Come creare contenuti, interazioni e relazioni su LinkedIn

LinkedIn: davvero devo scrivere? e cosa ci scrivo? Torno a parlarti di LinkedIn e lo faccio con lo scopo di aiutarti a lavorare sui contenuti e sulle interazioni. 

Parliamo della cosa più importante che puoi fare una volta che hai messo a punto il profilo e sviluppato il network: ovvero costruire credibilità professionale e relazioni.

Perché l’ho già detto più volte, un conto è essere su LinkedIn e un altro è vivere LinkedIn: una community di professionisti che mettono a fattor comune conoscenze, competenze, idee, opinioni per fare meglio ciò che fanno per lavoro. Le parole chiave sono community e lavoro: è una community di taglio professionale.

In questo senso LinkedIn si distingue da qualsiasi altra piattaforma di social networking: punta il faro sulla capacità di creare relazioni tra persone che non si conoscono ma che potrebbero avere interesse a confrontarsi su temi professionali. Di conseguenza, permette a ciascuno di costruire e comunicare la propria identità professionale.

Per chi lavora come libero professionista questo significa che LinkedIn diventa un tassello naturale e importantissimo della propria comunicazione digitale.

Perché LinkedIn è utile e come usarlo

LinkedIn sta crescendo. Cresce in iscrizioni ma, più importante, cresce in credibilità come strumento professionale, cresce in autorevolezza e di conseguenza aumenta la credibilità e l‘autorevolezza di chi lo utilizza con cognizione di causa.

LinkedIn è utile per più motivi:

  • dà la possibilità di comunicare e dare visibilità alle tue competenze professionali
  • è un modo (oltre a sito, newsletter, blog) per entrare in contatto diretto con le persone e trasmettere loro le tue capacità, i valori con cui lavori, il target, i problemi che risolvi e per parlare in modo concreto del tuo lavoro
  • premia comportamenti non autoreferenziali e la capacità di produrre contenuti utili alla community o a parte di essa 
  • è uno dei pochi social network sul quale il traffico organico è ancora valorizzato: solo le pagine aziendali possono creare ADV e i costi sono piuttosto alti.

Per usare bene questo strumento è fondamentale curare tre asset: 

  • il profilo deve essere completo e aggiornato
  • il network deve essere ampio
  • i contenuti e le interazioni devono entrare a far parte dell’uso quotidiano di questo strumento

Usare LinkedIn per creare relazioni e sviluppare business

Volevo inserirla nelle premesse ma so che ci sono differenti modi di affrontare LinkedIn, scuole di pensiero diverse. Io sono per un utilizzo relazionale di LinkedIn.

Cosa significa? Significa che distinguo due livelli di obiettivo quando faccio formazione e consulenze su LinkedIn:

  • gli obiettivi di primo livello riguardano il mondo delle relazioni che si possono costruire su LinkedIn: questo significa che non calcolo ogni volta cosa mi potrà portare un contatto e se ciò che sto per scrivere mi  avvicinerà alla prossima fattura. Vivo LinkedIn con la libertà con cui vivo un luogo, un evento come per esempio il Freelancecamp per incontrare dal vivo altri liberi professionisti: ci vado per conoscere persone, incontrare chi non vedo da tempo, per chiaccherare, per confrontarmi, per crescere. Non vado a un evento con il mirino e l’intenzione di parlare solo a chi dico io dei miei futuri progetti professionali: tornerò su questo tra poco.
  • gli obiettivi di secondo livello sono il business! Ma come conseguenza. Certo, con un po’ di strategia e intenzione, il cliente nuovo non giunge a caso solo perché si conversa sul web ma è pur sempre successivo alla creazione di relazioni e di contenuti di valore.

Contenuti su LinkedIn: interazione e produzione

Veniamo a questi benedetti contenuti. C’è un modo graduale per iniziare a muoversi su LinkedIn se trovi ostico entrare e metterti a scrivere: parti dai contenuti altrui e approda piano piano ai tuoi.

La cosa interessante e distintiva di LinkedIn è che qualsiasi azione tu faccia sulla piattaforma, quell’azione diventa un contenuto: non è necessario scrivere un post o un articolo, anche un “consiglia” (il pollice alto che equivale al like di Facebook) o un’altra delle reazioni a disposizione diventa un’attività e rivela all’algoritmo e a chi interagisce con te che stai usando il social network.

Vediamo passo dopo passo come puoi iniziare a generare contenuti.

I contenuti degli altri

Interagisci: consigliali, commentali o condividili. È un modo molto diretto per entrare in relazione e capire come funziona questa parte di LinkedIn, quella più relazionale e viva. Ti svelo una cosa: spesso i contenuti più interessanti non sono i post che appaiono sul feed ma le discussioni che si aprono al loro interno. Commentare significa, se tu fossi offline, aggregarsi a quel gruppo di persone che vedi chiacchere e inserirti per arricchire il confronto.

È un modo molto più diretto per “farsi notare”, per trasformare un contenuto in un embrione di relazione. Chiaro: non puoi pensare di distribuire commenti a caso o senza continuità e sarebbe sbagliato anche commentare e non seguire poi la discussione, ma non serva che te lo dica, vero?

I tuoi contenuti

Ora tocca a te popolare il feed altrui con materiale autoprodotto. Come?

Hai due opzioni:

  • porti dentro contenuti già realizzati e li commenti
  • produci del materiale originale

Nel primo caso puoi usare articoli o contributi che trovi sul web e dare loro visibilità su LinkedIn ma attenzione: riportare un articolo del Sole24Ore o chi per esso senza un commento o una personale interpretazione di quell’articolo serve a poco.

Non sto dicendo che basta aggiungere una frase di cortesia, al contrario: proprio perché stai sfruttando materiale già realizzato da altri, la community di LinkedIn apprezzerà avere di quell’articolo il tuo punto di vista, un’opinione che vada oltre il “sono una veterinaria e ho trovato molto interessante questo articolo sull’estinzione del Pinguino Imperatore” o anche una sintesi che aiuti a entrare in un argomento tecnico. 

Quando condividi materiale dall’esterno (ma vale anche se replichi sul tuo profilo il post di un’altra persona) ti consiglio di aggiungere una presa di posizione, un’opinione di sostanza, un’interpretazione che aiuti le persone a capire meglio o prima ciò che troveranno in quell’articolo, oppure una provocazione, che funziona molto ma va maneggiata con cura (il popolo di LinkedIn non ha la stessa propensione all’ironia degli abitanti di Twitter).

Post e articoli su LinkedIn

Andiamo al secondo caso: scrivi tu! Adesso sì che il gioco si fa interessante.

Innanzitutto devi sapere che hai di nuovo due opzioni:

  • il post 
  • l’articolo

Il post su LinkedIn

ha uno spazio limitato a 1300 caratteri, è più immediato, genera più traffico e più interazioni, si disperde più facilmente e non è semplice da ritrovare (se io volessi cercare un post che ha scritto un mio contatto la scorsa settimana potrei avere grosse difficoltà a trovarlo). Al post puoi allegare immagini, documenti in pdf o presentazioni, video, link a risorse esterne.

Il post è utile per l’attività quotidiana, per creare presenza e costanza, per generare interazioni e conversazioni.

L’articolo su LinkedIn

Non ha limiti di spazio, può essere formattato come l’articolo di un blog, è meno visibile ma viene conservato in una sezione a parte del tuo profilo per cui è facilmente rintracciabile anche dopo anni.

L’articolo serve per approfondire, generare traffico sui tuoi contenuti oltre il sito e blog, dare sostanza e struttura alla tua comunicazione.

Contenuti di qualità

Scrivere contenuti su LinkedIn significa avviare una conversazione: all’inizio non è un esito scontato ma con gradualità, continuità e la disponibilità a sperimentare, l’esito di una presenza costante e attiva su LinkedIn è questo.

Si scrive su LinkedIn non per fare una dichiarazione, per esporre una teoria, per dichiarare la propria bravura: si scrive per conversare.

Questo è il driver al quale aggiungo un ulteriore tassello: sii utile!

Quando scrivi su LinkedIn, fai il possibile per creare contenuti utili, che servono, che risolvono un dubbio, un problema, che – si dice – generano un valore aggiunto per chi li legge.

Ecco il passaggio importante: se vuoi generare interesse e conversazione regala contenuti di valore inerenti il tuo lavoro facendo il possibile per aiutare chi ti sta leggendo e senza la preoccupazione di regalare informazioni che solitamente vendi, anzi, partendo proprio da quelle perché sono la testimonianza vera e concreta di cosa sai fare e di come lo fai.

Questa esposizione genera fiducia e avvicina le persone. È la scelta che più facilmente ti porterà a raggiungere gli obiettivi di primo ma anche di secondo livello: costruire relazioni e sviluppare business. Per approfondimenti sul tema ti rimando al podcast di Alessio Beltrami che spiega meglio di me il content marketing.

Di cosa scrivo?

Del tuo lavoro e dei problemi che risolvi. Sembra ovvio eppure il problema non è di cosa parlerai ma come ne parlerai. E su questo punto non basterebbe un articolo solo perché ogni caso va a sé, ecco però delle indicazioni di massima:

  • semplifica i contenuti in modo che possano essere compresi dai non addetti ai lavori, da chi non fa il tuo lavoro
  • crea vicinanza: adotta uno stile il più umano possibile, sei una professionista ma sei anche una persona che si mette a disposizione di altre persone 
  • prendi una posizione, non essere neutra
  • tagga senza invadere le vite altrui
  • usa bene gli hashtag (ricordati che non sei su Instagram: pochi e di qualità)
  • rispondi sempre a chi ti commenta (quel sempre vale se non fai la recruiter, se fai il mio lavoro a quel sempre mettiamo delle eccezioni)
  • scrivi. Che a volte il problema non è cosa o come ma il coraggio di buttarsi

Più interazioni e meno pippe

Nel creare una strategia di presenza attiva e contenuti su LinkedIn è opportuno decidere il tipo di percezione che si vuole generare in chi ci legge. La faccio semplice: che idea deve farsi di me chi mi legge? È importante che tu ti faccia questa domanda perché guiderà ciò di cui parlerai e anche il modo in cui lo farai.

Ma attenzione: questo non deve mettere un’armatura ai tuoi contenuti e ingabbiare le interazioni. Non è necessariamente tutto funzionale a costruire la tua percezione professionale perché ci sei anche tu come persona.

Cosa sto dicendo? sto dicendo che devi sentirti libera di commentare anche contenuti che non sono strettamente legati alla tua strategia se ne senti il desiderio, se il post di qualcuno tratta un tema su cui hai un’opinione ma non fa parte del tuo ambito di lavoro non sarà la professionista a parlare ma la persona e questo è un valore che tu porti con te e che esponi. È la mia opinione, naturalmente, ma non credo in un utilizzo strettamente funzionale di Linkedin, ne vedrei una deriva arida e un po’ opportunista. 

Quindi, considera sempre che ci sei tu come professionista e tu come persona e c’è spazio per entrambe.
Nel tuo vivere LinkedIn permettiti di costruire relazioni con uno sguardo ampio e accogliente. Come quando a un evento fai amicizia con qualcuno, all’inizio il lavoro è un pretesto per attaccar bottone ma poi si va oltre e ti esponi anche come persona. Online è la stessa cosa. Virtuale è reale.  

Roberta Zantedeschi

Recruiter e formatrice. Passo gran parte del mio tempo a leggere CV, a fare colloqui e a cercare il giusto incastro tra le esigenze delle aziende e le aspirazioni di chi cerca un (nuovo) lavoro. Freelance convinta, mamma e compagna come meglio posso, blogger incostante ma presente.

Sito | Facebook | Twitter | Instagram | LinkedIn

Lascia un commento