I link, l’altra faccia della SEO

In questo articolo scoprirai perché è importante che il tuo sito, per essere facile da trovare sui motori di ricerca, abbia link di buona qualità da altri siti web.

Poi, ti spieghiamo come verificare quali link hai al momento e ti diamo 11 consigli su come fare link building, cioè su come ottenere altri amati link.

Quando si spammava con i link e altre fantastiche storie

Google per classificare il tuo sito tiene conto di due macrofattori: le caratteristiche interne del tuo sito stesso (aspetti tecnici, organizzazione e ottimizzazione dei contenuti, ecc.) e la quantità, la qualità e le caratteristiche dei link da altri siti web verso il tuo.

Servirsi dei link per classificare i siti è stata proprio la cosa che ha reso Google così innovativo, celebre e utilizzato.

Nel 1996, quando Larry Page and Sergey Brin iniziarono a lavorare a Google come progetto di ricerca accademico, i motori di ricerca esistenti posizionavano infatti i siti per una data parola chiave per lo più in base a quante volte la parola era ripetuta nel testo.

I fondatori di Google decisero però di provare a migliorare il funzionamento dei motori, e quindi la vita degli utenti e il web tutto, prendendo spunto dal sistema delle citazioni accademiche. Nel mondo accademico, più un articolo è citato da altri articoli, e più questi sono importanti e pertinenti, più è considerato valido. Così, analogamente, provarono a realizzare un algoritmo in grado di analizzare i link verso un sito – via via in modo più complesso – e posizionarlo di conseguenza.

Esempio: ci sono due siti che parlano di fiori, ben organizzati e ricchi di contenuto. Entrambi hanno un articolo dedicato alla violaciocca, valido e informativo. Semplificando al massimo: se il sito A ha più link del sito B, la pagina del sito A dedicato alla violaciocca del sito A sarà posizionata meglio dell’altra, per le ricerche relative alla violaciocca. Per essere precisi, contano sia i link all’interno sito, sia quelli alla singola pagina.

Negli anni questa caratteristica di Google è stata usata a sproposito, per fare spam. Durante gli anni Duemila i link si acquistavano, si scambiavano. In sintesi, succedeva di tutto. Molte crociate sono state fatte e Google ha migliorato tante volte il suo algoritmo per arginare questo fenomeno e non considerare i link artificiali.

E ora? Ora ci troviamo in un momento in cui i link contano ancora tanto, insieme ad altre centinaia di fattori, ma al tempo stesso le pratiche spammose del passato vanno dimenticate per sempre. Il mio consiglio è quello di lavorare sui link in modo naturale, considerandoli più in ottica di pubbliche relazioni digitali. Vediamo come.

Migliorare il proprio profilo link

Parliamo di “profilo link” e non di “link” proprio perché non è importante raccogliere un sacco di link a caso, ma link pertinenti e da siti di buona qualità. Ecco qualche suggerimento.

Verifica subito che link hai

Controlla il tuo profilo link usando il programma online Majestic. Controlla quanti sono (external backlinks), quanti siti ti linkano (referring domains), quali pagine vengono linkate (backlinks), con quali parole (anchor text). Il programma è a pagamento, ma con la registrazione gratuita si possono comunque fare diverse attività.

Quelle che ti ho elencato sono alcune delle caratteristiche principali da controllare in un profilo link: se ad esempio hai un’attività che organizza feste per bambini a Roma, sarà molto utile avere un link da un articolo dedicato ai bambini a Roma su un blog di qualità, magari con la parola Roma nell’anchor text. Ricordati che con Majestic puoi controllare non solo il tuo profilo link, ma anche quello dei concorrenti, alla ricerca di spunti e realtà online con cui intessere relazioni.

Questo controllo è molto utile anche per verificare che tu non abbia link spammosi, ad esempio in lingue improbabili oppure riguardanti prodotti sospetti. Può capitare infatti che un sito venga attaccato e vengano inserite delle pagine – invisibili a meno di non fare un controllo tecnico accurato – riguardanti, per esempio, un prodotto legato ai prestiti; queste pagine verranno anche linkate in modo artificiale, nel tentativo di migliorarne il posizionamento. Controllare il proprio profilo link periodicamente può essere quindi molto utile anche per scoprire problemi di questo tipo.

Pianifica un’attività simpatica di link building

Link building in ambito SEO è diventata quasi una parolaccia negli ultimi anni. I link non andrebbero costruiti (link building), ma guadagnati (link earning), eccetera.

Io preferisco un approccio etico ma pragmatico. I link contano ancora ed un buon piano di link building può darti un metodo per lavorare con costanza alle digital PR, intessendo relazioni e dialogando con il tuo target.

Ecco i miei consigli:

  1. Pianifica un blog ricco e dettagliato, con articoli informativi e utili per i tuoi clienti ideali (anche ispirazionali se puoi, ma quelli informativi purché seri e onesti vanno benissimo). Come è facile immaginare, è più facile che un articolo di un blog riceva un link spontaneo; sarà molto più difficile invece che riceva un link spontaneo una pagina in cui vendi un servizio o un prodotto.
  2. Contatta un blog che ti piace e proponiti per scrivere di tanto in tanto degli articoli. Il blog può essere di settore oppure frequentato dal tuo target: se ad esempio sei una fotografa di gravidanze, puoi scegliere sia un blog di fotografi, sia un blog frequentato dalle future mamme, in cui potrai parlare magari del rapporto con il corpo in gravidanza e di come le fotografie possono aiutarti a migliorarlo.
  3. Schedati in alcune directory di settore o locali. Se per esempio hai un negozio alla Garbatella, cerca un elenco di esercizi della Garbatella. Se sei un fotografo, cerca una buona associazione di fotografi che ospiti una scheda dedicata a te.
  4. Organizza eventi nella tua zona e fai ufficio stampa. Spesso non è difficile comparire sui giornali online locali con un evento. Ad esempio, se sei una naturopata apri il tuo studio per un incontro gratuito dedicato al benessere delle mamme il giorno della festa della mamma. Qualche giorno prima, manda un comunicato a tutte le realtà online locali.
  5. Scheda i blog frequentati dal tuo target e cerca di essere d’aiuto alla comunità dei lettori o al blogger offrendo qualcosa: un tuo prodotto in anteprima, un invito alla tua visita guidata, un fine settimana nel tuo bed and breakfast fuori stagione.
  6. Cerca delle figure complementari alla tua e proponi una partnership o del materiale utile per il loro blog, così che possano pubblicare qualcosa che ti riguarda. Ad esempio se sei una wedding planner, cerca un fotografo di matrimoni e proponi un articolo con una lista di consigli per le future spose. Oppure, se ti occupi di design di partecipazioni, invia un piccolo set gratuito ad una wedding planner che ti piace.
  7. Se ti propongono un’intervista e ti piace il blog o la rivista online che te la propone, accetta senz’altro.
  8. Rifiuta lo scambio link (tipo “io linko te, tu linki me”). È una pratica spammosa e superata.
  9. Considera il tutto in ottica di digital PR, cioè punta a costruire relazioni, con tutte le delicatezze del caso.
  10. Rispetta il tempo degli altri e lavora in modo professionale: cura le email che invii; prepara dei comunicati stampa che spieghino già nelle prime righe le informazioni base sul tuo evento; se ti chiedono loghi e fotografie, preparali velocemente e adeguandoti alle caratteristiche tecniche richieste.
  11. Se non ce la fai, delega tutto! Ad uno specialista, oppure, se riesci a pianificare il lavoro da sola, ad un’assistente virtuale o ad un tuo dipendente.

Per approfondire

Se vuoi saperne di più, leggi la guida di Moz sulla link building.

Ricordati però che non ha senso fare link building se prima non hai un sito ben organizzato in ottica SEO, dalle fondamenta: se hai dubbi su questo, leggi gli altri articoli che abbiamo dedicato alla SEO.

Tatiana Schirinzi

Consulente SEO, nel 2013 ho fondato La scribacchina, la mia piccola agenzia SEO liquida, con cui aiuto le aziende belle e brave ad organizzare la propria presenza online, per farsi trovare dalle persone giuste. Dal 2018 ho un mio corso di marketing online allo IULM. Sono di Brindisi (città di porto, in Salento) e vivo a Bologna, dopo essere passata per un bel po' di città.

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6 commenti su “I link, l’altra faccia della SEO”

  1. Penso che fare “digital PR” non sia troppo diverso dal fare networking, del resto sono tutte connessioni e collegamenti. Spesso lavoro con clienti che proprio non lo capiscono. Separano il networking faccia a faccia e non si rendono conto che un network digitale è si essenziale, ma ha le sue regole e soprattutto il suo buon senso.
    Grazie per questo articolo 😉

      • Ciao, penso che le cose che hai scritto sono giuste in linea di principio. Però ho idea che la link building, soprattutto per un sito all’inizio, debba essere un processo ancora un po’ più pratico. Di quello che hai scritto, come risultato “immediato” c’è solo il guest posting e l’aggiunta alle web directory. Le altre cose, ammesso che producano risultati, richiedono un impegno che soprattutto all’inizio non é sempre sostenibile. Se posso, ti segnalo una web directory che può tornare utile. Si chiama “Uhelà”, ed anche se generalista é molto curata. l’url é http://www.uhela.com , l”Inserimento é gratuito e il link é diretto. La recensione, peraltro, é preparata da loro.
        Per il guest posting, invece, molto dipende dal settore del sito che vuoi spingere. Se devi “aiutare” un sito di gambling, ad esempio, inevitabilmente dovrai metter mano al portafoglio…

        Ciao, alla prossima! ?

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