I clienti non devono pensare a te, ma ricordarsi di te

In giro per convegni e convention mi è capitato di ascoltare la seguente teoria:

L’azienda XY vende on line,  ma lavora moltissimo off line , in modo che il cliente pensi  24 ore su 24 all’azienda.
L’utente si alza al mattino, fa la doccia col bagnoschiuma che è stato nostro partner alla manifestazione YZ. Quando va al lavoro, passa dal casello autostradale che è nostro partner; in pausa pranzo  va a mangiare da nostri partner; qualunque cosa faccia, in qualche modo sta pensando a noi, torna a casa, si mette davanti al pc e alla fine compra perché noi siamo stati presenti a 360 gradi nella sua giornata.”

Il riassunto  su Twitter potrebbe essere: “Apro gli occhi e ti penso, ed ho in mente te…Ma anche no!”

Io, sinceramente, penso che sia ora di smetterla di illudersi, o pretendere, che le persone pensino sempre a noi.

Da utente, io, al mattino, quando apro gli occhi non penso a te, azienda che vuoi vendermi qualcosa, al massimo penso a quale bustina di tè mettere in infusione.
Quando faccio la doccia, se va bene canto, quando va male penso a quello che devo fare durante la giornata. Amici, cugini e parenti del mio bagnoschiuma non sono un problema mio.
Quando/se esco per andare al lavoro mi sono già preoccupata del fatto che fossimo in ritardo per andare a scuola, dovevo lasciare i crocchini ai gatti, non ricordavo dove avevo il carica batterie del cellulare. Secondo te al casello autostradale mi ricordo della sua partnership?
In pausa pranzo cerco di ricordarmi il menù della scuola per evitare di cucinare le stesse cosa a cena. Mi spiace, non funziona neppure il subconscio, sta pensando alle vacanze.

In conclusione,  è vero che passo la giornata a pensare, ma non allo shop su cui dovrei fare tutti gli acquisti. Penso a quello che serve a me, al mio quotidiano. Non si può pretendere di essere sempre  nella mente delle persone perché siamo tutti impegnati a vivere.

Il punto non è far si che le persone pensino a te in continuazione, ma dare dei buoni motivi per cui le persone possano ricordarsi di te al momento giusto.

Ecco quattro buone ragioni, “CARE”,  per farsi ricordare:

  1. Coccole: vengo a comprare da te, on line, perché mi sento coccolata. So cosa vendi, mi piacciono i tuoi prodotti, so perché li hai scelti. Il tuo sito è il negozio di fiducia che rende una bella giornata meravigliosa.
  2. Attenzione: ho bisogno di sentire che c’è una particolare attenzione nei miei confronti. Mi ricordo di te perché quando ho avuto un problema il customer care ha funzionato, perché mi hai scritto “Grazie” a mano, perché ho percepito che ci tieni a me.
  3. Rarità: perché le cose rare e originali sono quelle che più ci colpiscono. Mi ricordo che sul tuo sito c’era un ciondolo eskimese, torno per vedere se hai altre cose particolari.
  4. Emozioni: è quello che cerchiamo realmente. Vogliamo emozionarci per la storia di una spilla disegnata pensando alla nonna, per le scarpe simili a quelle del primo ballo e per i racconti di vita reale che condividiamo. Con le emozioni costruiamo la nostra rete di ricordi.

Kahlil Gibran sosteneva  che il ricordo è un modo per incontrarsi. Voi che motivazione date ai vostri clienti per venire ad incontrarvi?

Federica Goria

Adoro surfare sul web, ho una dipendenza da ebooks e non posso stare senza tè. Sono mamma di una bimba, due gatti e lavoro con due ranocchiette. "Quello che non sai lo puoi imparare" è il mio mantra, pinnare è il mio peccato.

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