con le creatività video, vai liscia!

Se però stai già combattendo contro il demone dell’incostanza per pubblicare un post al mese sul blog e per far sapere agli iscritti alla tua newsletter che non ti hanno rapito gli alieni, aggiungere anche questo canale potrebbe non essere una buona idea: come sempre, quando si prepara una strategia di comunicazione digitale bisogna valutare per bene costi e benefici e sapere con quali criticità potremmo ritrovarci a fare i conti.

Io spero di essere riuscita a darti delle dritte per prendere una decisione ponderata: se poi decidi di darti ai reel e ottieni risultati da faccia di Sebastian della Sirenetta, vieni qui sotto a raccontarcelo, che siamo curiose!

Anna Cortelazzo

Ho un passato televisivo da opinionista tifosa della Fiorentina, ma ora sono una gattara impenitente (il mio gatto deve il suo nome a Prandelli), e tra un felino e l'altro trovo il tempo per dare consulenze sulla gestione di social e siti web. Credo nella slow communication e nelle strategie a lungo termine. Insegno comunicazione all'università di Padova e scrivo per IlBoLive, la loro testata ufficiale

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