Quando la Casa diventa Bottega: i dubbi di Paola.

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shop in Carmel-by-the-Sea di Ed Ouimette

Carissime e preziosissime ragazze di C+B,

mi chiamo Paola, vivo in provincia di Milano e sono un’educatrice olistica.

Sto giungendo alla fine del lungo percorso per aprire la partita IVA tra viaggi da commercialisti, ricerche forsennate in internet e richieste di aiuto a specialisti validi.

Ho letto praticamente tutto il vostro blog e l’ho trovato davvero utilissimo e molto serio, nonostante il tono “leggero” e alla portata di tutti. Per questo vi scrivo, perché prima di compiere questo delicato passo vorrei un vostro parere: come sede legale e di svolgimento delle attività vorrei indicare casa mia che, però, è in affitto.

Sul contratto d’affitto c’è scritto che l’uso deve essere esclusivamente abitativo. Questo non sarebbe proprio vero, dal momento che, fissando in casa il mio luogo di lavoro, l’uso diventerebbe promiscuo.

La mia commercialista mi ha rassicurato dicendo che è normale che per quel tipo di immobile e di contratto ci sia segnalata quella specifica. Io però vi chiedo: con queste premesse è possibile che il padrone di casa possa lamentarsi o addirittura recidere il contratto perché l’ho, in qualche modo violato?

Anche in questo caso la mia commercialista dice che potrebbe pensare di farlo solo se la mia attività reca a lui un danno morale o alla proprietà un danno materiale, tipo modifica strutturale senza il suo consenso (cosa che non è), altrimenti non ci sono problemi.

Vorrei sentire anche il vostro parere in merito perché, avendo molte di voi l’ufficio a casa, magari avete esperienza di situazioni simili alla mia e potrete darmi ulteriori chiarimenti.

Vi ringrazio, non solo per la risposta ma anche per l’impegno che ci mettete, siete grandi!

Paola

Ciao Paola,
innanzitutto in bocca al lupo per la tua nuova attività e cento volte brava per il percorso scrupoloso e attento che stai seguendo.

E grazie per i complimenti: sapere di potervi aiutare anche “a distanza” è il fine primo e ultimo di questo network!

Come già avrai intuito dalle risposte che diamo di solito, per noi il commercialista è quasi sempre il punto di riferimento principale: per questo non smettiamo mai di insistere sul trovarne uno di cui ti fidi al 100%.

Da quello che scrivi, la tua consulente è piuttosto tranquilla al riguardo, il che vuole dire che sa che non ci dovrebbero essere problemi. Per quello che riguarda la sede legale, è cosa piuttosto comune averla dove si ha la propria residenza. Io stessa, quando avevo il negozio, avevo tenuto come sede legale casa mia.

Se tu non ti senti a tuo agio però a lavorare in casa su queste premesse e temi che il tuo padrone possa farti storie e rescindere addirittura il contratto, la sola cosa che posso consigliarti è contattarlo e spiegargli la situazione: garantiscigli che non arrecherai danni né all’immobile né al condominio – se non vivi in una casa indipendente – e che ti rendi personalmente garante del buon comportamento dei tuoi clienti nelle parte comuni (controllando che non ci sia gente che fa casino per le scale, per esempio – anche se essendo tu erogatrice di trattamenti olistici dubito che possa essere il tuo caso!).

In questo modo non solo agisci con estrema chiarezza, evitando sorprese sgradevoli in un secondo momento, ma hai anche modo di sondare l’effettiva elasticità del tuo padrone di casa. Non è da escludere anche un’eventuale modifica al contratto, si tratta di capire che cosa comporterebbe questo in termini pratici ed economici, sia per te che per chi ti affitta l’appartamento.
In ogni caso dalla tua lettera si percepisce che sei una persona estremamente civile, corretta ed educata, e sono sicura che troverai un modo di accordarti con chi ti affitta la casa.

Chiarezza e Buona educazione sono le parole chiave: e mi pare che tu sia molto ben fornita di entrambe! E chissà, forse fra le nostre lettrici c’è qualcuna che si è trovata nella tua stessa situazione e ha qualche buon consiglio o dritta pratica da condividere.

Abbracci fortissimi da me e da tutta la redazione.

C’è qualcosa di cui vorresti parlare con noi? Hai bisogno di incoraggiamento e amore? Scrivi a lapostadicpiub@gmail.com! Questo spazio è pensato apposta per te!

Beatrina Incorporella

Girl in progress, ancora, da sempre. L'unica costante della mia vita sono lettura e scrittura: da dieci anni sono una libraia, da almeno trenta una lettrice. Scrivo per dimenticare (e per ricordare), un po' sul serio e un po' per ridere. Sono bionda per vocazione, torinese di nascita, ironica per autoconservazione.

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Un commento su “Quando la Casa diventa Bottega: i dubbi di Paola.”

  1. Non so se possa essere d’aiuto, ma nel mio caso ho semplicemente chiesto un’autorizzazione scritta da allegare al contratto, una lettera in cui il padrone di casa dichiara di autorizzarmi a svolgere l’attività nell’appartamento.

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