Non divagare per risparmiare tempo e denaro

Divagare è il male, restare fedeli al progetto e alla struttura di lavoro che ci si è dati  è il bene.

La scritta dell’immagine qui sopra campeggiava più o meno uguale su un foglio scritto e appeso dal mio ex-capo nel suo ufficio, che fosse messo alle sue spalle dove lui stesso non poteva vederlo è un’altra storia e una divagazione.

La programmazione del lavoro da svolgere è fondamentale, sia per decidere il prezzo della prestazione sia per erogarla nel modo migliore.

Incontriamo il cliente che ha delle esigenze precise, se non le ha nel corso dell’incontro e nell’arco di qualche giorno successivo ad esso andranno definite, in base a quel che ci sarà da fare avremo un elenco di azioni. La prima cosa da fare? Condividere. Il cliente deve avere ben chiaro quali sono gli interventi per cui paga, li deve conoscere per sapere che ulteriori richieste significheranno altri soldi, ma anche per poter rimodulare e spostare su altre voci di costo eventuali “avanzi”.

Veniamo a noi, il lavoro ci è stato affidato e mentre lo svolgiamo pensiamo che accidenti sarebbe proprio bello poter espandere il punto 1, sì proprio con quella opzione che abbiamo usato per quell’altro lavoro, che sarà mai. Poi certo se si modifica quell’opzione forse allora ci vorrebbe proprio una grafica diversa, dai non è la morte di nessuno, tanto stasera non c’è niente in tv, ci mettiamo lì e la realizziamo. Cosa stiamo facendo in realtà? Divaghiamo.

Perché lo facciamo, secondo me, è una questione di errore di “posizione”. Non possiamo recitare tutte le parti in commedia, siamo il fornitore e non il cliente, che ci piaccia il nostro lavoro deve essere un plus non un minus, lavoriamo per soddisfare le esigenze di qualcuno, non per appagare il nostro ego dimostrando a noi stesse che abbiamo in pugno tutto lo scibile della materia.

Avete presente l’effetto parrucchiera tagliamisololedoppiepunte e usciamo soldato Jane? Non ci piace, se diciamo che vogliamo una cosa perché ce ne rifilano un’altra? Nello stesso modo dovremo fare noi, Remigio il lattaio vuole un cartellone promozionale? È inutile che gli proponiamo un’immagine coordinata dell’attività con tanto di logo.

Se non ci appaga, se ci pare poca cosa o svilente non accettiamo l’incarico, già nei primi incontri erano chiare le esigenze quindi facciamo ciò che era stato concordato e stop.

Divagare, aggiungere, provare altro e di più è qualcosa che facciamo per noi, non lamentiamoci poi se ci troviamo in mano un lavoro mastodontico retribuito pochi spiccioli.

Trasformiamo il preventivo in una check list di azioni e spuntiamo in corso d’opera quel che è già stato fatto, ricordiamoci sempre che la divagazione è tempo e il tempo è denaro.

Non fate le timide raccontateci di quella volta che dovevate proporre una palette di colori per una cucina e siete arrivate con le tavole di ristrutturazione di tutta la casa.

Cristina Delbuono

Agronomo, progettista ambientale, neofita del knitting, appassionata di usi alternativi del verde e blogger – vivo in campagna conservando uno spirito spietatamente metropolitano.

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4 commenti su “Non divagare per risparmiare tempo e denaro”

  1. Eh, vabbé. Mi hai beccata!
    Ma se viene una turista simpatica a chiederti consigli sui sentieri, anche se non compra il servizio guida, che fai? Non ci stai un’ora a chiacchierare, a raccontarle tutte le bellezze che incontrerà, a darle consigli su dove mangiare? Certo che si, e già che è sola e simpatica la inviti pure al pranzo di pasqua in famiglia.
    O no?
    (Sullo sfondo, le cose da fare che si accumulano…)

  2. ahahahah!!! grandioso questo post!!! io, che organizzo eventi, dovevo organizzare delle serate musicali in un locale e sono passata a fare da grafica, distribuire materiale pubblicitario, fare ufficio stampa, promozione su web e social network, pr e non so che altro!!! vi immaginate la frustrazione finale???? un errore che no commetterò mai più 🙂

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