Come stanno cambiando i Gruppi per le Community su Facebook

Il 25 giugno scorso sono stata a Roma ospite di Facebook negli spazi di Binario F, per il primo Facebook Community Day Italia. Insieme a me, una trentina di Community Leader invitati a “fare gruppo” anche dal vivo. E non a caso. L’Italia è al 2° posto in Europa per le interazione all’interno dei Gruppi. Su 31 milioni di profili attivi, infatti, sono ben 27 milioni quelli iscritti a una Community. Nel mondo siamo 1,4 miliardi di persone. Scrivo “siamo” perchè molto probabilmente anche tu fai parte di almeno una Community Facebook e magari come me, sei anche una Community Leader.

Ma perchè ci piacciono tanto i Gruppi e fare Community su Facebook?

Siamo tornati a vivere Facebook esattamente con lo scopo per cui era nato: rimanere in contatto con le persone (offline e online) della nostra vita, cercare informazioni e condividere interessi. Le statistiche, ma anche lo stesso Facebook, dicono che lo stiamo facendo sempre di più nei Gruppi, quelli in cui troviamo persone “simili” a noi per interessi e aspirazioni, luoghi virtuali in cui ci sentiamo più che altrove a nostro agio nel condividere quello che siamo e pensiamo.

Perché i Gruppi su Facebook stanno cambiando

A maggio 2019, dal palco di F8, la conferenza che Facebook organizza ogni anno per gli sviluppatori, è stato proprio Mark Zuckerberg a presentarsi con una scritta alle spalle dall’ingombrante significato. “The future is private” non è solo una frase per affrancarsi dai guai conseguenti alle falle di privacy dei recenti scandali, è anche una precisa dichiarazione di intenti, in termini di obiettivi e sviluppi del social media più usato nel mondo.

1. Condividiamo di più ma con gruppi ristretti di persone

“Facebook nasce per mettere in connessione le persone”.

I Gruppi sono stati lanciati 10 anni fa. Sono cresciuti in maniera organica perché le persone hanno cominciato a usarli per condividere passioni, cause, interessi. Dal 2017 la mission di Facebook non a caso è cambiata, l’obiettivo non è più solo unire le persone ma costruire Community. Il primo passo è stato il Facebook Community Program, un programma con l’intento di cercare le persone più rappresentative di ogni comunità locale, quelle che aggregano in nome di una causa o per un passione condivisa, per aiutarle a fare sempre meglio su Facebook.

2. Virtuale e reale, online e offline, hanno sempre più confini labili

I Gruppi sono un potentissimo strumento di aggregazione, una piazza virtuale, le panchine del parco, il tavolino del bar di quartiere. Le interazioni si spostano sempre più facilmente dal virtuale al reale, rafforzando rapporti umani tra persone che si scambiano consigli, talvolta chiedono sostegno e sempre più spesso condividono un vissuto personale. Si creano amicizie, si entra nelle vite degli altri e si fanno entrare altri nelle proprie, con le stesse modalità della vita offline. Se non rispetti le regole, sei fuori dal Gruppo.

3. Più attenzione alle persone che ai numeri

Le Community su Facebook non sono schiave della reach e dell’engagement e questo le libera da una serie di implicazioni anche commerciali.  Fare Gruppo fa bene e fa del bene. Lo sostiene anche una ricerca di Facebook svolta in sette Paesi Europei e negli USA. Lo studio dimostra come l’appartenenza a Gruppi specifici, serva ad aggregare persone intorno e a sostegno di cause e iniziative benefiche che producono benefici dall’online all’offline.

Le pagine Facebook non hanno perso importanza

I Gruppi sono diversi dalle Pagine per finalità e uso. L’algoritmo di Facebook però punta e punterà sempre di più sulle Community e nel nostro Feed saranno sempre più spesso privilegiati i contenuti dei Gruppi di cui facciamo parte. Lo ha detto chiaramente durante l’incontro di Roma anche John Cantarella, vicepresidente del Social Good e Community Partnership di Facebook. Questo non significa abbandonare le Pagine ma ci offre anzi l’occasione e l’opportunità di lavorare meglio sui contenuti che postiamo.

“La missione di Facebook è molto semplice ed è quella di unire le persone e fare comunità”. Sheryl Sandberg

“Building communities”: ora che l’obiettivo di Facebook è chiaro, dobbiamo capire come e se farlo creando Gruppi referenziati alle nostre Pagine. Certo, gestire e moderare una community non è semplice ma permette di creare un legame molto più stretto con le persone e i clienti (potenziali o acquisiti) con cui interagiamo. Questo significa, per esempio:

  • Riunire intorno a te e al tuo marchio persone realmente interessate a quello che sei/fai/vendi/offri
  • Testare nuovi prodotti o servizi, idee e iniziative con un pubblico più attento e coinvolto
  • Ascoltare e confrontarti con più attenzione con le persone per capire sempre meglio i loro bisogni
  • Creare affezione sincera verso di noi e il nostro marchio
  • Coltivare Evangelist, persone che parlano bene di noi fuori dalla nostra community e dalla nostra bolla.

Feature delle Community

“Le community sono la spina dorsale di Facebook. È ciò che ci spinge a migliorare i nostri prodotti e a crearne di nuovi. Ed è il motivo per cui siamo così impegnati con i leader ispiratori che lavorano ogni giorno per riunire le persone attorno a questioni importanti, passioni condivise e cause comuni”.

Nei Gruppi inoltre possiamo  sperimentare alcune funzioni che sulle Pagine non sono attive.

  1. (Finalmente) si può formattare il testo dei post – Su Pagine e Profili è ancora fantascienza, nei Gruppi invece è diventato invece realtà: si possono formattare i testi con stili, grassetti ed elenchi, per dare maggiore enfasi ai contenuti
  2. Non solo Admin – Nei Gruppi si possono rendere Moderatori alcuni iscritti, magari i più affezionati e attivi che puoi premiare anche con dei badge, permettendo una gestione più fluida della community e rendendo più semplice e capillare il controllo di ciò che accade tra un post e l’altro e le eventuali violazioni del regolamento
  3. Nuove funzioni per gestire singolarmente gli iscritti – Le Community crescono e la gestione dei membri che ne fanno parte deve farsi necessariamente più semplice. Facebook ha introdotto la possibilità per gli Admin, di notificare direttamente a un membro se viola il regolamento del Gruppo, bloccarlo, silenziarlo ed eliminarlo ma anche l’opportunità di filtrare gli interventi all’interno del Gruppo, per data o per nome dell’autore
  4. Anche nei Gruppi si possono programmare i post – Crea un calendario editoriale ad hoc e gestiscilo esattamente come faresti con gli altri tuoi canali
  5. Insights anche per i Gruppi – Dati e statistiche ti aiuteranno a lavorare meglio nella tua Community.

Se gestisci una Community, condividi con noi il tuo punto di vista e raccontaci la tua storia!

Cristiana Stradella

Mi chiamo Cristiana Stradella, vivo di passioni e social media marketing. Aiuto liberi professionisti e imprese di talento a raccontare e valorizzare online quello che li rende unici e speciali.

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