Ricominciare: la storia di Bree.

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Foto di Ethan

Cara Posta del Cuore di C+B,

vi scrivo perché sta per finire il mio anno sabbatico e presto tornerò a lavorare in proprio.
Che poi più che un anno son stati tre, con due figli di mezzo e un trasloco internazionale di tutta la famiglia ma comunque adesso è ora di smetterla di fare la casalinga di Wisteria Lane e tornare in sella. In Italia.

Il mio primo dubbio è innanzi tutto sul come presentare questa pausa lavorativa ai potenziali clienti. È vero che prima di smettere di lavorare e trasferirmi ho fatto delle cose di cui vado orgogliosa ma è un po’ come se questi tre anni avessero cancellato tutto quello che c’era prima e come se dovessi ricominciare da zero. Il mondo della grafica (di cui io mi occupo) corre veloce ed effettivamente, anche per il mio portfolio, le cose fatte in passato risultano ormai datate.
I periodi di pausa in un posto come gli Stati Uniti (dove i servizi per le mamme lavoratrici sono molto costosi quindi spesso conviene stare a casa con i figli fino alle elementari) sono all’ordine del giorno ma in Italia ho la sensazione che lo siano un po’ meno e che mi trovi a riniziare dal basso.

Poi c’è il problema del dove e del come: il mio sogno sarebbe lavorare da casa, con partita iva, e magari trovare un posto di co-working per le riunioni con i clienti. O ci sono spazi gratuiti meno vincolanti? Bar consenzienti? Librerie attrezzate? Non può risultare poco professionale non avere uno spazio esclusivamente proprio?

Come al solito, grazie di tutto e coccole+baci.

Vostra

Bree Van De Kamp

Cara Bree dei nostri cuori,

mille abbracci e supporti e pat-pat per quello che riguarda il tuo rientro. Sappiamo bene quanti equilibrismi tra bambini, containers e varie ed eventuali ti troverai a fare, quindi immaginaci tutte sugli spalti a fare la ola per te!

Veniamo subito al primo punto, che mi sembra in qualche modo quello con la risposta più immediata: credo che tu possa essere  sincera con i tuoi potenziali clienti, e spiegare la pausa per quello che è stata, proprio come hai fatto in maniera egregia in questa lettera. Ovvero, un periodo in cui hai dato la priorità alla tua famiglia, in una situazione di cambiamento che vi ha coinvolti tutti insieme, e nella quale il tuo apporto era fondamentale. Tra l’altro, come dicono le nostre guru del branding, il tuo cliente ideale è qualcuno che in qualche modo comprende e rispetta i tuoi valori: e non credo tu voglia lavorare con chi non concepisce il fatto, in caso di necessità, di dare importanza alla famiglia.

Il mio consiglio è anche, in questi primi mesi, di lavorare molto sull’aggiornamento: se ancora non puoi avere – per ovvi motivi – un portfolio aggiornato su clienti reali, magari immagina qualche progetto grafico su base ideale, e inseriscilo in una galleria di proposte, in modo da avere, comunque, del materiale da mostrare che dia un’idea di quello che sei in grado di fare ad oggi.

Per quello che riguarda gli aspetti più pratici, magari comincia a lavorare con ritenuta d’acconto, e non riaprire subito la partita iva, per non rischiare di essere subissata dalle spese prima ancora di aver guadagnato qualcosa: il limite è di 5000 euro, che può essere un buon banco di prova per capire quanto puoi guadagnare e in quanto tempo. Chiaramente, come diciamo sempre, questo è un punto importantissimo che va discusso con un commercialista di fiducia: con i conti e le leggi fiscali non si scherza.

Lavorare da casa è un ottimo compromesso tra casa e bottega: uno spazio che sia soltanto tuo, possibilmente con una porta che puoi chiudere, e che ti faccia risparmiare tempo negli spostamenti. Le soluzioni di co-working funzionano bene, ma hanno un costo che devi valutare: affittare da subito una postazione fissa può essere oneroso, quindi prova ad informarti sulla tariffa oraria degli spazi disponibili. Puoi cavartela magari con un giorno ogni tanto di affitto sala, mettendo insieme tutti i clienti in una botta sola. E, no, non è poco professionale: il mondo del lavoro sta cambiando, per forza o per amore, e sono sempre di più i liberi professionisti che ricorrono a soluzioni simili. Anche far venire i clienti a casa è una soluzione che può funzionare: Marianna ne ha parlato in questo articolo, e nel suo caso è stata la scelta giusta. Certo devi calcolare che ci sarebbe sempre un po’ un’invasione del tuo spazio, e magari non ne hai voglia.

I bar più tranquilli e le librerie – caffè a me piacciono molto: si stabilisce un contatto informale in un ambiente neutro, e dopo non devi neanche lavare le tazze! Fai un giro di perlustrazione: il mio consiglio è di trovare un posto che sia, tendenzialmente, sempre quello: comodo per te, con personale gentile, evitando le ore troppo affollate. La colazioni di lavoro, per esempio, sono un classico di molte cpiubiers, con immancabile torta a suggellare nel modo più dolce gli accordi presi!

In bocca al lupo per il tuo rientro, Bree. Forse non sarà una passeggiata, ma mi pare che tu abbia già affrontato il cambiamento con ottimi risultati:  e sono sicura che, ritrovando poco per volta il ritmo giusto e con soluzioni che ti assomigliano, ricominciare a lavorare ti piacerà tantissimo!

Cuori e baci a te!

C’è qualcosa di cui vorresti parlare con noi? Hai bisogno di incoraggiamento e amore? Scrivi a lapostadeilettori@cpiub.com! Questo spazio è pensato apposta per te!

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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1 commento su “Ricominciare: la storia di Bree.”

  1. Ciao Bree, sarà che io c’ho i clienti pigri ma mi fanno andare sempre in ufficio da loro! Nessuno si è mai accorto che proprio sotto la linea della ripresa della webcam il mio ufficio ospita una pista per automobiline e diversi stendini di panni 😀

    Quello dell’ufficio dev’essere proprio il tuo ultimo pensiero… anche perché ne porta con sé altri (come lo pago? quanto ci metto ad andarci? ci vado con la macchina? devo pagare la tata anche per i tempi viaggio? etc etc)

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