Presenza online: un po’ di buonsenso

Ognuno di noi ha già una presenza online, meglio metterla in ordine e dare la migliore impressione possibile della nostra professionalità a tutti quelli che per lavoro o per diletto ci cercano su internet.

Qualche giorno fa parlavo con una delle mamme della scuola di mio figlio che mi diceva che lei “internet e quelle diavolerie lì” (ha 50 anni, non 85) non le capisce e non riusciva tanto a capire il mio lavoro e quello che facciamo su C+B. Inoltre non si spiegava questo fatto della “presenza online” come una cosa che può interessare potenziali clienti e datori di lavoro. Lei fa la contabile da dipendente da 30 anni e non penso che si metterà in proprio a breve, ma tu invece che sei qui penso avrai già capito che devi avere una presenza online e che questa deve giocare a tuo favore (e non remarti contro).

Cosa compone la tua presenza online

Qualsiasi traccia digitale riconducibile alla tua persona. Dagli account sui social, ai blog, anche anonimi perché come dice anche Albus Dumbledore “quello che è successo è segretissimo, perciò naturalmente tutta la scuola lo sa”, al tuo profilo sul sito aziendale. Devi impegnarti per controllare la narrazione e non lasciare che le cose avvengano per caso.

Facebook e altri social di entertainment

(non solo, lo so, ma passami questa come definizione per distinguere questi social da LinkedIn o dai forum delle associazioni di categoria)

In linea di massima ti sconsiglio di pubblicare cose che farebbero vergognare tua madre o chi ti sta vicino. Usa con cognizione di causa le opzioni di Privacy: non ha senso avere tutto privato, né tutto pubblico. Le tue foto un po’ brilla al bachelorette party fanno ridere e ti rendono simpatica, quelle tue a carponi con un tacco rotto mentre svomitazzi dietro al club in cui sei andata a festeggiare ti rendono irresponsabile. Anche se il tuo potenziale cliente ha vissuto la stessa situazione sarà meno incline a darti il lavoro. Giusto Kate Moss si può riprendere dallo scandalo Cokate.

Ricordati che esistono gli screenshot e come dice Veronica Benini Ogni cosa che direte potrà essere screenshottata contro di voi”. Quindi non fare la furba, non sparlare di altri sul tuo profilo, anche se condividi solo con i tuoi amici, ce ne sarà almeno uno in comune che riporterà il tuo caso all’interessata. Meglio il confronto diretto e che resti nei limiti del confronto e del dissenso, non della rissa.

Scegli una foto del profilo che ti rappresenta: sì all’outfit burlesque se quello è il tuo mestiere, no se sei un revisore dei conti indipendente, a meno che il tuo mercato di riferimento non siano i night club di burlesque. Sì invece alle foto in cui ti posso vedere, come sei oggi, non come eri 15 anni fa. Se ci incontriamo al prossimo evento di networking voglio riconoscerti. 

Su Twitter puoi anche scegliere un nick, ma guarda, è un attimo trovarti con la mail, quindi anche lì, esprimi forte e chiaro le tue opinioni, ma non essere sgradevole o gratuitamente offensiva. Magari litigare con l’influencer di turno di porta qualche seguace nuovo dai suoi haters, ma direi che sono dei followers abbastanza di basso livello.

LinkedIn e altri network di professionisti

Qui devi sempre pensare di essere di fronte all’head hunter o al cliente più figo che c’è, quindi niente passi falsi! E per passi falsi intendo anche scrivere la tua bio in inglese maccheronico. Per intenderci, “Manifesto” si dice “Manifesto” anche in inglese, “Professionista” si dice “Professional”, ci ha pensato Very Bello a farci fare una figura barbina in tutto il mondo, noi difendiamoci dai luoghi comuni anche assoldando una traduttrice per rivedere la nostra bio in inglese 🙂
Non mi sono occupata del mio profilo LinkedIn per anni perché non lo vedevo come una potenziale fonte di business, rivolgendomi ad un target che difficilmente si trova lì. Ora che ho una struttura con maggiori possibilità di lavoro ho deciso di affidarmi a qualcuno che me lo sistemi e ottimizzi in modo che anche il marketing manager di una PMI si trovi a suo agio nel mio profilo e che mi valuti come potenziale candidata a cui affidare il restyling del sito della sua azienda.

Sito

Il sito deve essere chiaro, pulito e presentare il tuo lavoro nel modo migliore possibile: è il quartier generale della tua presenza online. Se anche decidi di iniziare con il fai-da-te, trova il modo per non farlo sembrare raffazzonato e amatoriale. Se non sei una grafica o una programmatrice non provare a sostituirti a queste due professioniste: anche in Blogger esiste un template che si chiama Simple Blogger in cui puoi decidere per fondo bianco, 1 tipo di carattere solo e 1 colore per i link.

Dimmi chi sei, cosa vendi, quando costi, come ti posso contattare: te l’ha detto anche Enrica qualche tempo fa, i consigli sono sempre validi. Ora pensa anche a come incorniciare queste informazioni e davvero, non lanciarti in azzardi grafici: ripeto, fondo bianco, 1 font, 1 colore, credimi. Anche se il tuo target adora i gattini al punto croce (e chi non li adora?) presentali in una cornice di pulizia assoluta in modo da farli “venire fuori”, da mettere l’accento sulla bellezza del tuo lavoro, non sull’header fatto con le immagini in bassa risoluzione prese qui e là.

Coesione di immagine e nome

Quando cambi la tua bio o la tua foto del profilo cerca di farlo in tutti i social, siti, gravatar e chi più ne ha più ne metta: questo è il motivo per cui tanti ripropongono la stessa foto per 15 anni, perché sistemare tutto è una noia mortale e si rischia sempre di dimenticarsene un pezzo… Altro argomenti spinoso: i nickname. Tante di noi hanno aperto profili online prima di essere delle donne in proprio e quindi a volte ci troviamo con dei nick che non lasciano capire chi siamo. Anche qui pensiamo se è il caso di sistemare (quanti follower abbiamo? Esistono modi di portarceli dietro anche cambiando nome? Ci ricordiamo tutti i posti in cui abbiamo messo questo indirizzo e sappiamo come modificarlo in modo da non mandare persone su account che non esistono?) o trovare metodi alternativi per dire che siamo proprio noi quei misteriosi @meetthecohens o @jembenton o @nara_yan. Su Twitter e Facebook è sufficiente usare nome e cognome insieme al nick per farsi trovare in in entrambi i modi (infatti le signorine di cui sopra le trovi anche come Francesca Marano, Enrica Crivello e Daniela Scapoli rispettivamente).

La prossima volta voglio parlarti un po’ di come fare un sito con Blogger semplice e pulito, intanto fai un po’ di compiti e controlla la tua presenza online, seguendo questo scaricabile (clicca con il tasto destro per scaricare): buon lavoro!

Gestire la presenza online

Francesca Marano

Sono la WordPress Community Manager di SiteGround. Faccio parte del team Community di WordPress e prendo parte a numerosi eventi WordPress in tutto il mondo. Sono una speaker entusiasta e appassionata e potete trovarmi in Italia o in giro per il mondo a parlare di WordPress, community, open source, donne e tecnologia, piccole imprese C+B è il mio "progetto di una vita", è nato per aiutare, divulgare e condividere, perché penso si debba essere generosi con le proprie competenze.

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6 commenti su “Presenza online: un po’ di buonsenso”

  1. Ciao …io mi domanda ma voi oltre ad essere brave siete anche maghe???
    tutte le volte che mi domando questo come si fa ecco un post con il tema del mio punto interrogativo.
    Ecco sto cambiando e aggiustando in qua e là la mia presenza online con il mio about me su Etsy, Sito web, Facebook page, Instagram, Pinterest, è un errore fare il copia incolla ? O facendo così mando in gong Seo e creo dei fake?
    grazie

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    • Ciao Matilde, ti ha risposto Tatiana qualche riga più giù: io ho un nucleo breve attorno al quale sviluppo diverse versioni (ma molto simili) per i diversi social. Al di là della formulazione specifica o delle parole cambiate, secondo me è importante che sei sempre tu e non uno sdoppiamento della tua personalità 😉

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  2. Sito Blogger, fondo bianco, un solo font. CE L’HO!
    Ma, purtroppo, ho pure un account su flickr, aperto sette anni fa, con una sola foto caricata, che non riesco mai più ad eliminare perchè non ricordo 1. la password e 2. la mail con la quale l’avevo aperto!

    Se dovessi avere tutte le identità online della tabella sopra, penso che andrei in tilt, già mi creano problemi le tre che ho. o quattro? o cinque?

    ^_^

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