chè na volta l’era tòta aqùa (cit.)

Barbara abita a Modena, a 10 minuti di macchina da Bomporto, un paese che è completamente allagato da domenica scorsa. Siccome C+B è nato anche per parlare di cose che altrove non trovate, oggi le abbiamo lasciato uno spazio per raccontarci cosa sta succedendo nella Bassa Modenese dopo la rottura di un argine del fiume Secchia, lo scorso fine settimana.

Immaginati metà Milano sommersa. Sotto una massa di acqua che non defluisce da sola perché l’Emilia non è la Liguria quindi l’acqua non può andare a valle, rimane. Probabilmente ne parlerebbero anche alla CNN.

Oppure immagina L’Aquila sommersa. Oltre al danno, la beffa. Poveri aquilani bastonati dai flagelli naturali. Sicuramente George Clooney manderebbe il suo affetto, e a ragione perché dopo aver perso la casa magari qualcuno se l’era ricostruita, si era ricomprato qualche oggetto. Che ora è da buttare via.

Oppure pensa alle serate con gli amici a base di Lambrusco e scaglie di Parmigiano. Per quest’anno togli Lambrusco e Parmigiano. O riduci di molto la quantità. O aggiungi un retrogusto di fango.

Il punto è che quello che succede in questi giorni nella Bassa Modenese riguarda tutti gli italiani eppure non ne parla nessuno. Cioè, il New York Times sì. Eppure come dice Francesco Dondi dalle pagine della Gazzetta di Modena questa è “un’alluvione che ha colpito gli stessi luoghi dilaniati dal terremoto, allagato 75 chilometri quadrati di territorio, sommerso due paesi, messo a repentaglio 5mila posti di lavoro, devastato l’agricoltura di qualità”. Insomma, messo in ginocchio un pezzo importante del motore Italia.

Domenica dividevo uno stand in fiera con Bruna Musso, cuoca eccellente e ristoratrice di Bomporto [n.d.R. Bruna è venuta a mancare due mesi dopo per complicazioni di salute subentrate anche a causa dell’alluvione]. Già alla mattina presto il paese aspettava la piena delle 15 con timore, tanto è vero che lei si è affrettata a organizzare il trasporto delle attrezzature per un servizio del lunedì. “Magari l’acqua non arriva’, mi ha detto, “ma se arriva domani riesco comunque a lavorare”. L’acqua è arrivata e ha coperto il suo splendido giardino di erbe aromatiche con quasi due metri d’acqua. Ecco, lo spirito dalle nostre parti (Bruna è di origini piemontesi, ma nelle ossa è emiliana) è un po’ quello che ti fa pensare al peggio con un approccio pratico. Bruna era al mio fianco anche nel 2012, quando organizzavamo il matrimonio di Emanuele e Miryam, che si sono sposati sotto una tenda in un parco pubblico di Crevalcore. Ha rimesso in sicurezza la sua cucina con cura, dopo il terremoto terribile che ha colpito la nostra zona quell’anno, ma lei e Aldo non hanno mai smesso di prestare servizio ovunque. L’unica differenza era che Bruna dormiva in camper.

Quando parliamo di imprenditoria (anche femminile) creativa non pensiamo mai a chi un’impresa, dopo averla creata, la ricrea dalle macerie, una volta e poi un’altra ancora.

Non perché ha sbagliato il piano di marketing o aveva scelto un target inadatto, ma perché semplicemente ha avuto sfortuna.

Nella Bassa Modenese ci sono tantissime piccole imprese artigiane, molte condotte da donne che per alcuni anni sono state celebrate col Premio per l’Imprenditoria Femminile. Non tutte avevano subito danni con il terremoto, ma molte di più sono state colpite dalle conseguenze di questa inondazione, che sta paralizzando una delle zone più intensamente produttive del nostro paese (le principali arterie stradali sono state prima inondate e poi letteralmente sbriciolate dalla forza dell’acqua) e che ha colpito con equanimità tutte le strutture sotto una certa altitudine. Nessuna esclusa. Chiamale pari opportunità.

Oggi l’argine è riparato, si fanno funzionare le idrovore, a Bomporto si taglia anche l’argine, per fare defluire più velocemente l’acqua. Ma quando l’acqua sarà sparita verrà il momento di contare i danni. Poco importa che questa terra ce la siamo rubata al mare metro per metro tanti anni fa, e che una volta qui si sentissero i gabbiani, proprio come oggi. Quello che conta è che ancora una volta affronteremo i problemi e proveremo a ricostruire case, storie, attività.

Se vuoi rimanere aggiornata su quello che sta succedendo e sui modi per aiutare, Matteo ha radunato tutti i link utili sull’argomento in un unico comodo post.

NOTA BENE non ci sono gare tra chi sta peggio, le calamità che in questi anni hanno colpito Liguria, Veneto, Sardegna, L’Aquila e tantissime altre zone d’Italia non sono meno gravi o importanti di ciò che è successo a Modena, anzi.

6 commenti su “chè na volta l’era tòta aqùa (cit.)”

  1. E’ vero, purtroppo non ne parla nessuno, avranno dedicato si e no qualche minuto nei TG! Condivido questo resoconto sulla mia pagina per diffondere il più possibile (e’ molto poco mi spiace, ma al momento e’ l’unico aiuto che riesco a dare)! Siete persone molto coraggiose e forti!

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