Il Curriculum Vitae della Freelance: dalla teoria alla pratica

Il Curriculum Vitae parla di te ma non è scritto per te.
Il Curriculum Vitae deve parlare e comunicare a chi lo legge e deve rispondere e risolvere i suoi dubbi.
Il CV non deve dire tutto di te.
Deve creare la curiosità giusta per fare in modo che tu ottenga un colloquio.

Oggi voglio parlarti del CV secondo la sua accezione più classica, che è quella di aiutarti a trovare nuovi lavori, nuovi incarichi, nuovi clienti o a ricondurti dentro il mondo del lavoro dipendente.
Ti elencherò le principali caratteristiche che deve possedere e ti darò la ricetta di come inserire correttamente le informazioni.

Parto però col dirti che anche il Curriculum più efficace non ti garantirà mai – da solo – di trovare/cambiare lavoro.
Quindi un CV che non sia una formalità a completamento della documentazione necessaria a un bando o a un corso finanziato ecc… ha un solo obiettivo: procurarti un colloquio.

Il CV è come il trailer del film: non può spoilerare il finale ma deve convincerti a uscire e ad andare al cinema.
Il trailer deve farti capire il genere di film che promuove, deve incuriosirti e deve iniziare a coinvolgerti.
Per il Curriculum è lo stesso, ma il film sei tu!

Come deve essere il tuo CV

Un CV efficace dev’essere convincente, originale, sintetico, personalizzato, navigabile, corretto, espressivo.

Convincente

Quello che scrivi dev’essere credibile e dare credibilità alla tua professionalità, deve far passare la sostanza di quello che sai e di quello che puoi fare per chi sta leggendo e per i suoi obiettivi/necessità. Cita o linka i progetti/clienti che hai seguito, fai comprendere che padroneggi la materia per la quale ti proponi, non limitarti a dire “sono un’esperta di questa cosa”, entra nel modo più rapido, breve e convincente possibile nel merito della materia.

Originale

Che, lo ribadisco, non significa glitterato o farcito con kg e kg di grafica, ma capace di farti spiccare e distinguere dagli altri. L’originalità più importante, e la più difficile, nasce e si sviluppa sulle parole: riuscire a scrivere in modo da catturare l’attenzione pur occupandosi di consulenza fiscale è una bella sfida. Del resto tu sei unica e il tuo compito è riuscire a trasmettere o quantomeno far percepire, la tua unicità.

Sintetico

Qualsiasi CV potrebbe (dovrebbe secondo me) essere contenuto in una sola pagina. Anche perché esistono gli allegati e il portfolio per i dettagli. Un CV sintetico è una sfida a trovare e mettere in luce gli aspetti della tua professionalità che sono distintivi e di maggiore valore aggiunto rispetto al ruolo per cui ti proponi. Ricordati che un CV non è perfetto quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere.

Personalizzato

Mi ripeto: non è sempre necessario che tu dica tutto, devi scegliere di inserire solo quello che ritieni possa soddisfare le aspettative del tuo interlocutore. Questo significa che se cambia il destinatario spesso e volentieri cambiano anche i contenuti che tu dovrai inserire sul CV (esatto, il CV va rivisto ogni volta!). Non solo l’intestazione ma l’evidenza che dai alle informazioni, in modo da rispondere ogni volta a bisogni specifici.

Navigabile

Leggere è una forma evoluta di guardare: un buon cv è schematico, facile da scorrere e da leggere. Le informazioni sono messe in evidenza attraverso titoli, un buon uso del grassetto e del sano spazio bianco. Non è necessario saturare il foglio, è più importante inserire le informazioni giuste selezionandole tra le tante e metterle in evidenza in modo che non sfuggano all’occhio di chi sta cercando proprio quello. E non serve diventare dei maghi della grafica per costruire un CV schematico e facilmente navigabile, ho già consigliato in un post precedente Canva per trovare template interessanti su cui sviluppare il proprio CV, ma puoi lavorare su un documento di Word e sfruttare le funzionalità più basiche per ottenere comunque un buon risultato. Quando hai finito prendi il CV e guardalo da una certa distanza: ti sembra che l’occhio si muova sulla pagina con una certa fluidità? Ti pare di scorgere il contenuto senza doverlo leggere? Se sì allora hai fatto un buon lavoro.

Corretto

Leggi, rileggi e nel dubbio fallo leggere anche a qualcun altro. Nessuno ti additerà se sbagli una virgola o se ti scappa un errore di ortografia, ma vuoi mettere proporsi con un CV pulito e scorrevole? Il fatto è che spesso i refusi sono piuttosto imbarazzanti, altro che punteggiatura da rivedere… Prenditi mezz’ora in più e leggi attentamente. Privilegia le frasi corte e scegli parole chiare e comprensibili, evita i tecnicismi a meno che tu non sia sicura di parlare con qualcuno che fa esattamente il tuo lavoro. Inserisci le parole chiave che potrebbero far comparire il tuo CV in una ricerca testuale.

Espressivo

Il CV parla di te, non di un ruolo professionale. Che sia tu o un’altra persona a fare lo stesso lavoro non produrrà lo stesso risultato. Che scelgano te o una tua collega/competitor che possiede le tue stesse competenze tecniche (hard skill) non avrà lo stesso effetto. Quali sono i vantaggi di scegliere te? Sto parlando delle tue soft skill, di come sei e non di quello che fai. È più facile farle emergere a colloquio ma non vanno omesse nel CV. Anzi, aiutano a rinforzare la voce “originalità”. Evita la lista scontata di aggettivi più utili alla ricerca di un marito che a quella di un lavoro (affidabile, responsabile, disponibile, flessibile, aperta alle novità, e via dicendo…). Chiediti chi sei e magari chiedilo anche a chi ti conosce e scegli quegli aggettivi, caratteristiche e peculiarità davvero tue, distintive e possibilmente collegate al ruolo per cui ti proponi. Non ne servono 10 fuffose, ne bastano 3 o 4 mirate e autentiche.

Le informazione da mettere nel CV

E adesso andiamo alla pratica. In linea generale l’ordine di comparizione delle informazioni dovrebbe essere questo:

Dati anagrafici: con i contatti e il collegamento ai social che usi e che sono inerenti al tuo lavoro. LinkedIn secondo me dovrebbe esserci!

Foto: non è indispensabile ma porta un valore (non a caso tutti i social la prevedono), la cosa importante è che sia professionale, primo piano o mezzo busto su sfondo neutro e recente (quindi veritiera).

Breve presentazione: una sorta di abstract che dice chi sei, che competenze porti in dote e per quale motivo ti stai proponendo. Qui possono trovare spazio le tue soft skill. Questo breve testo dovrebbe catturare l’attenzione di chi legge e fargli venir voglia di approfondire il CV. Tutto il resto poi è un insieme di informazioni, ma questa è la tua vera narrazione, lo storytelling lo fai qui insomma.

Esperienze professionali: partendo dalla più recente/attuale e scorrendo poi a ritroso. Se lavori come freelance probabilmente avrai più progetti gestiti/clienti gestiti in contemporanea. In questo caso conviene che tu raggruppi le esperienze per tipologia di attività più che per cliente/progetto.

Formazione e specializzazioni: la formazione va inserita dopo le esperienza professionali perché cronologicamente fa parte del passato, solo se sei neolaureata in Scienze della Comunicazione, hai lavorato esclusivamente come cameriera e ragazza alla pari e cerchi lavoro in ambito marketing, ti consiglio di citare prima gli studi e poi i lavori che hai svolto per mantenerti. In questo caso specifico la laurea ha più valore rispetto al lavoro come cameriera se vuoi sfondare in un’agenzia di comunicazione.

Conoscenze linguistiche: discreto, buono, ottimo sono aggettivi interpretabili in modo soggettivo, prediligi quindi il quadro di riferimento europeo

Conoscenze informatiche: non citare il pacchetto office e tantomeno la posta elettronica o la navigazione su internet, è come dire che con il telefonino sai mandare sms e usare WhatsApp, piuttosto cita programmi particolari, gestionali, ERP.

Altro: solo se significativo, che siano progetti extra-lavorativi o hobby. Gli hobby puoi metterli, dicono qualcosa di te, ma prima di elencare le tue attività preferite del tempo libero chiediti cosa vuoi comunicare inserendole. Ogni cosa che scrivi nel CV dev’essere finalizzata ai tuoi obiettivi.

La ricetta è completa. Buon lavoro 🙂

Roberta Zantedeschi

Recruiter e formatrice. Passo gran parte del mio tempo a leggere CV, a fare colloqui e a cercare il giusto incastro tra le esigenze delle aziende e le aspirazioni di chi cerca un (nuovo) lavoro. Freelance convinta, mamma e compagna come meglio posso, blogger incostante ma presente.

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