Double opt-in: guida l’iscrizione alla tua newsletter con le tue parole

La strada che porta all’iscrizione a una newsletter è fatta di pochi click ma il processo di iscrizione può complicarsi in men che non si dica, per esempio se è guidato da testi molto tecnici, a volte poco comprensibili, oppure in inglese, che non tutti leggono con facilità. Anche questa è un’esperienza che si può trasformare in un momento gradevole e utile se passi un po’ di tempo sui testi che accompagnano il processo di iscrizione, per non scoraggiare e tenere alta la motivazione e l’attenzione di chi ha deciso di iscriversi.

Dare un tocco di personalità e guidare le persone a compiere i passi necessari per completare l’iscrizione è importante soprattutto quando si decide di gestire l’iscrizione con il double opt-in, il processo in due passi successivi strutturato così: la persona che vuole iscriversi a una newsletter compila il modulo di iscrizione, quindi riceve una email che chiede di confermare l’iscrizione cliccando su un link o su un pulsante; se questo secondo passaggio non avviene, l’iscrizione non si completa e il processo si interrompe.

Il double opt-in può sembrare complesso ma ha alcuni vantaggi importanti:

  • evita il rischio che la tua lista si popoli di indirizzi email di persone che non volevano iscriversi davvero alla tua newsletter: può capitare con l’opt-in singolo (inserisci l’indirizzo, clicchi sul pulsante di iscrizione e sei dentro la mailing list), perché chiunque può inserire indirizzi email a caso, anche falsi e non funzionanti, alterando così sia le percentuali di apertura delle tue newsletter, sia il numero di bounce, le email non consegnate ogni volta che spedisci una newsletter, e aumentando il rischio che tu venga segnalata per spam
  • ti dà una ragionevole sicurezza che i tuoi iscritti abbiano scelto di far parte della tua mailing list

Accompagnare il processo di double opt-in con dei buoni testi non è solo un esercizio di stile ma:

  • aumenta la probabilità che ogni iscrizione avvenga senza intoppi e inizia a farti conoscere da chi poi ti leggerà: è un filo teso che segna l’inizio di una relazione
  • ti permette anche di inserire qualsiasi informazione importante, istruzione o altro dettaglio tu abbia voglia di comunicare ai tuoi futuri iscritti, per rispiegare e ricordare la modalità di arrivo dell’incentivo promesso al momento dell’iscrizione o per invitare i nuovi iscritti a controllare che le tue email non finiscano in spam o nell’odiato tab Promozioni di Gmail

Quindi, una delle prime cose da imparare quando apri un account su MailChimp o altrove è come modificare i form di iscrizione per inserire le tue parole, non quelle standard scelte da chi ha creato la piattaforma; per quanto buone, non avranno mai la tua personalità, il tuo stile e il tuo tono di voce.

Cosa si può dire nello spazio di un paio di messaggi veloci? Parecchie cose. Vediamo alcuni esempi.

Amy Porterfield chiede la conferma dell’iscrizione e insegna ai nuovi iscritti come portarla via dal tab Promozioni:

 

Freitag, che ho citato anche nell’ultimo post sui messaggio di invito all’iscrizione alla newsletter, non si smentisce nemmeno nei passi successivi. Ecco qua l’email che richiede la conferma dell’iscrizione:

Un bel testo frizzante, divertente e sfrontato quanto basta, in pieno stile Freitag. Non è finita, perché dopo aver confermato l’iscrizione arriva il “grazie per esserti iscritto”, detto così:

 

Tiny Blue Orange, sito per chi vuole saperne di più su WordPress, usa l’email di conferma per ricordare che, a conferma avvenuta, arriverà l’incentivo promesso, cioè una guida per “alzare ancora un po’ il tuo nerd level”:

A conferma avvenuta, ecco il messaggio finale che ricorda ancora una volta l’arrivo della guida, ne approfitta per segnalare tutti i social sui quali seguire Tiny Blue Orange e invita a condividere l’iscrizione appena fatta.

Paul Jarvis usa la testimonianza di un lettore per dare ancora più valore all’iscrizione alla sua Sunday Dispatches e la sua abituale ironia per convincere a cliccare e confermare l’inserimento nella sua mailing list:

Seth Godin, guru di tutte noi freelance, sceglie il modello “spiegone”:

  • ricapitola cosa sta succedendo (ti stai iscrivendo alla sua newsletter e riceverai i post del suo blog via email
  • ti chiede di confermare l’iscrizione
  • ti dice cosa puoi fare per gestire la tua iscrizione (lo step 2-1/2)

A iscrizione confermata, il messaggio che compare è questo:
Di nuovo, Godin ne approfitta per ricordare cosa succederà, poi invita a condividere (“Non essere timido!”), e ne approfitta per suggerire cosa fare subito dopo, per esempio visitare il blog e gestire le preferenze di iscrizione.

Spero che questi esempi ti saranno di aiuto per rivedere il processo di iscrizione alla tua newsletter se sai di averlo un po’ trascurato o per migliorarlo ancora e renderlo unico e personalizzato come sarà tutta la tua comunicazione.

6 commenti su “Double opt-in: guida l’iscrizione alla tua newsletter con le tue parole”

  1. Io non m’iscrivo mai alle newsletter e se lo faccio per sbaglio, mi cancello dopo poco, sono pochissimi i siti dai quali ricevo con piacere le newsletter, tutti gli altri zero, specialmente gli ecommerce
    le trovo fastidiose e invasive, in più ormai su tutti i siti si viene bombardati di diecimila banner, tra cookie, newsletter, sconti e altre richieste, siamo sicuri che questi strumenti funzionino?

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    • Ciao Marta, dire “le newsletter funzionano” e basta equivale a non rispondere. Funzionano se sono pensate davvero per chi dovrebbe riceverle, se sono utili (dove utili vuole dire molte cose, dalle nl che offrono sconti e offerte commerciali a quelle che leggi perché sono piacevoli, perché impari qualcosa, eccetera), se sono scritte bene, se hanno una frequenza giusta, se ti semplificano la vita invece di complicartela. Conosci la newsletter di Francesco Costa del Post? Ecco, quella è una newsletter che funziona, così tanto che è diventato un progetto che si sostiene anche grazie alle donazioni.

      Personalmente aspetto e leggo le email di Gap, che è uno dei miei negozi preferiti e mi fa sapere soprattutto quando ci sono sconti particolari magari riservati a chi è iscritto: insomma, fa una cosa semplice che poi è l’unica cosa che credo quasi tutte noi che amiamo Gap ci aspettiamo che faccia.

      Insomma, come sempre la risposta giusta è: “dipende” 🙂

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      • anch’io leggo solo le mail di pochi negozi che m’interessano davvero, mentre trovo molto invasivo il fatto che tanti ti iscrivano automaticamente quando crei l’account..anche se non selezioni l’iscrizione…mentre i banner che compaiono quando entri in un sito sono diventati talmente banali e invasivi che li chiudo subito
        per cui pensavo ad un problema a monte, cioè come far capire che la tua newsletter sarà diversa dalle altre e trovare anche graficamente il modo per invitare ad iscriversi con discrezione
        la qualità delle mail che invii poi è un discorso a parte, di idee per renderla bella ce ne possono essere tantissime, ma siccome oggi appunto tanti hanno fatto un cattivo uso delle newsletter, penso che sia più complicato convincere il visitatore ad iscriversi
        🙂

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        • Rispondo con l’ennesimo “dipende”: perché davvero dipende da cosa intendi quando dici “diversa dalle altre”. Diversa per stile, contenuti, offerte? Io credo (e ne ho scritto qui: https://cpiub.com/2017/01/presentare-la-tua-newsletter-modulo-di-iscrizione/), che l’operazione migliore che si possa fare sia dire subito alle persone che ti interessano cosa darai loro (quali contenuti), e ogni quanto, per quello invito sempre a non lasciare lì da solo il modulo di iscrizione, senza nemmeno due righe che gli diano un contesto.

          Sulla bellezza, possiamo discuterne: ci sono i contenuti scritti che hanno un gran peso, e poi c’è il sapere come confezionarli, per migliorare la leggibilità e non solo. Hai mai visitato https://reallygoodemails.com/? È pieno di ottimi esempi.

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          • ho dato un’occhiata all’articolo ma quel tipo di presentazione non lo trovo interessante, sono molto sincera, a questo punto preferisco un invito sobrio del tipo “iscriviti alla newsletter”, tanto so di cosa si tratta, è appunto cercare di buttare l’esca che non mi piace, poi sono punti di vista, tutti quei banner e pop up che ormai popolano tutti i siti, con queste descrizioni che cercano di invogliare a tutti i costi ad iscriversi, sono talmente scontati che non fanno più effetto, almeno su di me, se lo fanno sulla maggior parte degli altri allora è bene continuare su questa via
            grazie per gli spunti di riflessione 🙂

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            • Prego, figurati 🙂 Non c’è dubbio, tu probabilmente sai esattamente cosa cerchi e quali sono i contenuti che ti soddisfano. Molte altre persone invece non lo sanno e quando si trovano davanti al modulo di iscrizione di una newsletter esitano o si iscrivono senza reale convinzione, il che ha un brutto effetto da entrambe le parti:

              – chi dovrebbe leggere poi magari non lo fa perché non ha motivazione sufficiente o – semplice semplice – si è scordato persino di chi fosse la newsletter
              – chi scrive la newsletter si riempie la lista di contatti “così così” e ne vedrà le conseguenze nelle sue statistiche.

              Insomma, diciamo che quella che per te è un’esca, per molti è un modo utile per discriminare e scegliere le newsletter giuste da seguire.

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