Come si usa un blog: cinque regole per sopravvivere

Ora che finalmente hai tirato sul il sipario e hai creato il tuo blog, ci sei dentro fino al collo e comincia una nuova era di controversi eventi ai quali puoi sopravvivere con qualche piccolo accorgimento, imparando come usare questo potente strumento:

1. Sii te stessa

Non inventarti un personaggio, non cercare di essere proprio nel blog chi vorresti essere altrove. L’eterna felicità e bellezza e serenità e perfezione non sono credibili; non solo, se anche esistessero, dopo un po’ ucciderebbero di noia chiunque. Sii per davvero, racconta ciò che vuoi ma con tutte le difficoltà e le incertezze, le incongruenze e i paradossi naturali. La realtà non è uno screensaver tropicale e il web non aiuta ad ergersi ma a connettersi.

2. Racconta ciò che davvero ami

Che sia la relazione platonica col tuo pesce rosso o una smodata passione per frattali, quanti e quark, racconta ciò che ti piace con entusiasmo e anche se a nessuno importa nulla dell’argomento di cui parli: apprezzeranno almeno un po’ l’amore che trasmetti nel farlo.

3. Non copiare, stupisci te stessa

Va bene osservare i blog che ami, ma non tentare di copiarli. Nemmeno i migliori, come invece può essere consigliato in altri campi. Trova un modo tuo. E quando ti viene qualche idea bizzarra non ti spaventare, cerca un modo sensato o anche no per raccontarla e metterla in pratica nel blog. Anche se non l’hai mai visto fare non è detto che sia un errore, e al peggio nessuno lo leggerà. Nel frattempo inizierai a stupirti di quanto è divertente.

4. Non ti lamentare

Il blog è tuo, certo, e ci fai quel che vuoi e ci dici quel che vuoi. Ma il blog non è il bar dell’angolo dove si va per lamentarsi di calcio e politica. Non lo utilizzare per lagnarti di presunti nemici, di quelli che ti detestano apertamente, di quelli che non ti leggono, di quelli che ti leggono ma non commentano, di quelli che non mettono il mi piace. Non puoi davvero voler credere di avere solo sfegatati fan, ovunque c’è luce si creano le ombre. E senza ombre non c’è fascino.

5. Ignora con caparbietà i count per day e gli insight

Affermazione assurda e anti social? No. Tu l’hai appena aperto il blog, chi vuoi che sappia che esisti? Chi pretendi che ti scriva un commento? Chi pensi abbia voglia di venire a vedere se c’è un nuovo post. Non puoi scoraggiarti perché non aumentano le visite, almeno per i primi mesi. Tenere un blog non vuol dire dannarsi per click, visite giornaliere, letture, insight e mi piace della pagina Facebook. Godi ciò che ti offre e impara ad utilizzarlo, sarà sempre più tuo.

5 Bis. Non scrivere per i pesci

Nella ricerca smodata di visite, fan e mi piace, non scrivere post solo per incuriosire lasciandoli poi a metà e terminando con un “…..alla prossima lo saprete!”. Blog non è telenovela. Così la prossima volta non ci sarà. Un post scritto con gusto è molto più genuino e interessante di un post il cui unico intento è richiamare visite. Le esche funzionano coi pesci, le persone preferiscono altro.

5ter. Rilassati e Divertiti

Sempre sull’onda dell’ignorare mi piace, visite e insights. Sei all’inizio, per un po’ puoi ancora permettertelo: rimani sull’obiettivo, porta avanti il tuo progetto, ma per il resto posta e fregatene. Un po’ il famoso “ama e fa’ quel che vuoi” di Sant’Agostino. In fondo stai costruendo il tuo passato. Dicono che la principale differenza tra gli adulti e i bambini è che gli adulti si prendono cura dei propri giocattoli. Il blog offre tanti strumenti, usali con moderazione e goditeli tutti, ognuno con le sue diverse caratteristiche.

Il tuo blog non è un gioco ma rischia di essere seriamente divertente.

Manuela Fiadone

Restituisco colore a mobili vecchi, decoro pareti, stoffe, pannelli in legno e adoro creare oggetti in cartapesta. Ricerco continuamente storie e anime di oggetti e ambienti che aiutano le persone a valorizzare e a vivere tracce di sé nelle proprie case.

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18 commenti su “Come si usa un blog: cinque regole per sopravvivere”

  1. Davvero un bell’elenco, grazie!
    Anche io ho aperto da poco il mio spazio, che ho scelto di dedicare alla mia
    passione più grande, la lettura.
    Nonostante sia piccoletto e praticamente sconosciuto, mi ci sono affezionata come non
    avrei mai creduto possibile e vi dedico un po’ del mio tempo quasi ogni giorno.
    È al 100% un “me” in versione digitale 😉

    • Ciao Martina e grazie a te di essere da queste parti.
      La tua tazza di tè è un’idea che ti rappresenta e sembra proprio una comfort zone, inoltre la lettura è preziosa come poco altro, brava!

  2. Oh quanti consigli preziosi, un vademecum da ricordare ogni volta che si pensa e si scrive un post!

  3. Assolutamente ben detto…anzi scritto!
    Io ho aperto un Blog così tanto per provare e ovviamente ho cercato di ispirarmi alle decine e decine di Blog di successo e piacevoli che ho trovato in Rete. Col risultato di non sentirmi mai all’altezza.
    La cosa più straordinaria che è successa quando ho iniziato a scrivere e a curare il mio Blog solo per il piacere di farlo è che nel guardare “lui” ho ritrovato riflessa la mia immagine. E non è cosa da poco!:)

    • Non sentirsi all’altezza è frustrante, il web in questo a volte sembra una trappola…ma d’altro lato quando impari serenamente a “fare un po’ quello che ti pare” non hai più problemi di altezza, ti senti liberata e sei moooolto più contenta, vero!

  4. mi hai tranquillizzato con il punto 5! grazie. ho aperto un mio blog da pochi mesi e c’è stato un momento, forse non del tutto passato, in cui controllavo in modo compulsivo i like, commenti, lettori della mia pagina… aiutooo. adesso sto cercando di fare mio il punto 5ter:-)
    ce la farò!

  5. Ciao! 😀
    Concordo con tutto ciò che hai scritto, anche se a volte la frenesia o l’ansia da prestazione fanno capolino 😛 , e mi è piaciuto molto lo stile del post, scorrevole e “allegro”, bello!
    Un caro saluto, Vivy

  6. Grazie Manuela, questo post è utile ma è anche molto umano, lo apprezzo molto! Le tue parole mi hanno accompagnata mentre pensavo che in fondo l’ho fatto per me stessa, per cominciare a dare un nome alle cose, perché quando scrivi e dai un nome tutto diventa più reale e vero, è stato un modo per passare dalle parole ai fatti… e quando ho capito questo mi sono lasciata andare, sono d’accordo con Val, in lui rivedo me, da un nuovo punto di vista… quindi il 5ter è il mio preferito! Comunque l’ansia da prestazione ogni tanto si fa sentire lo stesso… rileggerò i tuoi consigli! Fulvia

    • Grazie Fulvia, rivedersi da un nuovo punto di vista è interessante e costruttivo…un’altra importante visione del lavoro che ci impegna nei nostri blog. Mai cedere alla tentazione di fare troppo sul serio, smettere di divertirsi e annegare nell’ansia…mai! 😉

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